IANNOTTA: RIESAME DI LATINA ANNULLA SEQUESTRO DELLE QUOTE DI ITALY GLASS

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Al centro di tutto c’era la Italy Glasse, la lavatrice che emetteva una serie di fatture neces sarie per pulire il d e n a ro drenato dalle aziende satelliti del gruppo Akros. Perquisizioni e sequestri di documenti e suppor to i nfo r m at i c i sono scattati per le sedi legali e operativa , sparse in tutta Italia, delle s ociet à: Commercio e Servizi srl, Akros Medical Center srl, A m a z zo n i Group, Esse Investment s srl, I nf ra st r u tt u re Italiane spa, Italy Transport srl, Italy Glass spa corporate Division, LRI srl, Pegaso srl, Taiani Group srl, Tralog srl e per la stessa Italy Glass spa. I m a g i st rat i della Dda hanno a u t o r i z z at o l’a c q u i s i zo n e di libri g i o r n a l e, par tit ari contabili, libri invent ari, s critture ausiliarie di m a g a z z i n o, libri verbali dell’as s emblea , libri verbali dei cda, libri verbali del collegio sindacale, libri dei beni ammor tizzabili, fatture di vendite e di a c q u i st o, registri Iva acquisti e ve n d i t e

Luciano Iannotta: il Riesame di Latina ha disposto l’annullamento del sequestro preventivo delle quote di Italy Glass spa

Il Collegio del Tribunale del Riesame di Latina, presieduto dal Giudice Francesco Valentini, ieri 2 marzo, ha disposto con ordinanza l’annullamento del decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca relativamente alle quote di una delle società dell’imprenditore di Sonnino, la Italy Glass Spa in liquidazione. Il Riesame ha ordinato l’immediata restituzione delle quote alla società Akros Holding Srl, sempre gravitante nella galassia di società di Iannotta.

Tale sequestro si riferisce a un provvedimento disposto dal Tribunale di Latina a dicembre 2021 e notificato alla parte ricorrente il 14 gennaio 2021. Il Riesame di Latina ha accolto i motivi di impugnazione presentati dai due avvocati difensori di Luciano Iannotta: l’avvocato del Foro di Roma Mario Antinucci e l’avvocato del Foro di Latina Ugo Cardosi.

Attenzione, però, perché il provvedimento di dissequestro stabilito ieri 2 marzo dal Riesame di Latina non ha nulla a che vedere con il provvedimento del maxi-sequestro eseguito lo scorso 14 febbraio (notificato alla parte l’8 febbraio) dal Servizio Centrale Anticrimine e dalla Divisione Anticrimine di Latina, disposto dal Tribunale – Sezione Misure di Prevenzione di Roma – tramite i giudici Della Casa, Ciriaco e Fattori, su proposta del Procuratore del Distretto e del Questore di Latina. Il sequestro “monstre” per il valore di 50 milioni, che ha coinvolto 39 società, finalizzato alla confisca, infatti, è stato ordinato dalla DDA sulla base del Codice Antimafia che ha compreso anche le due società – Italy Glass Spa (che dà il nome all’operazione che pose agli arresti Luciano Iannotta e gli altri attuali imputati nel relativo processo conosciuto con il nome di “Dirty Glass”) e Akros Holding srl – che ieri 2 marzo sono state interessate dal provvedimento di dissequestro delle quote e restituzione delle stesse.

Pertanto, le società Akros Holding srl e Italy Glass Spa rimangono ancora amministrate dal custode giudiziario nominato dal Tribunale di Roma in seguito al cosiddetto sequestro “monstre” avvenuto lo scorso 14 febbraio. Il prossimo 21 marzo, sarà discusso dagli avvocati difensori, davanti al Tribunale – Sezione Misure di Prevenzione di Roma, il maxi provvedimento per cui verrà chiesto l’annullamento della misura. Al contempo il processo “Dirty Glass”, già incardinato al Tribunale di Latina, non è ancora entrato in una fase dibattimentale.

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Per quanto riguarda il provvedimento emesso ieri 2 marzo dal Riesame di Latina, i difensori delle società ricorrenti hanno contestato la ricorrenza dei presupposti di legge del sequestro sia sotto il profilo del cosiddetto periculum in mora sia sotto il profilo del cosiddetto fumus boni iuris, revocando in dubbio l’intero impianto accusatorio incentrato sulla gravità indiziaria del reato di bancarotta fraudolenta, oggi al centro del clamore mediatico-giudiziario del giudizio penale azionato dalla stessa Procura all’esito dell’indagine “Dirty Glass”.

Al riguardo – evidenziano i legali – è stato molto chiaro il passaggio della difesa nei motivi del riesame ove a corredo di un corposo indice di atti, documenti e perizie a confutazione si leggeNon v’è chi non veda oggi che proprio Luciano Iannotta e la sua famiglia siano stati negli ultimi 30 anni vittime e persone offese nell’ambito di importanti giudizi penali azionati presso il Tribunale di Latina, ove sotto l’accusa di bancarotta fraudolenta e con la leva dei sequestri penali di prevenzione ex art. 321 c.p.p. dichiarati in sede d’impugnazione “geneticamente privi di ogni presupposto di legge”, si è letteralmente consumata la frantumazione del più grande colosso industriale Pontino dal dopoguerra ad oggi (ANTARES INDUSTRIALE SRL, poi ANTARES INDUSTRIALE GROUP SPA, quindi FALLIMENTO DELLA PONTINA INDUSTRIALE PONTINA SRL), a valle di sentenze del Tribunale di Latina tutte con formule assolutorie ove non anche del Tribunale delle Imprese di Roma che in data 22.11.2018, attraverso 42 (quarantadue) pagine di analitica ricostruzione dei fatti,  ha disatteso tutte le domande azionate dalla Curatela del Fallimento della Industriale Pontina Srl del Tribunale di Latina ed ha condannato la Curatela del Fallimento della Industriale Pontina Srl del Tribunale di Latina al pagamento delle spese legali i soggetti convenuti per oltre 400,000,00; la predetta sentenza non è stata impugnata ed è quindi passata in giudicato, con l’effetto di costituire oggi titolo per un’azione risarcitoria (an debeatur), in primis contro la Curatela del Fallimento del Tribunale di Latina,  per un quantum debeatur di centinaia di milioni di euro attualmente allo studio di esperti consulenti tecnici di chiara fama in Italia ed all’estero.

Tutto ciò in attesa di leggere le motivazioni dell’ordinanza, “quando si potrà apprezzare l’equilibrio nelle deduzioni in fatto e diritto del Tribunale del riesame di Latina – proseguono i legali – nel delineato contesto di clamore mediatico delle vicenda giudiziaria “Dirty Glass”, letteralmente esplosa sulla stampa locale e nazionale all’indomani del recente sequestro di prevenzione notificato l’8 febbrario 2022 dal Tribunale delle misure di prevenzione di Roma, anche nei confronti della Italy Glass Spa in liquidazione ed Akros Holding Srl , destinatarie dell’ordinanza deciso oggi dal Tribunale del riesame di Latina”.

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