ENERGIA E RIFIUTI: IL GIOCO DEGLI IMPIANTI NELLA PROVINCIA DI LATINA. I 4 COMITATI ANTI-SEP LASCIATI SOLI

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PROVINCIA
In alto la sede della Provincia di Latina, ai lati un esempio di accumulo di compost e alcun pannelli fotovoltaici

Sep rimessa a nuovo con soldi pubblici mentre la provincia autorizza il Biogas. Ingorgo a Mazzocchio: impianti di rifiuti paralizzano la zona

Ma quanta immondizia producono i cittadini della provincia di Latina?” – così si domandano i quattro Comitati (Mazzocchio, Boschetto Gricilli Macallè, Pontinia Ambiente e Salute e Il Fontanile), da tempo in lotta contro i miasmi provenienti dall’impianto Sep di Mazzocchio (Pontinia), nella loro nota (che pubblichiamo integralmente di seguito), in cui colgono, senza poterlo sciogliere, il nodo gordiano.

Si fa, infatti, un gran parlare di rifiuti, impianti, discarica – che a Latina, dopo la bomba ecologica a trazione camorristica (negli anni ’80 terreno di scorribande casalesi) di Borgo Montello, vogliono realizzare in una zona agricola a cavallo tra il capoluogo e Pontinia – eppure nessuno o pochi si accorgono che il ciclo dei rifiuti in terra pontina sarebbe, con tutta probabilità, già chiuso se ci fosse solo un po’ di buon senso e, soprattutto, meno affari da perseguire.

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Ecco allora uno zampillare di impianti a cui non si capisce bene per quale motivo non si ponga un freno, senza indulgere in qualche cattivo pensiero.
Tuttavia, il problema non è solo sul lato dell’inquinamento da impianti di trattamento dei rifiuti, ma anche per quanto riguarda la sottrazione di suolo e i futuri rifiuti che un giorno la comunità dovrà smaltire.

Oggi, ad esempio, dopo la presa d’atto di ieri da parte dell’Ente retto dal Presidente Medici su un nuovo impianto a biometano (proposto da Easy Ambiente srl) presso il deturpato Mazzocchio, si scorgono sull’Albo Pretorio della medesima Provincia di Latina altri tre atti, tutti afferenti ad impianti fotovoltaici: si tratta di un impianto fotovoltaico a terra, dalla potenza di 3405,60 kW, proposto dalla EL I.0 SRL nel Comune di Terracina, in località Borgo Hermada e altri due impianti fotovoltaici nel Comune di Aprilia, rispettivamente in località Casello 45, Via Pantanelle (incrocio con Via del Querceto), il cui proponente è GREEN ELEVEN SRL, e in località Campo di Carne, proposto dalla sempiterna SORGENIA RENEWABLES SRL. Per tutti e tre gli impianti, che sicuramente non hanno un impatto ambientale quanto una discarica o un impianto di compost che poi risulta non conforme, la Provincia di Latina ha ritenuto di non sottoporli a Valutazione di impatto ambientale.

E allora il dubbio, sebbene non c’entri direttamente con la domanda iniziale dei cittadini dei Comitati, viene: siamo certi che gli Enti decisori per i territori abbiano ancora bisogno dei politici? Cosa fanno i politici se non riunirsi, pendere dalle labbra degli uffici, attuare scorrimenti di graduatorie per dirigenti che ben presto diventano i veri padroni della linea politica che sia ambientale o di altro ambito?

