Ciolfi (M5S): “Il minestrone del tavolo TIA gira da tredici anni. Ora serve la ricetta, non un altro giro di pentola. Se i consiglieri di maggioranza hanno scelto di essere semplicemente sussidiari dell’Esecutivo, è una scelta politica che non appartiene certamente al Movimento 5 Stelle”
Ciolfi (M5S): “Il tavolo TIA viene riaperto appena tre mesi dopo la transazione da 6 milioni. Dopo oltre due anni e mezzo nessun esito formalmente portato in Consiglio. Alla mia domanda la risposta è stata: “Evidentemente è tutto a posto”. Ma a posto cosa?”
C’è una partita che il Comune di Latina si porta dietro da oltre tredici anni e che, nonostante il trascorrere delle amministrazioni, dei dirigenti e degli anni, non sembra ancora arrivata a una definizione definitiva.
È la partita TIA 2006-2009 tra il Comune di Latina, l’allora società Latina Ambiente e oggi la curatela della società: una vicenda che riguarda direttamente i rapporti economici tra l’Ente e la curatela e, quindi, anche le casse comunali.
Per verificare questa vicenda ho svolto nel tempo una lunga e puntuale attività di accesso agli atti, progressivamente aggiornata con la documentazione che gli uffici hanno trasmesso. L’ultimo aggiornamento documentale acquisito nello scorso mese di settembre mi ha consentito di ricostruire una vicenda che, per la sua rilevanza economica e amministrativa, non può più essere lasciata sullo sfondo.
È sulla base di questa documentazione, e dei successivi aggiornamenti acquisiti, che ho depositato una interrogazione articolata e puntuale, con la quale chiedo all’Amministrazione di ricostruire formalmente l’intera evoluzione del tavolo TIA e della posizione debito-creditoria tra il Comune e la curatela di Latina Ambiente, ma soprattutto di chiarire le ragioni per le quali l’esito di un lavoro tecnico che risulta concluso da un anno e mezzo non sia stato formalmente riconosciuto dalla Giunta, che di fatto lo aveva riattivato, né portato a conoscenza del Consiglio comunale. Perché quello che emerge dagli atti è una sequenza che merita di essere spiegata.
Il tavolo tecnico sulla TIA 2006-2009 nasce nel 2013. Tra il 2013 e il 2014 vengono effettuati i primi lavori di ricostruzione della partita e dalle risultanze allora elaborate emerge una posizione che vede il Comune debitore nei confronti di Latina Ambiente per diversi milioni di euro. Poi, però, quella ricostruzione non arriva a una definizione formale.Passano gli anni. La partita resta aperta.
Fino a quando, nel dicembre 2023, il Consiglio comunale approva una transazione da 6 milioni di euro con la curatela di Latina Ambiente, nell’ambito della definizione di tre contenziosi. La transazione viene pubblicamente presentata come lo strumento per chiudere definitivamente quei contenziosi e l’allora assessora al Bilancio Ada Nasti parla del pagamento come destinato alla “tacitazione di ogni pretesa creditoria”, insomma una transazione “tombale”. E qui nasce una prima, enorme domanda politica e amministrativa: come è possibile che una partita TIA già conosciuta, già oggetto di un tavolo tecnico e potenzialmente rilevante nei rapporti economici tra Comune e curatela non venga definita o espressamente disciplinata nell’ambito di quella transazione? E appena due mesi dopo succede qualcosa di molto significativo.
Nel febbraio 2024 la curatela chiede al comune di procedere alla definizione della questione rimasta sospesa dei crediti TIA-1 e la Giunta a marzo riattiva il tavolo tecnico della TIA. Lo stesso tavolo che aveva lavorato sulla partita negli anni precedenti. Lo stesso tavolo che sembrava essere rimasto fermo per anni. E lo fa appena tre mesi dopo una transazione da 6 milioni di euro che era stata presentata come la soluzione dei contenziosi e come una definizione delle pretese creditorie.
Non è una questione di lana caprina. È una questione che riguarda milioni di euro e la posizione economica del Comune nei confronti della curatela. La stessa Giunta comunale, con una delibera, ha formalizzato la riattivazione del tavolo, individuando i dirigenti chiamati ad aggiornare la ricostruzione della partita TIA 2006-2009.
Il tavolo riparte. Lavora. E arriva, il 4 febbraio 2025, a una risultanza completamente diversa da quella originaria. Dai milioni di euro che il Comune avrebbe dovuto a Latina Ambiente si passa a una posizione di circa 29 mila euro a carico dell’Ente. Una differenza enorme. La curatela prende atto ma non riconosce l’esito della ricostruzione come posizione condivisa.E soprattutto, dopo quella data, il lavoro del tavolo non viene formalmente riconosciuto dalla
Giunta, che ne aveva disposto la riattivazione, con una definizione conclusiva, sebbene i dirigenti che ne facevano parte avessero dato atto della conclusione dei lavori e dichiarato avrebbero assunto gli atti per la formalizzazione delle somme riconosciute eleggibili a favore della Società. Ma quella formalizzazione non c’è mai stata e ci si chiede se la politica, o una parte della politica, al governo della città non avesse interesse alla conclusione di quel tavolo. Nel frattempo, però, la vicenda non è affatto finita.
Nel 2026 ulteriori verifiche sulla partita dei riversamenti TIA conducono a un nuovo, radicale cambiamento della posizione: il Comune arriva a quantificare un proprio credito nei confronti della curatela superiore a 200 mila euro. Anche questa posizione è oggetto di contestazione da parte della curatela.
