LATINA, CRISI RACCOLTA CARTA. ABC APRE AGLI INCENERITORI?

ABC, l’azienda speciale del Comune di Latina che gestisce il servizio di igiene urbana e raccolta differenziata, ha diramato nella giornata di ieri una nota stampa vista l’interruzione della raccolta di carta e cartone dal 4 al 6 gennaio, a causa dell’improvviso blocco dei conferimenti. Attualmente, il servizio di raccolta e di ritiro nel Comune di Latina è comunque garantito.

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I recenti problemi sulla raccolta della frazione cellulosica sul territorio del Comune di Latina, come noto determinati dalla chiusura di un impianto di recupero e dunque non addebitabili in alcun modo all’Azienda ABC, hanno messo ancora una volta in evidenza tutta la fragilità del sistema impiantistico regionale e nazionale a supporto delle raccolte differenziate. Ricordiamo sempre che la raccolta differenziata è uno strumento, non il fine. La raccolta differenziata dei rifiuti è infatti un metodo attraverso il quale i rifiuti vengono raccolti e “preparati” per il loro successivo avvio a recupero e riciclo. Trasformare la carta in carta, il vetro in vetro, i metalli in metalli, produrre ammendante organico, produrre energia dai rifiuti e così via, sono il vero fine, il reale obiettivo dell’economia circolare. La crescente domanda di trattamento delle frazioni a recupero, proveniente anche dal comune di Latina che sta investendo tantissimo in modelli di raccolta differenziata spinta non trova però, al momento, una rete impiantistica regionale e nazionale adeguata ed in grado di assorbire gli enormi quantitativi di materiali che si andranno a intercettare“.

Dopo questa lunga e condivisibile premessa, ABC menziona le carenze infrastrutturali che, in effetti, minano la capacità di raccolta anche della carta e del cartone, stante l’attuale flusso di conferimenti da parte della cittadinanza.

Cassonetti nel degrado a Latina

Non è solo la carenza di impianti di primo livello, quelli in cui i materiali vengono stoccati, ridotti di volume, privati delle impurezze ma anche, e soprattutto, degli impianti di trattamento e recupero, quelli in cui i materiali vengono avviati a riciclo e riutilizzo: le cartiere, le vetrerie, gli impianti di compostaggio, gli impianti di recupero energetico, ecc. La carenza dei secondi manda in crisi i primi e tutti e due mandano in difficoltà la filiera della raccolta differenziata e dell’avvio a recupero e, in ultima istanza, i Comuni e le loro Aziende“.

Il comunicato stampa continua facendo menzione della necessità di riduzione dei rifiuti alla fonte e del miglioramento della qualità delle materie prime secondarie. Questo, il miglioramento della qualità, dicono da LBC, sarà possibile anche attraverso la futura dotazione in favore dei cittadini di contenitori familiari per lo smaltimento domestico, che in tutta probabilità andranno a sostituire i classici cassonetti alla mercé di chiunque non sia costretto o incentivato a conferire in maniera corretta i materiali da inoltrare al riciclo. Eccetto questa ultima responsabilità attribuibile a deprecabili condotte private, le parole scelte dall’Azienda dei Beni Comuni appaiono come un auto-incoraggiamento che la società speciale cerca di dare a sé stessa, parole imbevute da una drammaticità che, tutto sommato, si addicono alle attuali difficoltà delle operazioni sistematiche di smaltimento della frazione cellulosica.

green corner - esercizi di vicinato
Green corner, esercizi di vicinato

Va evidenziato, però, come questo appassionato chiarimento di ABC non faccia menzione ad esempio del recentissimo Decreto Clima, provvedimento con il quale sono stati approvati finanziamenti per sovvenzioni a fondo perduto per l’apertura di green corner, esercenze commerciali di vicinato e di media e grande struttura che attrezzano spazi dedicati alla vendita ai consumatori di prodotti alimentari e detergenti, sfusi o alla spina. Le amministrazioni comunali di tutta Italia non saranno, per questo, demandate all’intermediazione di questi specifici stanziamenti, che rimangono invece una competenza di enti superiori di governo. Tuttavia, di fronte a cambiamenti inarrestabili che attendono i territori in ambito di gestione dei rifiuti, è indispensabile avere un’idea precisa di come debba essere una città che è chiamata contrastare la sovrapproduzione di scarti con scelte coraggiose e, citando la stessa ABC, “che potranno anche apparire impopolari ma che, alla lunga, garantiranno il consenso dovuto a chi amministra correttamente la cosa pubblica“. I cittadini andrebbero messi in condizione di riuscire a ridurre la propria impronta ecologica senza che ciò diventi una missione di credo invece che un’azione civica alla portata di tutti. Meno imballaggi, meno rifiuti.

A metà comunicato il tono cambia e si fa più gravoso: “Infine, occorre garantire la chiusura del ciclo dei rifiuti con un sistema impiantistico adeguato e in grado, non solo di stoccare e nobilitare i materiali raccolti, ma di avviarli effettivamente a recupero e riciclo“. L’azienda speciale per la raccolta differenziata precisa, inoltre, che “Qui il ruolo degli Enti sovracomunali è fondamentale. Le norme nazionali e le pianificazioni regionali devono avere il coraggio di indicare chiaramente quali impianti realizzare per rispondere alla crescente domanda di trattamento e non più limitarsi a fissare ambiziosi obiettivi di raccolta differenziata da raggiungere“.

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Citati gli ambiti di competenza degli enti sovraordinati, ABC ricorda che spetta ai comuni aprire nuovi impianti di primo livello. E poi arriva al punto: “il sistema impiantistico a supporto della filiera del riciclo è fatto anche di impianti di trattamento dei rifiuti quali i termovalorizzatori con recupero energetico, di impianti di compostaggio della frazione organica, di cartiere che utilizzino la carta da macero, di vetrerie che utilizzino il vetro da recupero, di impianti che utilizzino i metalli provenienti dalle raccolte differenziate e così via. Qui occorre un’azione forte da parte del decisore pubblico, che dovrà assumersi l’onere di indicare chiaramente quali impianti necessitano e dove è più corretto realizzarli“.

Questo ultimo inciso starà a significare che Latina intende aprire ai termovalorizzatori, meglio conosciuti come inceneritori?

Ciò al fine di garantire l’avvio effettivo di un’economia circolare e la corretta gestione del ciclo dei rifiuti attraverso decisioni che potranno anche apparire impopolari ma che, alla lunga, garantiranno il consenso dovuto a chi amministra correttamente la cosa pubblica“, parole che dette dopo l’inerzia al limite del grottesco, delle promesse non mantenute e via discorrendo riguardo alla discarica di Borgo Montello, circostanza mai affrontata dall’attuale giunta ellebiccina, appaiono svuotate della loro solennità perché di impopolare, per quanto riguarda la bomba ambientale sotterrata nella fu Valle d’Oro, non c’è stata alcuna azione concreta. Con quale credibilità dunque?

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Qualsiasi cittadino, con l’avvicinarsi del termine del quinquennio amministrativo targato LBC, sicuramente preferirebbe vedere il gruppo consiliare battersi per delineare nuove fondamenta del circuito produttivo comunale, magari per mezzo di sgravi fiscali delle tasse locali alle realtà commerciali che impattano meno, invece che ritrovarsi in eredità un non tanto ipotetico termovalorizzatore, ecomostro che per esistere ha bisogno che lo status quo del circuito dei rifiuti rimanga esattamente così come è.

La raccolta differenziata è uno strumento, non il fine“, ipse dixit.

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