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Un dubbio avvalorato anche se un normale cittadino perdesse tempo a leggere i comunicati stampa con cui la politica esprime sostanzialmente la sua impotenza. Vale per tutti il comunicato licenziato oggi dalla Provincia di Latina dopo che la Commissione Ambiente, composta da eletti del popolo (non nell’assise di Via Costa, poiché da un pezzo, lì, non si vota direttamente), si è riunita stamani. Cosa ha partorito sulla questione ampliamento Tbm di Rida ad Aprilia e sulla dirimente decisione che dovrà essere presa presto riguardante la nuova discarica del territorio pontino? Niente se non striminziti “ci aggiorniamo” oppure deleteri quanto insulsi “la Provincia (ndr: sull’ampliamento concesso dalla Regione Lazio a Rida Ambiente) vuole capire quali siano state le logiche decisionali, se trattasi soltanto di emergenza o di una logica commerciale su cui non possiamo esprimerci“.
E mentre i politici desiderano capire, gli uffici e i privati vanno avanti in quel summenzionato zampillare che, un giorno, se già non lo è, sarà il problema di qualsiasi politico che non avrà più tempo di capire né tantomeno di inviare comunicati stampa.

LA NOTA DEI COMITATI DI MAZZOCCHIOSi continua a lavorare giorno e notte alla Sep di Pontinia, l’impianto di compostaggio sequestrato a seguito dell’inchiesta Smoking Fields. Lo stabilimento ha ottenuto quasi due milioni di finanziamento statale e i lavori di ristrutturazione seguono un sedicente piano di sviluppo di cui però né il Comune, né la Provincia, né la Regione sembrano conoscere nel dettaglio

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“Stiamo parlando di un impianto sequestrato che sta operando con soldi pubblici e che non si sa a chi verrà affidato in futuro. La beffa potrebbe essere quella della riconsegna nelle mani del vecchio proprietario visto che il processo è ancora in corso – spiegano i comitati di Mazzocchio, Boschetto Gricilli Macallè, Pontinia Ambiente e Salute e Il Fontanile – Quello che ci preoccupa è però l’alone di segretezza che avvolge l’intera vicenda. Il finanziamento pubblico è stato emesso a seguito della presentazione di un piano industriale di cui non si ha traccia. Chiediamo da mesi all’amministratrice giudiziaria di riceverci e di poter effettuare una visita dell’impianto ma non abbiamo praticamente ricevuto risposta.

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A preoccupare i rappresentanti dei cittadini è tuttavia l’assurdo affollamento di impianti che sta coinvolgendo la zona. “Non siamo a prescindere contro gli impianti di smaltimento – spiegano i cittadini – Se abbiamo lottato per anni contro la Sep è perché chi la gestiva stava inquinando le nostre terre, la nostra acqua e la nostra aria. Ma certo ci chiediamo quanta immondizia produca un cittadino della provincia di Latina perché l’affollamento di impianti è davvero assurdo. Manca una discarica dove sversare il residuo di lavorazione ma nel giro di una manciata di chilometri abbiamo un Tbm sovradimensionato (e che infatti serve gran parte della provincia di Roma); abbiamo un impianto di compostaggio in funzione, abbiamo la Sep che si sta rimettendo a nuovo probabilmente sempre per raccogliere la frazione organica. Ora veniamo a sapere che sta proseguendo l’iter, proprio a Mazzocchio e grazie agli uffici della Provincia di Latina, per un nuovo impianto di Biogas.

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Per i comitati i conti non tornano: “Se il Tbm può ricevere la frazione più sporca dell’organico, ossia i fanghi di depurazione e se proprio si vuole puntare sul biogas che potrebbe far fronte al resto del fabbisogno, perché spendere quasi due milioni di finanziamenti pubblici per rimettere in sesto un mega impianto di compostaggio? Perché farlo in un’area a forte vocazione agricola dove funzionerebbero benissimo le piccole e poco inquinanti compostiere di comunità? (Le uniche peraltro che potrebbero generare compost puro, ossia fertilizzante). Perché continuare a far girare milioni di euro attorno a un business che avvelena tanti e fa la fortuna di pochi? Di consorzi pubblici per la gestione dello smaltimento dei rifiuti infatti non c’è ancora traccia mentre basta andare a guardare la dichiarazione dei redditi dei gestori privati degli impianti per capire come gran parte delle tasse dei cittadini vadano ad ingrossare i loro portafogli. Comune di Pontinia, Provincia di Latina, Regione Lazio: a che gioco stiamo giocando?“.

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