AL MED BLUE ECONOMY CONSEGNATI I PREMI ULISSE

Med Blue Economy, il Golfo di Gaeta e il centro del Mediterraneo ma anche la sostenibilità ambientale ed il futuro del sud pontino: consegnati a Formia i Premi Ulisse

Uno sguardo rivolto all’altra sponda del Mediterraneo, con una internazionalizzazione oramai necessaria per quelli che osservano lo stesso mare, ma anche le potenzialità del golfo di Gaeta sotto ogni punto di vista. Una giornata intensa al Med Blue Economy di Formia, con diversi seminari in grado di toccare i molteplici aspetti che interessano l’economia del mare.

Al Grand Hotel Miramare il convegno dal titolo “Il Mediterraneo quale veicolo per l’internazionalizzazione d’impresa”. A portare i suoi saluti il sindaco di Formia Gianluca Taddeo ed il vicepresidente del Consorzio Industriale del Lazio, Salvatore Forte.

«Questo è un appuntamento importante, – ha commentato il sindaco – perché ci consente di accendere i riflettori sulla strategicità del Mediterraneo, che rappresenta il veicolo per l’internazionalizzazione delle nostre imprese. Il Med Blue Economy che si sta svolgendo a Formia deve essere vissuto come un punto d’incontro e d’interesse non solo per la nostra città, ma per l’intero comprensorio».

Gli ha fatto eco il vicepresidente Forte. «Con il Med Blue Economy la città è una vetrina a disposizione dell’intero territorio. Abbiamo creato un format che permette l’incontro tra molte realtà differenti. Questo è un modello che vogliamo replicare, che possiamo replicare, perché “Med blue economy” rappresenta uno strumento per le imprese verso l’internazionalizzazione».
Particolarmente interessante l’intervento l’intervento presidente del Cise e commissario straordinario Zes Campania e Zes Calabria, Giosy Romano. «Il Mediterraneo crediamo possa essere opportunità di sviluppo per le Aziende italiane e sempre più centrale nell’economia dell’Europa, da anni ormai la Confederazione Italiana dello Sviluppo Economico è impegnata per promuovere e favorire relazioni tra le imprese del sud e le nazioni che si affacciano sul nostro mare. Il Med Blue Economy ha consolidato la possibilità di nuove relazioni tra i paesi del Mediterraneo rafforzando la consapevolezza che dal mare e con il mare potranno arrivare nuove opportunità di sviluppo per il Mezzogiorno».

Insieme a lui il commissario Zes della Sicilia Occidentale, Carlo Amenta, che ha puntato il dito sul Mediterraneo come veicolo per l’internazionalizzazione delle imprese. «Nonostante le difficoltà, stanno avvenendo una serie di processi di ristrutturazione che riguardano gli spostamenti di imprese e delle catene del valore che fanno sì che il Mediterraneo, e quindi tutte quelle regioni del sud che si affacciano su esso, possano davvero sfruttarne le opportunità ed essere protagonisti. Come sempre, nei momenti difficili ci sono vincitori e vinti e noi speriamo che le Zes siano i vincitori. In particolare la Sicilia è sempre stata il centro del Mediterraneo e speriamo davvero che adesso lo diventi anche dal punto di vista economico».

Molti gli interventi davvero interessanti, da parte di tutti gli ospiti presenti all’evento. Un momento di grande confronto internazionale con Nejia Ben Hellal, presidente dell’Associazione tunisina Unft; Nicola Graziano, magistrato e presidente del Comitato scientifico del Cise; Roberto Luongo, direttore generale dell’Agenzia Ice; dalla Tunisia Badi Klibi, presidente Bizerta Free Zne; Ismail Reda, viceministro dei trasporti in Egitto e Mina Erhouni, economista marocchina esperta in Blue Economy.

Al termine del convegno sono stati premiati con il Premio Ulisse Carlo Amenta, Nejia Ben Hellal, don Gianni Citro, parroco di Marina di Camerota ed Elisabetta Garzo, presidente del Tribunale di Napoli.
A Villa Giustina, nella stessa giornata, un appuntamento interessante che ha visto la presentazione di diversi progetti. Ad aprire Federica Marroni, dottoranda dell’università La Sapienza di Roma che sta portando avanti un progetto di ricerca sull’economia del mare, tra turismo e food, dell’ateneo romano in collaborazione con il Consorzio Industriale del Lazio.

