DROGA E VIOLENZA A FORMIA, PROSEGUE IL PROCESSO: IL NODO DELLE CONDANNE IN ABBREVIATO

Cassino
Tribunale di Cassino

Operazione anti-droga a Formia: continua il processo presso il Tribunale di Cassino per 12 degli imputati

Si è svolta la terza udienza che vede sul banco degli imputati il gruppo il quale, secondo gli inquirenti dell’Antimafia di Roma, che hanno coordinato le indagini del Commissariato di Polizia formiano e della Guardia di Finanza di Latina, aveva costituito un sodalizio tra Formia e il sud pontino dedito al traffico di sostanze stupefacenti.

Giovedì 5 ottobre, si è svolta la terza udienza, per un processo che è iniziato a febbraio scorso, davanti al collegio del Tribunale di Cassino composto dai giudici Gioia-Sangiovanni-Cerase. A esaminare i testimoni dell’accusa, rappresentata in aula dal Pm di Cassino, Marina Marra (che sostituiva il sostituto procuratore della DDA, Francesco Gualtieri), anche il collegio difensivo composto dagli avvocati Vincenzo e Matteo Macari, Pasquale Di Gabriele, Pasquale Cardillo Cupo, Maria Paola Samarelli e Walter Marrocco, Alfonso Furgiuele e Flaviana Coladarci. Sette gli investigatori tra Polizia e Guardia di Finanza che, interrogati da accusa e difesa, hanno ripercorso le fasi delle indagini per una udienza fiume che è durata circa 6 ore. Passate in rassegna diverse intercettazioni, ritenute dalla Procura fonti di prova solide per dimostrare l’associazione dedita allo smercio di droga.

Ma a preoccupare di più il collegio difensivo è anche un altro aspetto. Due degli imputati, coinvolti nella operazione anti-droga eseguita il 24 maggio 2022 a Formia, hanno chiesto di essere giudicati col rito abbreviato: si tratta di Marco Massimiani e Alì Abbassi Ali. Il Giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Roma ha pronunciato una sentenza rilevante nei loro confronti: per Massimiani 9 anni e 4 mesi, per Abbassi 8 anni e 4 mesi. Condanne che pesano anche sul processo con rito ordinario che si svolge a Cassino e che rappresentano il vero ostacolo da superare per il collegio difensivo.

Ad ogni modo, il processo non dovrebbe essere così lungo. La sentenza, dopo l’istruttoria, potrebbe già arrivare con l’anno nuovo. La prossima udienza è stata fissata per il 19 ottobre.

LA VICENDA GIUDIZIARIA – A ottobre 2022, il Giudice per le indagini preliminari Tribunale di Roma Francesco Patrone, su richiesta del sostituto procuratore della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, Corrado Fasanelli, aveva disposto il giudizio immediato per tutti i 14 soggetti colpiti dall’ordinanza di custodia cautelare emessa a fine maggio (12 arresti in carcere e 2 ai domiciliari.

La decisione del Giudice per le indagini preliminari era arrivata a distanza di quasi un mese dalla richiesta del Pm Fasanelli. Ad affrontare il processo sono coloro destinatari del provvedimento di restrizione della libertà eseguito a maggio: Italo Ausiello (classe 1964) nato a Ceva (Cuneo), Carmina Fustolo (classe 1967) detta “Mina” di Formia, Enrico De Meo (classe 1990) nato a Gaeta, Luca Centola detto “Fruscichetta” (classe 1983) di Formia, Giuliano D’Urso detto “Lupo” (classe 1975), Ivan Calenzo nato a Napoli (classe 1978), Laura Supino di Formia (classe 1985), Roberto De Simone detto “Moncicci” o “Roberto il finanziere” o “El Chapo” di Formia (classe 1971), Marco Massimiani detto “Ue ue” nato a Cori (classe 1980), Emanuele Tornincasa detto “Manuel”, “Luciano” o il “Piccoletto” di Napoli (classe 1996), Civita Lombardi detta “Gnocca” o “Zoppa” di Formia (classe 1985), Angelo Lombardi di Formia detto “Dentino” (classe 1972), Gianfranco Simeone detto “Melone” di Formia (classe 1969) e Alì Abbassi di Velletri ma residente a Cisterna (classe 1989). Risultano, comunque, ancora indagati, a piede libero, altre sedici persone accusati di aver fatto parte dell’associazione per delinquere finalizzata allo spaccio di droga nel sud pontino.

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Le accuse per gli indagati sono gravi: associazione finalizzata al traffico, cessione e detenzione di sostanze stupefacenti, tentato omicidio, sequestro di persona a scopo di estorsione, detenzione e porto abusivo di armi comuni da sparo.

La peculiarità e la pericolosità sociale dell’indagine era data anche dal fatto che due dei principali soggetti promotori dell’organizzazione criminale, (Ausiello e la compagna Carmina Fustolo, sorella di Salvatore Fustolo colpito da provvedimento di sorveglianza speciale e anche da un attentato incendiario), erano titolari di un minimarket ubicato al centro di Formia (in realtà un piccolo alimentari chiamato “Più Gusto”, non sempre aperto) e nei pressi di alcuni Istituti scolastici, dell’Ospedale Dono Svizzero, del locale S.E.R.T. e non molto lontano dai luoghi della movida formiana frequentata da giovani che pertanto diventano potenziali clienti.

A gennaio 2023, la Corte di Cassazione, pronunciandosi su un ricorso respinto da parte di uno degli imputati che chiedeva l’annullamento della misura cautelare, ha utilizzato parole nette sul sodalizio formiano fatto emergere dalla Guardia di Finanza e dalla Polizia di Latina. Gli ermellini hanno scritto che il gruppo guidato da Ausiello-Fustolo è una “organizzazione piramidale”.

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