DROGA E VIOLENZA A FORMIA: INIZIA IL PROCESSO PER IL GRUPPO “AUSIELLO-FUSTOLO”

Operazione anti-droga a Formia: è iniziato il processo presso il Tribunale di Cassino per 12 degli imputati

Due degli imputati, coinvolti nella operazione anti-droga eseguita la scorsa primavera a Formia, hanno chiesto di essere giudicati col rito abbreviato: si tratta di Marco Massimiani e Alì Abbassi Ali. Il procedimento si svolgerà davanti al Giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Roma.

A ottobre scorso, il Giudice per le indagini preliminari Tribunale di Roma Francesco Patrone, su richiesta del sostituto procuratore della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, Corrado Fasanelli, aveva disposto il giudizio immediato per tutti i 14 soggetti colpiti dall’ordinanza di custodia cautelare emessa a fine maggio (12 arresti in carcere e 2 ai domiciliari.

La decisione del Giudice per le indagini preliminari era arrivata a distanza di quasi un mese dalla richiesta del Pm Fasanelli. Ad affrontare il processo saranno coloro che sono stati oggetto del provvedimento di restrizione della libertà eseguito a maggio: Italo Ausiello (classe 1964) nato a Ceva (Cuneo), Carmina Fustolo (classe 1967) detta “Mina” di Formia, Enrico De Meo (classe 1990) nato a Gaeta, Luca Centola detto “Fruscichetta” (classe 1983) di Formia, Giuliano D’Urso detto “Lupo” (classe 1975), Ivan Calenzo nato a Napoli (classe 1978), Laura Supino di Formia (classe 1985), Roberto De Simone detto “Moncicci” o “Roberto il finanziere” o “El Chapo” di Formia (classe 1971), Marco Massimiani detto “Ue ue” nato a Cori (classe 1980), Emanuele Tornincasa detto “Manuel”, “Luciano” o il “Piccoletto” di Napoli (classe 1996), Civita Lombardi detta “Gnocca” o “Zoppa” di Formia (classe 1985), Angelo Lombardi di Formia detto “Dentino” (classe 1972), Gianfranco Simeone detto “Melone” di Formia (classe 1969) e Alì Abbassi di Velletri ma residente a Cisterna (classe 1989). Risultano, comunque, ancora indagati, a piede libero, altre sedici persone accusati di aver fatto parte dell’associazione per delinquere finalizzata allo spaccio di droga nel sud pontino.

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Le accuse per gli indagati sono gravi: associazione finalizzata al traffico, cessione e detenzione di sostanze stupefacenti, tentato omicidio, sequestro di persona a scopo di estorsione, detenzione e porto abusivo di armi comuni da sparo.

La peculiarità e la pericolosità sociale dell’indagine era data anche dal fatto che due dei principali soggetti promotori dell’organizzazione criminale (Ausiello e la compagna Carmina Fustolo, sorella di Salvatore Fustolo recentemente colpito da provvedimento di sorveglianza speciale, erano titolari di un minimarket ubicato al centro di Formia (in realtà un piccolo alimentari chiamato “Più Gusto”, non sempre aperto) e nei pressi di alcuni Istituti scolastici, dell’Ospedale Dono Svizzero, del locale S.E.R.T. e non molto lontano dai luoghi della movida formiana frequentata da giovani che pertanto diventano potenziali clienti.

Nella prima udienza che si è tenuta ieri, 9 febbraio, sono state ammesse le prove tra intercettazioni, richiesta testimoni e altra documentazione. Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Vincenzo e Matteo Macari, Pasquale Di Gabriele, Pasquale Cardillo Cupo, Walter Marrocco, Alfonso Furgiuele, Maria Paola Samarelli e Flaviana Coladarci.

A gennaio scorso, la Corte di Cassazione, pronunciandosi su un ricorso respinto da parte di uno degli imputati che chiedeva l’annullamento della misura cautelare, ha utilizzato parole nette sul sodalizio formiano fatto emergere dalla Guardia di Finanza e dalla Polizia di Latina. Gli ermellini hanno scritto a chiare lettere che il gruppo guidato da Ausiello-Fustolo è una “organizzazione piramidale”.

La prossima udienza è stata fissata per il 16 marzo, a seguire un fitto calendario fino a novembre 2023.

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