Arriva all’ospedale ferito e dice di essere stato gambizzato sulla strada statale Pontina: l’uomo era stato già coinvolto in un episodio avvolto dal mistero
È stato processato col rito direttissimo il 47enne di Villaricca, ma trapiantato a Latna, Giuseppe Russo, finito nelle recenti cronache pontine per essere stato vittima di una gambizzazione misteriosa nei pressi della strada statale Pontina, vicino alla casa del fratello.
Russo, infatti, è comparso ieri, 29 giugno, dinanzi al giudice monocratico del Tribunale di Latina perché arrestato dai poliziotti della Squadra Volante di Latina per non aver rispettato gli obblighi di sorveglianza speciale a cui è sottoposto. L’arresto si origina proprio perché la notte tra il 19 e il 20 giugno Russo è arrivato al pronto soccorso dell’ospedale civile Santa Maria Goretti di Latina con ferite vistose alla gamba sinistra. Secondo la versione fornita dall’uomo, le ferite sarebbero state provocate da alcuni colpi d’arma da fuoco sparata da uno sconosciuto che avrebbero raggiunto l’uomo mentre si trovava nelle vicinanze della strada statale Pontina. Una versione tutta da verificare.
Ad ogni modo, l’uomo, Giuseppe Russo – un 47enne trasferitosi a Latina, ma originario della Campania, ossia di Villaricca – è stato soccorso e medicato dai sanitari del 118, dopodiché è scomparso per giorni non ottemperando agli obblighi della sorveglianza speciale che gli impongono di stare a casa nelle ore notturne. Da qui è nato l’arresto, una volta rintracciato dalla Squadra Volante. Il giudice monocratico, convalidando l’arresto, non ha applicato per lui nessuna misura cautelare ulteriore (il pubblico ministero chiedeva la misura del carcere), rinviando il rito direttissimo. Russo ha spiegato di essersi trasferito in casa del fratello, senza comunicarlo all’autorità di polizia.
Dopo la gambizzazione, le sue condizioni non sono gravi, ma sulla genesi del ferimento ovviamente è arrivata l’attenzione della Polizia di Stato che ha preso in carico il caso con la Squadra Mobile della Questura di Latina. L’uomo è arrivato in ospedale accompagnato da un altro uomo alla guida di una Fiat 500 che è stata sottoposta a sequestro dagli agenti di Polizia.
Mesi fa, l’uomo era finito in un altro caso rimasto insoluto. Sarebbe caduto dal motorino mentre viaggiava su Via Bruxelles e, dopo essere stato soccorso dai sanitari del 118 e portato in ospedale, era emerso tramite le opportune analisi che aveva una lieve ferito di striscio alla testa provocata da un proiettile che l’avrebbe preso di striscio.
Russo è un personaggio particolare. Di lui si sospetta possa aver allacciato rapporti con esponenti della malavita latinense, ma soprattutto risulta indagato, insieme al fratello 43enne Gennaro Russo, e altri soggetti campani e pugliesi per una rilevante rapina a Casal Monferrato. Accusati di avere messo a segno, il 18 novembre 2023, un colpo in una filiale di Intesa San Paolo, per un bottino di almeno 15 milioni di euro
A marzo 2025, infatti, la Procura di Vercelli ha disposto undici perquisizioni domiciliari e notificato gli avvisi di garanzia. Sotto inchiesta otto napoletani, residenti tra Capodimonte, i Decumani e i Quartieri Spagnoli: tra questi anche il 45enne Marco Scutto, già arrestato a settembre 2024 con l’accusa di triplice tentato omicidio.
Risultano indagati anche Giuseppe Semerano, 31enne di Ostuni, Mario Palma, 57enne di Giugliano, Gennaro Russo, 43enne di Mugnano, Giuseppe Russo, 47enne di Villaricca, Francesco Saponaro, 42enne di Ostuni, Andrea Cerbone, 41enne di Napoli, Angelo Laveneziana, 39enne di Ostuni, Gennaro Esposito, 63enne di Napoli, Giuseppe Esposito, 58enne di Napoli, e Sofia Yannakos, 42enne di Napoli. Sia Giuseppe che Gennaro Russo si sono trasferiti a Latina.
Il raid sarebbe scattato grazie a uno scavo sotterraneo che aveva permesso ai banditi di fare irruzione. Marco Scutto, secondo la ricostruzione degli inquirenti della Procura di Vercelli, avrebbe promosso e organizzato il furto insieme a Gennaro Russo e Giuseppe Russo, svolgendo anche la funzione di “palo” durante il raid, controllando dunque che sulla scena non arrivassero le forze dell’ordine.
Gli investigatori ipotizzano che il colpo sia stato pianificato nel lungo periodo, con lavori avviati già tra il gennaio 2021 e l’autunno dello stesso anno, a riprova di un’azione ben orchestrata e distribuita nel tempo.
