“DUSTY TRADE”, CORRUZIONE E DROGA: CHIESTI 8 ANNI PER NICASTRO E OLTRE 6 ANNI PER IL GIUDICE DELLA TRIBUTARIA

Chieste le condanne nel processo derivante dall’operazione della Guardia di Finanza di Latina denominata “Dusty Trade”

Al termine di una requisitoria durata quasi quattro ore, il pubblico ministero Giuseppe Bontempo ha chieste le condanne per gli otto imputati, giudicati col rito ordinario nel processo derivante dalla imponente operazione della Guardia di Finanza di Latina che aveva fatto emergere un’associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, alle truffe e alle false fatturazioni.

L’operazione delle Fiamme Gialle, nel 2018, portò a diversi arresti. Sarà il primo collegio del Tribunale di Latina, composto dai giudici Sinigallia-Brenda-Naldi, a decidere sulle condanne degli otto imputati: Andrea Nicastro, il principale personaggio posto al centro delle indagini, Enzo De Meo, Mauro Cassano, Predrag Krosnjar, Stefano Funari, Antonio e Andrea Ciccotti e Tiziana Maiolino (moglie di Nicastro). Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Armando Argano, Renato Archidiacono, Maria Antonietta Cestra, Antonio Leone.

Il 21 febbraio 2018, furono tredici gli arresti, di cui nove per corruzione e altri quattro per spaccio di droga. L’operazione Dusty Trade, conclusa dal comando provinciale e dal Nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di Finanza di Latina, nasceva dall’indagine precedente, Super Job, quella che solo una settimana prima aveva portato all’arresto di 18 persone per associazione per delinquere finalizzata alla frode fiscale e alla corruzione.

Indagando sul fitto sistema di cooperative cartiere, i finanzieri si erano imbattuti in ripetuti episodi di corruzione legati a un funzionario dell’Agenzia delle entrate, Andrea Nicastro, e a un finanziere in servizio ad Aprilia, Carmine Speranza, giudicato e condannato separatamente. Poi, i militari avevano continuato ad indagare scoprendo un “diffuso e collaudato sistema corruttivo traversale a più uffici”, si leggeva nell’ordinanza firmata dal giudice per le indagini preliminari Mara Mattioli, che ha coinvolto l’Agenzia delle entrate, la commissione tributaria provinciale e l’Inps.

Ad essere coinvolto, come detto, il funzionario dell’Agenzia delle entrate Andrea Nicastro (considerato il dominus del “sistema”), professionisti di Aprilia e l’amministratore della società Costruzioni 2V srl. Coinvolto anche Enzo De Meo, giudice della commissione tributaria provinciale chiamato a giudicare proprio i ricorsi promossi dalla società di costruzioni. Finì ai domiciliari Tiziana Maiolino, moglie di Nicastro e avvocato dell’ufficio legale dell’Agenzia delle entrate. Accusati di spaccio Andrea Ciccotti e Antonio Ciccotti.

Le indagini attivate su Nicastro, spiegava l’ordinanza, “evidenziano la sistematicità delle pratiche corruttive e i rapporti illeciti che il funzionario intesseva con i professionisti di Aprilia, tra cui Marco Corrente”. Continuando ad indagare, a partire dall’inchiesta Super Job, si è poi scoperto il coinvolgimento degli alti dipendenti pubblici a cui si sono contestati favori ai soggetti privati in cambio di regalie e denaro. La droga invece era stata richiesta come “pagamento” solo da Andrea Nicastro.

Ad ogni modo, al termine della sua requisitoria, il pm Bontempo ha formulato le sue richieste, specificando i diversi capi d’imputazione che hanno raggiunto la prescrizione. La condanna più pesante è per Andrea Nicastro: chiesti 8 anni di reclusione per corruzione. 6 anni e 6 mesi per il giudice Enzo De Meo. Per quanto riguarda Mauro Cassano, prescritti otto capi di imputazione (in due casi maturata la prescrizione per due fatture emesse a marzo 2015), la richiesta è stata di 1 anno di reclusione. Totalmente prescritta la posizione di Predrag Krosnjar, mentre sono stati chiesti 4 anni per Stefano Funari e 4 anni e 2 mesi per Tiziano Maiolino. Infine, il pm ha chiesto 2 anni e 8 mesi ciascuno per Antonio e Andrea Cicconitti, dichiarano prescritti due reati.

Il prossimo 10 giugno inizieranno due avvocati della difesa con le rispettive arringhe.

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