LA PANTOMIMA COLETTA – PD DA UNA PARTE, UNO SPAZIO POLITICO DA RIEMPIRE DALL’ALTRA

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Sembra ormai che si sia arrivati alla conclusione di questa sorta di pantomima iniziata qualche mese fa tra Damiano Coletta e il PD per l’ingresso nella Giunta comunale di due assessori espressione del partito di Zingaretti.

I nomi sono stati fatti dal PD (Alessandra Bonifazi di Roma e Alessandro Patti di Latina) e ora si aspetta che Coletta provveda alla loro nomina.

Ci siamo già occupati della vicenda con numerosi articoli (18/7/2019 – “

Ora, a conclusione dell’operazione, è il caso di evidenziare bene perché riteniamo che si sia trattato di una pantomima, circostanza che emerge chiaramente esaminando i protagonisti della vicenda

DAMIANO COLETTA

Passerà alla storia come il sindaco più impopolare della nostra città.

Ha affidato l’amministrazione comunale alla vicesindaca Paola Briganti e alla segretaria comunale/direttrice generale Rosa Iovinella, in modo da potersi dedicare pienamente a quello che è diventato il suo sport preferito: il culto di sé stesso e la sua personale promozione a livello nazionale.

Ha partecipato a varie manifestazioni proponendosi come una sorta di Gesù Cristo che aveva cacciato i mercanti dal tempio, ma nel frattempo non si è accorto che con il suo modo di fare e la sua inconcludente amministrazione sta stendendo un tappeto rosso al ritorno dei tanti odiati “quelli di prima”.

Si è accorto però della liquefazione di LBC (oltre ai tre dissidenti in Consiglio Comunale, tantissimi sostenitori hanno lasciato il movimento molto delusi e anche un po’ incazzati).

Essendo la sua principale preoccupazione la ricandidatura a sindaco alle prossime elezioni è andato alla ricerca di un altro esercito e, come si confà a un leader altamente impopolare, non lo ha fatto rivolgendosi alla piazza ma frequentando le stanze romane del PD, in particolare quelle di Massimiliano Smeriglio e di Nicola Zingaretti.

MASSIMILIANO SMERIGLIO

smeriglio
Massimiliano Smeriglio, eurodeputato in quota PD ed ex Vicepresidente della Regione Lazio

È il riferimento romano di Damiano Coletta e, indubbiamente, ha un curriculum particolarmente adatto per ricoprire tale ruolo.

Nella XV legislatura (dal 2006 al 2008) è deputato di Rifondazione comunista.

Nel 2010 è tra i fondatori di Sinistra Ecologia Libertà, partito con il quale viene eletto deputato nelle elezioni politiche del febbraio 2013.

In contemporanea, con la elezione a Presidente della Regione Lazio di Nicola Zingaretti diventa un fedelissimo di quest’ultimo, tanto che il 16 aprile 2013 si dimette dalla carica di deputato per svolgere l’incarico di vicepresidente della Regione Lazio, nonché assessore alla formazione, università, ricerca, scuola, diritto allo studio e turismo.

A febbraio 2017, con lo scioglimento di Sinistra Ecologia Libertà, si impegna nella costituzione del movimento Campo Progressista, fondato da Giuliano Pisapia e, successivamente, è coordinatore dell’iniziativa “Piazza Grande” per la candidatura alle primarie del Partito Democratico di Nicola Zingaretti.

Nel maggio 2019 viene eletto parlamentare europeo nelle liste del PD.  

In sostanza Damiano Coletta, che ha dimostrato di non essere un fesso dal punto di vista politico, dopo essersi personalmente accreditato a sinistra a livello nazionale è andato a chiudere l’accordo per la sua ricandidatura a Roma, ben consapevole di quello che è il PD di Latina.

Tutto ciò a cui abbiamo assistito da qualche mese a questa parte è stato una sorta di teatrino necessario a dare una connotazione di scelta politica elaborata alla vicenda e accreditarla di una dignità di cui è invece sprovvista.

IL PD DI LATINA   

È una sorta di teatro dei burattini, in cui Enrico Forte e Claudio Moscardelli tirano le fila, a loro volta teleguidati da Roma.

Sia Forte sia Moscardelli hanno ampiamente dimostrato di non essere assolutamente interessati all’amministrazione comunale di Latina, ma esclusivamente a utilizzare a livello locale il partito per raggiungere le proprie ambizioni personali a livello regionale e nazionale.

Enrico Forte
Enrico Forte, consigliere comunale e regionale del PD

Pertanto, una volta arrivato l’ordine da Roma di entrare in giunta con Coletta e sostenere la sua ricandidatura alle prossime elezioni comunali, non hanno fatto altro che obbedire.

Non ci vuole uno scienziato della politica per comprendere che si tratta di una scelta suicida: l’amministrazione di LBC ha fortemente deluso; Coletta è altamente impopolare; manca poco più di un anno alla fine della consiliatura ed è improbabile che in così poco tempo i due nuovi assessori possano incidere.

Anche Forte e Moscardelli lo sanno, ma per loro conta solo essere allineati e coperti rispetto a Roma, dove si decidono le candidature alle regionali, alle politiche e alle europee.

Claudio Moscardelli, ex senatore PD

Tra l’altro i due sono probabilmente molto soddisfatti della scelta dei due nuovi assessori in quanto i vari dirigenti locali che aspiravano a ricoprire tali ruoli sono rimasti a bocca asciutta. Insomma i due indicati dal PD non possono fare ombra a Forte e Moscardelli.

UNO SPAZIO POLITICO DA RIEMPIRE

In definitiva, salvo colpi di scena, Damiano Coletta sarà il prossimo candidato del PD e delle poche truppe rimaste di LBC, nonché, forse, non si sa bene ancora di chi altri.

Le possibilità che Coletta possa essere rieletto, dopo la cattiva prova offerta dalla sua amministrazione, sono veramente ridotte al lumicino. Anzi, diventeranno addirittura pari a zero se, come sembra, verrà impostata una compagna elettorale da fronte popolare contro La Destra.

Al tempo stesso, però, c’è il dato politico che i maggiori esponenti del centrodestra latinense sono proprio gli stessi che hanno già amministrato talmente male la città da costruire un’autostrada per la elezione a Sindaco di Coletta  

Riteniamo quindi che ci sia uno spazio politico da riempire.

Crediamo ci sia una parte di città che, fortemente delusa da LBC, non si senta rappresentata da personaggi politici che si ripropongono sperando che i cittadini abbiano dimenticato le loro malefatte.

Pensiamo che questa parte di città non aspetti altro che persone libere e autonome, credibili e affidabili che la possano rappresentare. 

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