DOPO SEP, A PONTINIA ARRIVA THINK GREEN: DENTRO UN MANAGER A PROCESSO PER LA MAXI INCHIESTA SUI RIFIUTI A VITERBO

La struttura dove nascerà l'impianto di smaltimento rifiuti della Think Green srl a Mazzocchio, Pontinia

Ecco spuntare a Mazzocchio, vicino agli impianti dei rifiuti Sep e Sogerit oggetto dei sequestri disposti dall’Antimafia di Roma, un altro impianto

È proprio qui, nella zona industriale di Pontina, che nascerà una nuova struttura dei rifiuti, nei pressi dei due impianti di compostaggio, Sep e Sogerit, riconducibili alla famiglia Ugolini prima che l’inchiesta Smoking Fields del giugno 2019 li sequestrasse e confermasse quanto i Comitati civici della zona dicevano da tempo: lì, in quell’area di Pontinia, a due passi da Sonnino, Priverno e la Pontina all’altezza di Sabaudia, non si poteva più vivere tanta era la puzza maleodorante che costringeva i residenti a vivere in condizioni di bunkerizzazione perenne

aria-pulita
In primo piano Vittorio Ugolini, sullo sfondo il manifesto retto da due cittadini che, alla luce dei sequestri, diventa simbolico

Con l’operazione coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Roma vennero anche gli indagati e, sopratutto, fu nominata dal Tribunale capitolino l’amministrazione giudiziaria, stavolta totale perché quella precedente aveva comunque concesso ai proprietari, gli Ugolini, di continuare ad operare all’interno degli stabilimenti. Ma questa è un’altra storia che già vi abbiamo raccontato diffusamente.

Al contrario, la vicenda che stiamo per spiegare non è così complessa quanto la maxi inchiesta dell’anno scorso e non presenta direttamente aspetti di natura penale come il traffico illecito dei rifiuti, piuttosto è spia di quanto la sofferenza e le proteste dei cittadini possano essere inutili al cospetto di alcuni amministratori pubblici che pare, probabilmente per noncuranza, non si rendono conto che a Mazzocchio, se fossimo nel migliore dei mondi possibili, non si dovrebbe più insistere con rifiuti e smaltimenti. Ha già dato, come si dice in gergo politichese.

Ecco, quindi, che nei pressi di Sep e Sogerit, dall’altra parte della strada, sulla Strada Secondaria A5, in linea d’aria a qualche decina di metri, si può iniziare a vedere un prefabbricato e lo scheletro di una struttura. E poi si scopre che la Provincia di Latina, di cui è Presidente il sindaco di Pontinia Carlo Medici, proprio lì ha autorizzato una nuova società, la Think Green srl, a realizzare un nuovo impianto di smaltimento e recupero dei rifiuti. Sì proprio così, e stiamo parlando della stessa area: Mazzocchio, l’ormai famigerata zona industriale di Pontinia.

THINK GREEN E ALCUNE VECCHIE CONOSCENZE DEL TERRITORIO

think greenLa Think Green il cui amministratore unico è Antonio Massimo Marasco ha un capitale sociale di 50mila euro e l’attività prevalente è rappresentata dai lavori edili. Il capitale sociale è diviso perfettamente a metà tra il romano Marasco e il terracinese Massimiliano Sacchetti, già coinvolto (anno di grazia 2015) nell’operazione “Vento di Maestrale” realizzata dai Carabinieri di Viterbo in collaborazione con la Polizia stradale. All’oggetto dell’inchiesta: associazione per delinquere, gestione abusiva di ingenti quantitativi di rifiuti e operazioni non autorizzate, truffa in concorso, frode in pubblica fornitura, falso materiale, falso ideologico, abuso d’ufficio. Nove furono le persone indagate, oltre che a Sacchetti, all’epoca direttore tecnico della discarica gestita da Ecologia Viterbo, che finì ai domiciliari, anche l’allora Presidente della Ternana Francesco Zadotti, responsabile amministrativo ed effettivo gestore dell’impianto di proprietà della società Ecologia Viterbo, ritenuto il braccio destro di Manlio Cerroni, il Supremo dei rifiuti di Roma (non solo), e Maurizio Tonetti, consigliere di Viterbo Ambiente e responsabile della divisione ambiente di Cosp Tecno service.