E allora abbiamo una sequenza che, francamente, richiede una spiegazione politica, amministrativa e contabile: prima milioni di euro di debito del Comune; poi circa 29 mila euro di debito; poi oltre 200 mila euro di credito del Comune. La domanda non è soltanto “quanto dobbiamo?” o “quanto ci devono?”.
La domanda è molto più importante: come è possibile che sulla stessa partita, attraverso il lavoro del tavolo tecnico, si arrivi nel tempo a ricostruzioni economiche così radicalmente diverse? Quali documenti sono stati utilizzati? Quali verifiche sono state effettuate? Quali elementi sono stati successivamente rettificati o rivalutati? Quali riversamenti TIA sono stati individuati? E soprattutto: perché un lavoro tecnico che incide direttamente sulla posizione economico- finanziaria del Comune non è stato formalmente restituito all’organo consiliare?
C’è inoltre un ulteriore profilo che ritengo importante verificare: se nella composizione tecnica del tavolo, relativamente ai dirigenti individuati dalla Giunta, siano stati preventivamente valutati eventuali profili di incompatibilità o di conflitto di interesse con riferimento agli incarichi pregressi o attuali ricoperti dai tecnici di parte pubblica coinvolti. Non sto formulando conclusioni: chiedo che questi aspetti siano verificati e formalmente chiariti, a tutela dell’Ente e degli stessi dirigenti interessati. C’è poi un passaggio che considero politicamente ancora più significativo.
Nel corso di una Commissione consiliare, durante l’esame del bilancio dell’Ente, ho posto una domanda precisa all’assessora Rodà: quale fosse l’esito del tavolo TIA e per quale ragione, a fronte di una partita ancora evidentemente non definita, questa situazione non risultasse adeguatamente esplicitata nei documenti contabili e nelle osservazioni dei revisori.La risposta dell’assessora, in sostanza, è stata che, evidentemente, “è tutto a posto”. Ma a posto cosa? Perché qui non stiamo parlando di una pratica amministrativa qualsiasi.
Stiamo parlando di una partita economica che, nel corso degli anni, è passata da milioni di euro a debito del Comune, a circa 29 mila euro, fino a oltre 200 mila euro a credito dell’Ente. Quindi la domanda è inevitabile: che cosa significa esattamente “tutto a posto”? Qual è oggi la posizione del Comune? Qual è la posizione riconosciuta dalla curatela? Quale risultato ha prodotto definitivamente il tavolo? Quale atto lo ha formalizzato? E quali sono le conseguenze contabili e giuridiche per l’Ente? C’è, però, un tema ancora più generale.
Il Consiglio comunale non è una scuola dell’infanzia con dei bambini che aspettano le caramelle dalla Giunta. Il Consiglio comunale è l’organo che rappresenta i cittadini, che esercita funzioni di indirizzo e controllo politico-amministrativo e che deve poter conoscere le partite che hanno conseguenze sulle casse dell’Ente.
Se un tavolo tecnico viene riattivato dalla Giunta, se produce risultanze che cambiano radicalmente nel tempo e se quelle risultanze possono incidere sulla posizione economica del Comune, il Consiglio deve essere messo nelle condizioni di conoscere gli atti e comprendere quale sia la posizione dell’Ente.
Se i consiglieri di maggioranza hanno scelto di essere semplicemente sussidiari dell’Esecutivo, è una scelta politica che non appartiene certamente al Movimento 5 Stelle. Il nostro ruolo è un altro. Controllare. Fare domande. Chiedere gli atti. Verificare. E pretendere che sulle questioni che riguardano i soldi dei cittadini le risposte siano puntuali e documentate.
L’interrogazione che ho depositato non intende sostituirsi agli uffici, né anticipare conclusioni che dovranno essere verificate sulla base degli atti. Chiede, però, una cosa molto semplice: ricostruire formalmente che cosa sia successo a quel tavolo e quale sia oggi la reale posizione del Comune, nonché se ci siano stati ulteriori sviluppi.
E chiede di capire anche perché, dopo una transazione da 6 milioni di euro approvata nel dicembre 2023, il tavolo TIA sia stato riattivato appena due mesi dopo e perché, a oltre due anni e mezzo dalla sua riapertura, il Consiglio comunale non abbia ancora ricevuto una definizione chiara e formalizzata della partita.Il tema è ancora più delicato perché siamo di fronte non solo a una procedura concorsuale ma anche a una vicenda giudiziaria sulla quale il Comune si è costituito parte civile.
“Questa vicenda – dichiara la consigliera comunale e capogruppo M5S Maria Grazia Ciolfi – è diventata nel tempo un vero e proprio “minestrone” amministrativo: lo si gira da tredici anni, cambiano le ricostruzioni, cambiano le cifre e continuiamo a non avere una definizione formale e definitiva della partita. Le verifiche sono quindi necessarie perché quando sono in gioco le risorse del Comune, il controllo non può essere considerato un fastidio: è un dovere”. Dopo tredici anni, su questa partita, è arrivato il momento di sapere non soltanto che “è tutto a posto”, ma precisamente che cosa è a posto, sulla base di quali atti e con quali conseguenze per il Comune di Latina“.
Così, in una nota, Maria Grazia Ciolfi, consigliere comunale e capogruppo M5S Latina.
