CONCESSIONI BALNEARI A GAETA, TAR ANNULLA PROROGA E BOCCIA I PROGETTI DI FINANZA

l Tar Latina (II Sezione), con la sentenza n.562 depositata oggi, 11 maggio, ha accolto un ricorso proposto dall’Autorità garante delle concorrenza e del mercato, annullando tredici provvedimenti del Comune di Gaeta di approvazione di progetti di finanza (project financing).

La sentenza ha rilevato la violazione dei principi europei di pubblicità, trasparenza, par condicio e massima partecipazione, sancendo l’obbligo del Comune di espletare una gara pubblica.

La sentenza ha anche annullato l’atto con cui il Comune, in data primo aprile 2025, ha disposto la “proroga generalizzata” sino al 30 settembre 2027 delle concessioni già prorogate ai 13 concessionari uscenti, nonché di tutte le altre concessioni balneari del territorio del Comune.

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato chiedeva che i giudici amministrativi annullassero le delibere consiliari numero 14, 15, 16, 17, 18, 19 e 20 e 21 del 19 febbraio scorso e quella numero 26 del 10 aprile 2025 con cui erano stati approvati i progetti di finanza presentati da altrettanti privati per ottenere la futura gestione ventennale di altrettanti stabilimenti balneari in cambio della realizzare, a loro spese, di investimenti a favore del demanio marittimo e di altre zone della città di Gaeta.

L’Agcm ha chiesto ben altro: anche l’annullamento di una nota del Comune di Gaeta – Dipartimento Sviluppo Economico, Attività Produttive Pianificazione Urbanistica e Patrimonio del 1 aprile 2025, avente a oggetto “Procedimenti di rinnovo o di rilascio di nuove concessioni demaniali per finalità turistico-ricreative e/o sportive”.

Le delibere del consiglio comunale di Gaeta impugnate, secondo l’Agcm, “si caratterizzino per un’evidente carenza motivazionale atta a giustificare la sussistenza dell’interesse pubblico dell’amministrazione alla realizzazione dei progetti presentati e alla necessità di ricorrere allo strumento del project financing. In esse si fa un generico riferimento all’interesse pubblico, senza alcun argomento che ponga in correlazione o chiarisca in che termini l’offerta risponda alle aspettative dell’amministrazione. Nella maggior parte dei casi, le opere o i servizi proposti non vengono illustrati, ma sono definiti genericamente come volti alla riqualificazione urbana del sito demaniale, al rilancio dell’attività balneare, al rilancio dell’economia turistica, alla pubblica utilità per lo sviluppo del tessuto urbano o per la qualità turistica ambientale e sociale del territorio”. 

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