Le indagini dirette dal colonnello Mauro Conte riguardarono la gestione dei rifiuti nella città di Viterbo e in parte anche nella provincia. Due furono i filoni: uno inerente la gestione dell’impianto di trattamento meccanico dei rifiuti di Casale Bussi e l’altro sulla società Viterbo Ambiente. In un filone Massimiliano Sacchetti, direttore tecnico della discarica di Casale Bussi, fu indagato insieme a Zadotti ed altre due persone. L’altro filone riguardava invece Tonetti ed altre 4 persone a cui furono contestare truffa e frode in pubblica fornitura.

Ecologia Viterbo S.R.L.
Ecologia Viterbo S.R.L.

Il processo è ancora in corso. Il collegio presieduto dal giudice Gaetano Mautone ha unificato, nel marzo scorso, i due distinti procedimenti a carico del direttore tecnico di Casale Bussi Massimiliano Sacchetti, e degli altri sette imputati tra cui, oltre che a Francesco Zadotti, troviamo la vecchia conoscenza del territorio pontino (sotto processo per l’inquinamento della falda acquifera di Borgo Montello) nonché ex Presidente di Regione Lazio Bruno Landi (legale rappresentante di Ecologia Viterbo fino al 2014), Daniele Narcisi (responsabile dell’impianto), Massimo Rizzo (responsabile della pesa), Paolo Stella (direttore tecnico di Ecologia Viterbo), Gaetano Aita di Ria&Partners ed Ecologia Viterbo srl, in persona del legale rappresentate pro tempore.

Tra le parti civili, Regione Lazio, Provincia di Viterbo, praticamente tutti i sessanta comuni della Tuscia, a partire dal Comune di Viterbo, decine di pubbliche amministrazioni della provincia di Roma e Rieti, tra cui i paesi terremotati di Accumoli e Amatrice. E ancora Civitavecchia, Santa Marinella, Tolfa e Cerveteri sul litorale romano. Diverse Unioni di comuni, dalla Bassa Sabina alla Valle dell’Olio, l’Ama Roma Spa, l’Avr di Roma, l’Azienda Municipalizzata Sabina srl, Diodoro Ecologia di Fiano Romano, l’impresa Angelo Anselmi di Bagnaia, la Gesta, tre cooperative del Viterbese e diverse altre società. 

THINK GREEN A PONTINIA: PENSA VERDE!

Think Green in Strada Secondaria a Mazzocchio

L’impianto di cui la Provincia ha preso in carico la richiesta della Think Green è per la “frantumazione dei rifiuti inerti” e, già il 16 gennaio scorso, l’Ufficio Tutela Aria ha relazionato favorevolmente al rilascio dell’autorizzazione. E certo che, fuori dal burocratese, un ufficio che tutela l’aria, d’accordo con un altro impianto dei rifiuti a Mazzocchio, è un po’ contraddittorio. Ma noi siamo comuni mortali…

La ditta Think Green di Pontinia – “Pensa verde” letteralmente traducendo in italiano – potrà procedere all’installazione, a norme vigenti e prescrizioni indicate dall’ente di Via Costa, di un nuovo impianto per l’attività di frantumazione di rifiuti inerti da realizzarsi in Strada Secondaria A5 a Mazzocchio, proprio a pochi metri dai bestioni Sogerit e Sep che, per la cronaca, non riceve più rifiuti da qualche tempo, considerata la tragedia di un operaio morto a Colleferro, ma che ad ogni modo non ha smesso di smaltire il pregresso. Ecco perché chi si avvicina lì, ancora può sentire la puzza che si sentiva l’anno scorso prima che l’inchiesta Smoking Fields facesse finire sulle cronache nazionali Pontinia.

