CHIUDE LA MENSA DEL “SANTA MARIA GORETTI” DI LATINA, L’ALLARME DEL SINDACATO: A RISCHIO POSTI DI LAVORO

Chiude la mensa dell’ospedale Santa Maria Goretti e il servizio viene trasferito a Pomezia mettendo a rischio decine di posti di lavoro. È l’allarme lanciato dal sindacato Clas dopo quanto comunicato dalla Innova S.p.A alle stesse sigle sindacali.

“Nel corso dell’apposito incontro per definire il futuro dei lavoratori interessati, la Innova S.p.A, titolare del servizio mensa presso il nosocomio di Latina, ha comunicato la decisione aziendale di procedere alla chiusura della cucina dell’ospedale, con conseguente centralizzazione della produzione dei pasti presso il centro cottura di Pomezia a partire dal 4 maggio. Si tratta di un intervento che avrà un impatto pesantissimo sui livelli occupazionali e sulle condizioni di lavoro del personale coinvolto”, afferma il segretario generale di Clas, Davide Favero, che esprime “forte preoccupazione per la sospensione a zero ore di 5 lavoratori tra cuochi e aiuto cuochi, figure altamente qualificate che rischiano di essere completamente escluse dal ciclo produttivo. Ma anche per la riduzione dell’orario di lavoro per il personale addetto alla mensa, con un taglio fino al 50% delle ore settimanali e la riduzione dell’orario anche per il personale autista, con conseguente perdita salariale”.

“A oggi – ha detto il sindacalista – dobbiamo rilevare l’assenza di concrete soluzioni alternative per il reimpiego del personale in esubero. Contestiamo con decisione l’impostazione aziendale che considera ‘non fungibili’ le professionalità presenti, e riteniamo invece necessario avviare percorsi di riqualificazione e riconversione professionale che consentano di salvaguardare l’occupazione e valorizzare le competenze esistenti. Non è accettabile che una riorganizzazione aziendale si traduca esclusivamente in sacrifici per i lavoratori. La tutela dell’occupazione deve essere una priorità, così come il rispetto della dignità professionale di chi ha garantito per anni un servizio essenziale”.

Quello che chiede il sindacato è quindi “la sospensione dei provvedimenti più penalizzanti fino alla conclusione del confronto sindacale; l’individuazione di soluzioni alternative e percorsi di ricollocazione; garanzie concrete per tutti i lavoratori coinvolti, senza esclusioni”; sindacato che ribadicse comunque “la propria disponibilità al confronto”, anche se si dice “pronto a mettere in campo tutte le iniziative necessarie per difendere i diritti dei lavoratori e impedire che questa riorganizzazione si trasformi in un grave precedente di riduzione occupazionale nel territorio di Latina”. 

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