CASA POPOLARE ALLA SORELLA DEI BOSS, PER SINDACA E ASSESSORE “È TUTTO NORMALE”. LBC CHIEDE LA GRADUATORIA

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Alloggi popolari in Via Selene, dopo il caso emerso della casa assegnata alla sorella dei boss Ciarelli, arrivano le risposte di Sindaca e Assessore ai Servizi Sociali

Sul caso degli alloggi popolari di Via Selene, uno dei quali assegnati alla sorella dei boss della nota famiglia Ciarelli, intervengono la Sindaca di Latina, Matilde Celentano, e l’assessore ai servizi sociali, Maurizio Galardo. La prima cittadina, in particolare, sbotta, minacciando querele nei confronti di qualcuno non meglio specificato: ““Basta falsità e insinuazioni. Tutelerò la mia reputazione in ogni sede”. Nessuno dei due, chiaramente, scende nel merito dell’assegnazione, non citando manco per sbaglio il nome “Ciarelli”.

“In queste ore sta circolando sui social network e su alcuni organi di informazione online una fotografia che mi ritrae, durante la cerimonia pubblica di consegna degli alloggi Ater di via Selene, mentre stringo la mano ad alcune persone assegnatarie degli appartamenti. Una fotografia assolutamente normale, scattata nel corso di un appuntamento istituzionale pubblico, viene utilizzata da qualcuno per costruire allusioni e insinuazioni gravissime, fino a lasciare intendere l’esistenza di rapporti personali, favoritismi o interessamenti da parte mia nell’assegnazione degli alloggi.

La Sindaca di Latina, Matilde Celentano, stringe la mano e consegna la casa alla sorella dei boss Ciarelli
La Sindaca di Latina, Matilde Celentano, stringe la mano e consegna la casa alla sorella dei boss Ciarelli

Sia chiaro: le assegnazioni degli alloggi di edilizia residenziale pubblica seguono procedure, requisiti e graduatorie stabiliti dalla normativa. Sono stati assegnati sulla base della graduatoria attualmente vigente, nel pieno rispetto delle procedure previste per questa specifica categoria di alloggi, di 45 metri quadrati e destinati a persone in condizioni di fragilità. L’assegnazione è avvenuta a seguito di un’accurata verifica dei requisiti autodichiarati dagli interessati. Solo al termine degli accertamenti si è proceduto allo scorrimento della graduatoria, aggiornata sulla base dell’effettivo possesso dei requisiti richiesti.

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Una stretta di mano del Sindaco a un cittadino che riceve le chiavi della propria abitazione non determina un’assegnazione, non costituisce un favore e non può diventare il pretesto per gettare ombre sull’onorabilità di una persona e sulla correttezza delle istituzioni.

Ho pertanto dato mandato ai miei legali di acquisire e conservare ogni contenuto pubblicato e di procedere nelle sedi competenti nei confronti di chiunque associ a quelle immagini affermazioni false o contenuti diffamatori, attribuendomi comportamenti, rapporti o favoritismi che non sono mai esistiti.

Non mi farò intimidire. Non l’ho fatto quando sono stata colpita personalmente nel momento più difficile della mia vita, mentre affrontavo una malattia oncologica, e sui social c’era chi utilizzava le fotografie del mio volto, modificato dalle terapie, per accusarmi e deridermi sostenendo che fossi ricorsa alla chirurgia estetica. Anche allora ho scelto di reagire e di tutelare la mia dignità. La critica politica, anche la più aspra, fa parte della democrazia e non mi ha mai spaventata. La menzogna, la diffamazione e il tentativo di trasformare un normale gesto istituzionale in qualcosa di opaco sono un’altra cosa. Continuerò a svolgere il mio ruolo con serenità, nel rispetto delle regole e delle persone, senza consentire che falsità e insinuazioni mettano in discussione la mia onorabilità o quella dell’istituzione che rappresento”.

Parole che debordano richiamando la malattia oncologica che ha affrontato la Sindaca. Una circostanza che, chiaramente, non ha nulla a che vedere con l’opportunità di farsi fotografare con la sorella di personaggi che hanno fatto della criminalità un modo di vivere, facendo piangere numerosi cittadini di Latina. Ma non è finita, perché a rincarare la dose delle risposte c’è anche l’assessore Galardo.

“Ritengo doveroso ristabilire la verità dei fatti, in merito all’assegnazione degli alloggi popolari in via Selene, e tutelare l’operato dell’amministrazione comunale e degli uffici. Gli appartamenti sono stati assegnati sulla base della graduatoria attualmente vigente, secondo l’indirizzo definito dalla competente Commissione consiliare Welfare approvato all’unanimità e con la presenza di tutte le forze politiche, che in considerazione della tipologia di appartamenti da consegnare (massimo metri quadri 45), ha individuato la categoria speciale (invalidi, over 65 senza necessità di accompagno). Non si è trattato, dunque, di assegnazioni discrezionali né tantomeno di scelte effettuate dalla politica sulla base di valutazioni personali. Le persone inserite nella graduatoria, stilata dalla Commissione per le case popolari, composta da rappresentanti del Comune di Latina e da componenti esterni, e successivamente approvata con determina dirigenziale, è stata redatta sulla scorta delle autodichiarazioni presentate dagli istanti. Successivamente, in occasione della disponibilità degli alloggi, il Comune di Latina ha proceduto a effettuare puntuali verifiche in merito alla sussistenza dei requisiti dichiarati, con particolare attenzione agli aspetti relativi al reddito, alle condizioni di invalidità e agli ulteriori requisiti previsti.