provincia di Latina
La sede principale della Provincia di Latina

Ma c’è di più, perché a leggere la determinazione della Provincia di Latina, con cui si conclude positivamente la conferenza dei servizi – quel consesso tra enti pubblici coinvolti che si riunisce (o si dovrebbe) per decidere sui nuovi impianti sparsi sul territorio -, si scoprono due cose fondamentali. La prima è che trattasi per Think Green di un’autorizzazione unica per impianti di trattamento e recupero di rifiuti speciali non pericolosi (ma anche la Sep ha la stessa autorizzazione da Regione Lazio eppure la puzza continua a sentirsi), la seconda è che invitati, a settembre 2019, dalla Provincia di Latina tutti gli enti pubblici (o pubblico privati come Acqualatina) coinvolti dalle norme a presiedere alla conferenza dei servizi, gli unici a presentarsi sono stati i Vigili del Fuoco che hanno rilasciato parere favorevole con prescrizioni. E gli altri? La Regione manco per idea: silenzio assenso. L’Arpa di Latina: silenzio assenso. L’Asl e il Consorzio ASI per lo sviluppo industriale Roma-Latina idem. E il Comune di Pontinia, quello direttamente interessato, vieppiù dal fatto che il sindaco è Carlo Medici, anche Presidente della Provincia di Latina, e il più titolato a conoscere la situazione di Mazzocchio? Zero carbonella e anche per il Comune vige il silenzio assenso all’autorizzazione per un nuovo impianto di smaltimento rifiuti in una delle zone più funestate della provincia insieme al nord pontino.

Carlo Medici
Carlo Medici, sindaco di Pontinia e Presidente della Provincia

Un peccato, perché gli Enti assenti, in primis il Comune di Pontinia, avrebbero potuto chiedere integrazioni documentali, chiarimenti e, perché no, porre vincoli. E sì che la Think Green la sua legittima richiesta di autorizzazione in Provincia l’ha presentata a marzo 2019. Possibile che il Presidente della Provincia non sia a conoscenza di niente? È possibile certo, ma allora, uno si domanderà, che ci sta a fare la parte politica in un ente pubblico se la burocrazia e gli uffici hanno sempre in mano la cloche?

È chiaro che, come spesso capita, adesso gli Enti, in testa il Comune di Pontinia, avranno la possibilità, prima che sia rilasciata l’Autorizzazione Unica, di comunicare una qualche forma di opposizione sempre che non siano passati già i 10 giorni dalla ricezione della determina di positiva conclusione della conferenza dei servizi dove a vincere è stato il Silenzio Assenso.

MA CHE COSA COMPORTA IL NUOVO IMPIANTO?

Come si legge nell’allegato, la Think Green realizzerà, al netto di ricorsi al Tar di chiunque (poi toccherà vedere se ammissibili) voglia opporsi, un impianto su un’area da 5380 metri quadri con una capacità produttiva (quanti rifiuti potrà accogliere) di 12mila tonnellate all’anno. Le attività saranno di riciclo, recupero anche di sostanze organiche, rifiuti plastici, scarti inutilizzabili per il consumo e la trasformazione, toner di stampanti, polveri, trucioli, imballaggi in plastica, legno, metallici, ma anche contenenti residui di sostanze pericolose, assorbenti, filtri d’olio, metalli ferrosi, apparecchiature fuori uso, cemento, mattoni, batterie al piombo, mattonelle, miscele bituminose, rifiuti elettrici, residui della pulizia stradale eccetera.

Il Procuratore Aggiunto di Roma, Michele Prestipino
Il Procuratore Aggiunto di Roma, Michele Prestipino

Insomma, senza dilungarsi troppo in pensose e fluviali liste tecniche, un impianto di smaltimento rifiuti de facto e proprio nella zona più martoriata tra Latina e Sabaudia: a Pontinia, dove è stato necessario, oltre che al lavoro certosino delle forze dell’ordine del territorio e della Procura di Latina, anche l’intervento della DDA guidata da Michele Prestipino.

E pensare che sono ormai parecchi giovedì che i sindaci dei 33 comuni si riuniscono in Provincia al tavolo permanente istituito dal Presidente e Sindaco di Pontinia Carlo Medici per decidere sui due impianti di compostaggio provinciali, con annessa discarica di servizio, al fine di chiudere il ciclo dei rifiuti sul territorio. Impianti rigorosamente a gestione pubblica, che non saranno garanzia di perfetta amministrazione (tanti gli esempi di aziende speciali, in house ecc. finite in malora o peggio), ma che, per i nostri amministratori, almeno per come la raccontano, sembrano la manna dal cielo. Vogliamo crederci, anche se i Comitati dell’area vacillano e magari qualcuno si è pure già arrabbiato in ragione del recente incontro con Medici in cui ci sono state forti rassicurazioni.
E se poi arrivano (legittimamente, fanno il loro mestiere) i privati e nessuno dice una parola…che li facciamo a fare gli impianti pubblici?

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