ITALIA AI MONDIALI, MIELE (LEGA): “NO AI RIPESCAGGI E REGALI VOLGARI”

Miele (Lega): “La partecipazione ai Mondiali di calcio si guadagna sul campo e con merito. No a regali volgari, concentriamoci su come ripartire dalle nostri ceneri”

“Io credo che il merito sia la strada per ottenere il successo e tagliare il traguardo. In ambito sportivo, poi, credo che questo concetto venga amplificato, quindi trasecolo quando sento e assisto a missioni speciali per consentire alla nostra Nazionale di calcio di partecipare ai Mondiali di calcio 2026 estromettendo un’altra Nazionale. Quella che in un primo momento poteva apparire come una boutade invece col trascorrere dei giorni si sta consolidando in un’opportunità: Paolo Zampolli, alto inviato del presidente Usa Trump, ha chiesto alla Fifa di ripescare l’Italia ai danni dell’Iran, impegnato in un conflitto proprio con gli Usa e probabilmente impossibilitato a partecipare alla competizione iridata, anche per via dei rapporti diplomatici sempre più tesi con la Casa Bianca.

Questa opportunità di ripescaggio credo che vada rifiutata in nome di quel sistema meritocratico che abita tutte le persone capaci e di buona volontà che sanno lottare nella vita di tutti i giorni, sport incluso. Nei giorni scorsi, all’indomani della cocente eliminazione dalla partecipazione ai Mondiali 2026 mi sono fatta immediatamente promotrice di una proposta per risollevare le sorti del nostro amato sport nazionale, che ha toccato il punto più basso della sua storia con la terza mancata partecipazione di fila alla kermesse mondiale.

Io credo che oggi tutti gli addetti ai lavori, compresi i tifosi, invece che duellare tra guelfi e ghibellini pro e contrari per questa eventuale partecipazione entrando dalla finestra e non dalla porta principale ai Mondiali 2026, dovrebbero cominciare a capire come rifondare e ristrutturare il nostro calcio, partendo proprio dai numeri, soprattutto dal fatto che il calcio riveste uno straordinario rilievo sociale e culturale e interessa milioni di italiani, dei quali oltre 650.000 tra bambini e ragazzi.

Io mi concentrerei di più sulle cause, sulle conseguenze e sulle soluzioni per invertire il trend negativo in cui la Nazionale maggiore è caduta, specchio fedele del pessimo momento a livello continentale che sta attraversando la nostra serie A, lontana anni luce dai risultati e dalle dinamiche di altri tornei europei: persistono notevoli criticità di natura economica e competitiva nel sistema professionistico italiano, coi club della massima serie che continuano a registrare perdite significative (con bilanci aggregati in rosso per centinaia di milioni di euro all’anno), che riducono la capacità di investimento e limitano la competitività internazionale della lega rispetto ai principali campionati europei; però, in contrasto, restano solidi i segnali di talento nelle rappresentative più giovani: negli ultimi anni le Under 17 e Under 19 hanno raggiunto traguardi importanti (vittorie agli Europei di categoria), elemento che evidenzia un potenziale di lungo termine e un serbatoio di giovani giocatori di qualità, benché la traduzione di questi risultati in concreti progressi per le categorie maggiori resti da consolidare.

Se si auspica dunque una riforma della governance federale, cosa cui in questi giorni stiamo assistendo, si ritiene altrettanto necessario prevedere, per quanto di competenza del Parlamento e del Governo, misure volte a favorire un’effettiva crescita economica, culturale e sociale del settore nel suo complesso.

Così, impegno il Governo a valorizzare il ruolo educativo e sociale del calcio anche attraverso un più stretto collegamento con la scuola e una maggiore attenzione alla pratica sportiva amatoriale e dilettantistica, favorendo al contempo la crescita del numero di praticanti promuovendo l’aggregazione sociale e l’integrazione culturale dei giovani; deve esserci parimenti l’impegno della federazione e delle leghe a premiare il talento giovanile agevolando l’ingresso in prima squadra e in campo ai giovanissimi che troppo spesso si allontanano dall’Italia trovando fortuna all’estero, chiedendo alle stesse di ripristinare il tetto di cinque giocatori extra Ue in campo nelle competizioni professionistiche; inoltre, si devono valorizzare le società dilettantistiche che hanno formato un atleta successivamente impegnato in una società professionistica, anche mediante contributi economici e vantaggi fiscali; inoltre, promuovere opportune iniziative per favorire la sana gestione dei bilanci da parte delle società calcistiche, anche mediante l’applicazione di eventuali interventi incentivanti di carattere legislativo alle sole società che rispettano tale principio.

Il calcio italiano ha necessità di essere rifondato, ripartendo dalle sue ceneri, non di regali volgari che l’Italia, campione del mondo 4 volte e campione europeo 2 volte, non può e non deve accettare”.

Così, in una nota, Giovanna Miele, Capogruppo Lega Commissione Istruzione e Cultura Camera dei Deputati.

Articolo precedente

IL 25 APRILE DI LIEVITO: FLASHMOB E ANNA FOA

Articolo successivo

PRELIEVO DEL FEGATO EFFETTUATO AL GORETTI DI LATINA: LA DONAZIONE DI UNA DONNA DI 69 ANNI

Ultime da Politica