CESARE BATTISTI, IL GIUDICE DI SORVEGLIANZA: “BUONA CONDOTTA”. MA NESSUNA SCARCERAZIONE

Cesare Battisti
Cesare Battisti

Cesare Battisti, il terrorista nato a Cisterna e cresciuto a Sermoneta, ha iniziato lo sciopero della fame ottenendo la scarcerazione

Il Giudice di sorveglianza di Cagliari, Maria Cristina Lampis, ha firmato il provvedimento che dà il via libera alla scarcerazione di Battisti dopo che questo aveva annunciato l’inizio dello sciopero della fame e il rifiuto della terapia.

L’ex terrorista dei Proletari armati per il comunismo ha ottenuto i “45 giorni di riduzione pena” previsti per ogni semestre scontato in caso di buona condotta poiché “nel corso della carcerazione subita ha dato prova di partecipazione all’opera di rieducazione, facendo, inoltre, registrare una condotta regolare“. Queste sono le parole utilizzate dal giudice che gli ha garantito la libertà.

La liberazione anticipata gli è stata concessa per i due semestri scontati da gennaio 2019 a gennaio 2020, l’ultimo dei quali era stato contestato lo scorso luglio da Battisti e dal suo avvocato Davide Steccanella con una denuncia per abuso d’ufficio alla Procura di Roma, perché ritenuto illegittimo. Per questo motivo, in mattinata, era arrivato l’annuncio dell’ex terrorista il quale, tramite una lettera resa pubblica dal suo legale, aveva fatto sapere che “avendo esaurito ogni altro mezzo per far valere i miei diritti, mi trovo costretto a ricorrere allo sciopero della fame totale e al rifiuto della terapia“.

Battisti, condannato all’ergastolo per 4 omicidi e arrestato nel 2019 dopo 37 anni di latitanza, da oltre 1 anno e mezzo è in isolamento diurno nel carcere di Oristano. Una condizione che Battisti definisce “di fatto del tutto illegittimo” dal momento che “la pena dell’isolamento diurno a suo tempo inflitta era di sei mesi per cui è stata scontata a giugno 2019”. Secondo il suo avvocato, la concessione della liberazione anticipata per buona condotta “evidenza ancora di più la incomprensibile contraddizione del Ministero che continua a classificare come pericoloso terrorista un soggetto che ha commesso l’ultimo fatto per cui è intervenuta condanna nel 1979 e in ben diverso contesto storico e sociale del nostro Paese”.

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