“LATINA È UN CAPOLUOGO SENZA ESTATE”, LA DENUNCIA DI RANALDI (PER LATINA2032)

Nazzareno Ranaldi
Nazzareno Ranaldi

Cultura: Ranaldi, “Latina è un capoluogo senza estate: i fondi per la cultura non ci sono, manca un programma e un Assessorato”

Il consigliere comunale (PerLatina2032) ritorna sul fallimento del bando Estate Latina 2026 e rilancia le critiche emerse dal mondo culturale cittadino: “Non si tratta solo di questioni burocratiche come la gestione di un palco e un permesso, un’Amministrazione deve destinare un budget alla cultura esattamente come lo destina al rifacimento di una strada o di un giardino: non è un peso sulle casse pubbliche, è un investimento in socialità, benessere e crescita del territorio”

“Latina, capoluogo di provincia, non è riuscita a programmare una stagione culturale estiva. Il bando Estate Latina 2026, pensato a costo zero per le casse comunali, non è mai arrivato a conclusione: non si sa quante domande siano arrivate, non si sa perché l’Amministrazione non abbia proceduto”, queste le parole di Nazzareno Ranaldi, consigliere comunale in quota PerLatina2032, a proposito dell’offerta culturale cittadina, “su cui avevamo già presentato pubblicamente i nostri dubbi, quesiti rimasti senza risposta: chiediamo ora chiarezza al Comune, sullo svolgimento e i progetti arrivati al bando”.

“Il paradosso è che i fondi, quando servono a un’inaugurazione, si trovano – precisa Ranaldi – 27mila euro sono stati stanziati per l’affrettata inaugurazione del Parco Falcone Borsellino, un cantiere che ha già sollevato non poche perplessità. Per una programmazione culturale estiva, invece, non un euro. Nel frattempo, i Comuni limitrofi, grandi e piccoli, hanno messo in piedi rassegne estive valide e strutturate, dimostrando che con volontà politica e organizzazione si può fare, a prescindere dalle dimensioni dell’ente. Ad oggi a Latina gli unici eventi realizzati sono stati i concerti della rassegna musicale ospitata nell’Arena del Museo Duilio Cambellotti, realizzata con fondi regionali”.

Non è un caso isolato, dice il consigliere: “Il Garage Ruspi, restaurato dal Comune con una spesa superiore ai 2 milioni di euro e consegnato all’Università, oggi sala studio e in questo periodo luogo di refrigerio per la città, avrebbe potuto ospitare mostre ed eventi per la comunità. E non è un caso nemmeno che questa Amministrazione sia arrivata al terzo anno di mandato senza un assessorato alla cultura: la delega è rimasta nelle mani della sindaca, e non a caso il bando per il cartellone estivo è finito in capo all’assessorato al turismo, privo di una regia dedicata”.

Per Ranaldi esiste un problema di impostazione. “In queste settimane si sono attivati diversi operatori del settore, in particolare Roberto Becchimanzi che è intervenuto sui social e ha formulato proposte concrete: spazi comunali a canone zero per l’estate, uno sportello unico che semplifichi le autorizzazioni per pubblico spettacolo e sicurezza, un fondo minimo per le certificazioni tecniche e la SIAE, coperture assicurative tramite patrocinio oneroso. Proposte serie, a basso impatto sul bilancio, che l’Amministrazione dovrebbe quantomeno valutare. Oltre a segnalare le tante associazioni teatrali, musicali e di altra natura presenti sul territorio che potrebbero arricchire con le loro proposte un cartellone di spessore su tutto il territorio compreso borghi e periferie. Ma qualcuno, dal mondo culturale cittadino, ci ha anche detto una cosa altrettanto importante: la cultura non può ridursi al “minimo sindacale” di un palco e di un permesso. Un’Amministrazione deve destinare un budget alla cultura esattamente come lo destina al rifacimento di una strada o di un giardino: non è un peso sulle casse pubbliche, è un investimento in socialità, benessere e crescita del territorio”.

Latina ha oggi uno strumento potenzialmente altrettanto strategico: la Fondazione Latina 2032, che in vista del centenario della città disporrà di un budget di 6,4 milioni di euro nei prossimi sei anni”. Spiega Ranaldi: “Il quadro istituzionale della Fondazione si è ormai completato — amministratori, comitato scientifico e revisori dei conti sono al loro posto — e si sta per aprire il bando per la figura del direttore. È il momento in cui l’Amministrazione Comunale deve affiancare con decisione questo percorso. La Fondazione è un soggetto autonomo, ma spetta al Comune mettere a disposizione le strutture e attivare le politiche culturali di propria competenza, costruendo la programmazione dell’ente in dialogo con la Fondazione e con tutti i soggetti del territorio che, a diverso titolo, possono concorrere alla programmazione culturale cittadina.

Per il consigliere, “Serve farlo con atti concreti: l’istituzione di un assessorato dedicato alla cultura, superando l’attuale delega diretta della sindaca; un protocollo d’intesa tra Fondazione Latina 2032, Comune e Università per destinare il Garage Ruspi a sede operativa della Fondazione ad esempio (mentre invece il Comune è in ritardo per la ristrutturazione della sede istituzionale, presso l’ex casa del custode in piazza Dante); la promozione e la valorizzazione dell’associazionismo locale, come risorsa strutturale a sostegno delle celebrazioni del centenario, non solo come tappabuchi dell’ultimo momento; la mobilitazione di tutte le energie cittadine — artistiche, associative, imprenditoriali e sindacali — attorno al percorso verso il 2032”.

Gli esempi sono molti e noti: “Basta guardare a esperienze come quella di Matera, Capitale Europea della Cultura nel 2019, o Bergamo e Brescia capitali italiane della cultura, per capire cosa significhi trattare la cultura come motore di sviluppo turistico ed economico, non come una voce residuale di bilancio”.

Conclude poi Ranaldi: “Latina merita un salto di qualità, non un’estate vuota in attesa di risposteChiediamo all’Amministrazione di rendere conto pubblicamente del bando “Estate Latina 2026”, di valutare le proposte arrivate dal mondo culturale e associativo, e di dire con chiarezza se e quando intende dare alla cultura una delega dedicata e sostenere, nel rispetto della sua autonomia, il percorso della Fondazione Latina 2032 verso il Centenario, per il quale continuiamo a credere che il Comune possa svolgere un ruolo propositivo sul territorio, per costruire insieme un volàno economico sulla cultura e diventare così punto di riferimento per il territorio provinciale e nazionale”.

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