AZIENDA SPECIALE “TERRACINA”, LA “CAPONNETTO” SPULCIA I CONTI E PRESENTA UN NUOVO ESPOSTO

Terracina, Tempio di Giove Anxur sullo sfondo
Terracina, Tempio di Giove Anxur sullo sfondo

Caso Azienda Speciale “Terracina”: l’Associazione Caponnetto presenta un nuovo esposto sui conti dell’ente strumentale

Non è ancora paga, l’associazione antimafia “Antonino Caponnetto”, di un rinvio a giudizio della Corte dei Conti nei confronti del Direttore Generale Carla Amici, del Sindaco Roberta Tintari oltreché a due Presidenti del Cda, componenti del consiglio di amministrazione e revisori dei conti. L’associazione, infatti, continua a spulciare le spese dell’Azienda guidata da 12 anni dal Direttore Generale Amici e presenta un nuovo esposto recapitandolo alla Procura di Latina e, di nuovo, alla Corte dei Conti.

Stavolta oggetto dell’analisi dell’Associazione, da cui è partita la denuncia che ha fatto scaturire l’indagine e il successivo rinvio a giudizio della magistratura contabile, è l’audizione tenuta in Consiglio Comunale a Terracina da parte della Dottoressa Amici lo scorso 12 aprile, chiamata a relazione sulla gestione delle spiagge di Terracina nella stagione balneare 2021.

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Durante l’audizione, il Direttore dell’Azienda Speciale Terracina, ha spiegato che le uscite totali per la gestione degli arenili per la stagione balneare 2021 sono state pari a 967.000,00 euro, incassando 834.688 euro, con un deficit di gestione pari a 132.578 euro. Il Direttore Amici ha aggiunto di non poter adempiere all’erogazione, che doveva essere effettuata entro il 31 ottobre 2021, nei confronti Comune di Terracina, per la somma di 207.000 euro prevista nel Business Plan.

Per la “Caponnetto”, la somma di 967.000 euro dichiarata dalla Dottoressa Amici in Consiglio Comunale quale ammontare totale delle di uscite afferente la gestione degli arenili, non corrisponderebbe ai conti effettuati dall’associazione stessa in base alla documentazione rintracciabile sul sito dell’Azienda: sommando le cifre riportate sulle determine di pagamento, pubblicate sull’Albo pretorio dell’Azienda Speciale Terracina sino al 11 aprile, per la messa in opera e gestione degli arenili, risultano spesi 940.762,62 euro.

A tale cifra – continua la “Caponnetto -, vanno aggiunte le somme ancora non corrisposte relative, sempre secondo quanto attestato dalla Dottoressa Carla Amici in Consiglio Comunale, all’assicurazione e agli adempimenti Inps e Inail relativi alla gestione dei bagnini. Una “singolare anomalia”, la definisce la “Caponnetto”, che lascerebbe desumere che vi siano ulteriori oneri da attribuire alle spese di gestione degli arenili, riguarda il pagamento della guardiania/vigilanza notturna, dove a fronte di una determina di assegnazione della gestione per l’intera stagione pari a 56.532,60 euro, si registrano due determine di pagamento, una per il mese di luglio pari a 25.685,88 euro e una del mese di agosto pari a 26.840 euro: “presumendo che, per analogia con quanto pagato nei mesi precedenti, – si legge nell’esposto – il dovuto per il mese di settembre ammonti a circa euro 26.000,00 e mancando solo la cifra euro 4.006,72 per concorrere a raggiungere il totale della cifra prevista nella determina di assegnazione, risulterebbe uno scoperto, da aggiungere al complessivo costo di gestione, di oltre euro 20.000,00”.

Sulla vicenda dei bagnini, per la quale la Procura ha aperto un’indagine, la Caponnetto vuole vederci chiaro su chi sia il vero datore di lavoro e soprattutto sul perché la stessa Azienda speciale abbia proceduto alla liquidazione delle somme per il servizio.

Somme – spiegano nell’esposto – a cui andranno successivamente aggiunti gli oneri derivanti dalle spettanze, non quantificate, dei bagnini che, stando alle dichiarazioni di stampa della Uiltucs, stanno proponendo vertenza, e che non è chiarito a chi saranno poste a carico.

“Riteniamo inoltre – continua la Caponnetto – che debbano essere approfondite le motivazioni per cui poche sono le determinazioni che individuano i fornitori di beni e servizi, per i quali è stato formalizzato il rapporto, rispetto al volume complessivo della spesa, e sul perché gli importi delle determine di assegnazione dei lavori non corrispondano poi, alla somma finale che viene erogata; infatti troppo spesso capita di riscontrare la liquidazione di somme diverse rispetto a quanto riportato nella determina iniziale”.

In altre parole, per la Caponnetto, l’audizione del Dg Amici sarebbe stata costellata di omissioni e/o mistificazioni nonché dalla frammentazione e parzialità dei dati, non avendo messo in condizione i consiglieri di effettuare una valutazione compiuta del reale andamento della gestione degli arenili.

“Un’audizione – viene scritto nell’esposto – da cui comunque nonostante il tentativo di mistificazione, è emerso palesemente, oltre ad una fallimentare gestione economica, il mancato rispetto del Business Plan e della convenzione tra Comune di Terracina ed Azienda Speciale, causato il primo dalla non erogazione dei 207.000,00 euro al Comune di Terracina che determina, conseguentemente, un buco di pari importo nel bilancio dello stesso, e dal mancato rispetto della compilazione ed invio al Comune dei report mensili, il secondo. Inoltre la fusione del bilancio della gestione degli arenili nel complessivo bilancio dell’Azienda, anche per il tramite dell’utilizzo dei lavoratori della stessa nella gestione degli arenili, palesano il chiaro tentativo di nascondere dentro il bilancio complessivo il flop della gestione degli arenili”.

La “Caponnetto” chiede inoltre al Presidente del Consiglio Comunale di Terracina di intraprendere tutte le iniziative che riterrà opportune per verificare se nelle dichiarazioni della Dg Amici “non si sia determinato un vulnus della legalità e/o non si sia determinata una lesione dell’interesse pubblico anche di tipo erariale, e, in caso, assumere i provvedimenti necessari ;ai Consiglieri”.

Se qualcuno avesse pensato che il rinvio a giudizio della Corte dei Conti fosse l’apogeo, questo ulteriore esposto della stessa Associazione, che ha determinato l’attenzione della magistratura contabile, confermerebbe il contrario. Insomma, la battaglia ai lidi di Terracina continua.

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