Solo al termine degli accertamenti e dopo aver verificato l’effettiva presenza dei requisiti richiesti, si è proceduto allo scorrimento della graduatoria, che è stata conseguentemente aggiornata sulla base degli esiti delle verifiche effettuate e pubblicata sull’Albo Pretorio nel rispetto della normativa sulla privacy. Questa è la realtà dei fatti. La procedura amministrativa, svolta attraverso una graduatoria, è infatti sottoposta a rigidi controlli e non deve essere strumentalizzata né devono essere avanzate illazioni. Fatte queste premesse, è importante soffermarsi sull’aspetto positivo: abbiamo dato alloggio a tante persone in condizioni di difficoltà, svolgendo un’importante funzione sociale e sottraendo diversi cittadini a situazioni di disagio e precarietà. Nei prossimi mesi verranno assegnati ulteriori alloggi, dando così una risposta concreta a nuove situazioni di bisogno”.

Procedure amministrative che, secondo Galardo e Celentano, sarebbero tutte a posto, nonostante che la graduatoria utilizzata sia vecchia di un anno e molti esclusi sono in protesta da giorni. Il punto, però, che non capiscono o che fanno finta di non capire i due amministratori pubblici, non è procedurale o burocratico, ma politico, al netto della correttezza delle graduatorie. Se un esponente politico sa che una casa viene assegnata ad una componente di una famiglia/clan che in quel quartiere, il Pantanaccio, ha costruito la sua “epopea” criminale, non si fa fotografare insieme. La fotografia, a differenza di ciò che dice la Sindaca, non è assolutamente “normale”. In questi casi, si fa un comunicato e basta. Invece, evidentemente, la nastrite – ossia quell’ossessione di tagliare il nastro anche per inaugurare una rotonda o un parcheggio – è troppo più forte.

Tuttavia, si può sorvolare sull’opportunità della foto, tanto il livello a cui la politica ha abituato è talmente basso che non ci si indigna più per niente. Il punto politico dirimente, invece, è nominare ai servizi sociali un assessore come Galardo, già protagonista di giunte nefaste per la città e invischiato anni prima in un’indagine tremenda su mazzette e favoritismi, oltreché a falsi per far attribuire pensioni d’invalidità a pregiudicati, per di più con il cognome Ciarelli. Una nomina che espone la prima cittadina a questo tipo di figure. Ecco, il Cencelli, in casa centrodestra pontino, andava fatto meglio perché i nodi vengono al pettine.

Per quanto riguarda, l’approvazione dei criteri dovranno essere chiariti, tanto che l’opposizione, almeno da quanto emerge, dovrebbe chiedere una commissione trasparenza. Insomma, il caso esiste e non può essere derubricato con un comunicato in cui si minacciano a vanvera querele e non si affronta il problema politico-culturale di assegnare la casa alla sorella di boss nel loro quartiere roccaforte. Ciò signica noncuranza o peggio non conoscenza del territorio.

A intervenire c’è anche la forza d’opposizione Latina Bene Comune che chiede la pubblicazione della graduatoria. “Avevamo annunciato che avremmo chiesto conto dei criteri di assegnazione delle 24 case popolari di via Selene, nel quartiere Pantanaccio. Lo facciamo adesso, con ancora più urgenza.

Dalle cronache emerge che tra gli assegnatari figura la sorella di Carmine e Ferdinando Ciarelli, nomi che a Latina non hanno bisogno di presentazioni: il clan Ciarelli ha segnato quarant’anni di storia criminale nel quartiere Pantanaccio, con vicende che hanno coinvolto usura, estorsioni, narcotraffico. Uno dei loro immobili in via Selene era stato confiscato dallo Stato. Ora una loro parente torna nello stesso quartiere con una casa assegnata dal Comune.

Vogliamo essere chiari su un punto: non stiamo affermando che l’assegnazione sia illegittima. La signora potrebbe essere regolarmente in graduatoria e avere tutti i requisiti previsti. Lo auspichiamo davvero. Ma proprio per questo chiediamo che venga dimostrato con trasparenza assoluta. Perché ci sono troppe nubi.

La graduatoria utilizzata risale al 2025 e non è stata aggiornata. Molti esclusi si stanno lamentando pubblicamente. E soprattutto: quando si assegnano case popolari in un quartiere dove lo Stato ha combattuto e confiscato beni a un clan criminale, la trasparenza non è un optional. È un obbligo morale prima ancora che procedurale. Non basta dire “abbiamo seguito la graduatoria”. Bisogna dimostrarlo, documento per documento, criterio per criterio. La sindaca Celentano ha dichiarato di aver garantito «la massima trasparenza”. Bene. Allora non avrà nessuna difficoltà a pubblicare integralmente la graduatoria, i criteri di punteggio applicati, e la posizione in lista di ciascun assegnatario.

Come Latina Bene Comune presenteremo una formale richiesta di accesso agli atti. Vogliamo vedere i documenti. Vogliamo capire come si è arrivati a queste assegnazioni. E vogliamo che i cittadini di Latina, compresi quelli che aspettano una casa da anni, possano vedere la stessa cosa. Trasparenza e legalità non si proclamano nelle cerimonie. Si dimostrano con i fatti”.

Di seguito il video pubblicato su Tik Tok da un’altra famigliare dei Ciarelli.

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