«Il mare rappresenta una risorsa non solo dal punto di vista ambientale e sociale, ma anche economico. Un capitale naturale dal quale derivano significativi benefici.
L’obiettivo del nostro progetto è allora quello dello studio del golfo di Gaeta nel quale vengono poste le opportunità ma anche e soprattutto le potenzialità del turismo nello sviluppo del territorio.
Analizzandone, naturalmente, anche le debolezze. Nel Lazio il peso dell’economia del mare è pari al 5,6 per cento di tutte le imprese e attraverso questo progetto si vuole comprendere il ruolo dell’economia del mare all’interno del golfo di Gaeta. Naturalmente mirando ad una governance che punti anche e soprattutto al rispetto ambientale».

Molto interessante la presentazione della passeggiata archeologica di Cicerone voluta dal Comune di Formia, presentata dal vicesindaco Giovanni Valerio ed illustrata dall’architetto Giuseppe Caramanica.
Una passeggiata che riguarderà tutto il lungo mare di Formia con l’idea, un domani, di realizzare un grande collegamento ciclopedonale fino a Minturno. L’idea è quella di liberare la vista del mare tutelando le attività economiche. «La sfida – ha commentato l’architetto – è quella di raggiungere il centro di Formia con un’unica passeggiata sul mare. Cammineremo sull’acqua, creando un luogo per la città». 

Presentato inoltre dal professor Claudio Lena, dell’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale, e dal dottor Andrea Forcina, il rapporto sull’economia del mare del sud pontino Formia e Gaeta. Una pubblicazione di oltre trecento pagine particolarmente interessante e che è sintetizzata in due foto che rappresentano il passato ed il presente e un disegno che guarda al futuro.

«È innegabile il vantaggio che la blue economy ha per il territorio. – ha commentato il professor Lena – Basti pensare che il Lazio ha trecento chilometri di costa, l’Italia è bagnata per l’ottanta per cento da mare e, soprattutto, a livello europeo siamo tra i primi a generare Pil con l’economia del mare. C’è da dire che la blue economy ha ragione di esistere nel momento in cui c’è una particolare attenzione alla risorsa mare, perché è la materia prima su cui lavorare. E dunque prima di tutto è necessario conservarlo non solo per lasciarlo alle future generazioni così come lo abbiamo trovato, ma anche perché intorno al mare ruotano diversi settori, dalla pesca alla cantieristica da diporto, dal turismo ricettivo a quello balneare e ricreativo. Senza poi considerare i servizi alle imprese. Tutto ciò fa capire come per un territorio come il sud pontino sia necessario creare nuova occupazione, perché se noi riusciamo a dare occupazione ai giovani vuol dire che questa grande area avrà il suo futuro. In caso contrario non ci sarà».

Ad esporre il rapporto il dottor Andrea Forcina. «La nostra monografia “Blue Economy, rapporto sull’economia del mare nel sud pontino, Formia e Gaeta”, fa appunto una fotografia su quella che è la realtà presente nei territori del golfo. Abbiamo scelto di analizzare per similitudine e per comodità queste città costiere che hanno una vocazione turistica e marinaresca incardinata sin dal loro sviluppo. Si inizia con un’analisi del territorio e una mappatura delle imprese e poi si entra nel merito della questione andando a capire, attraverso alcune interviste, quali sono le problematiche che affliggono questo settore e quali possono essere i possibili driver di potenziamento. E in questa maniera si costruisce la nostra foto. Il disegno altro non è che una possibile implementazione futura di quello che potrebbe essere un domani con un potenziamento della blue economy, che diventa blue economy nel momento in cui l’economia del mare incontra il concetto di sostenibilità che parte dalla Commissione Europea. L’idea è quella di andare a potenziare due aspetti dell’economia del mare: la sostenibilità ed il potenziamento economico».

Presente all’evento anche il sindaco di Gaeta Cristian Leccese. «La blue economy è una tematica che ci sta a cuore non solamente per la vocazione naturale del nostro territorio, ma fondamentalmente per una strategia di rilancio verso il futuro. Dobbiamo necessariamente caratterizzarci e chiaramente il mare rappresenta per noi non solamente le nostre tradizioni e la nostra storia ma anche il nostro futuro ed i nostri nuovi orizzonti. Facendo leva su tutto ciò che il mare ci offre e quindi non solo quelle che sono le attività più tradizionali come la pesca, la balneazione, la cantieristica, la portualità e tantissime altre attività come ad esempio quelle del tempo libero, ma fondamentalmente dobbiamo cercare di innovare tutto ciò, cercando di fare in modo che il mare rappresenti un elemento di qualità e quindi di sicuro la tutela degli ecosistemi, con la protezione delle nostre coste e delle nostre acque. Forse questo è quello su cui ci dobbiamo impegnare di più per cercare di rilanciare e rivendicare in modo forte il nostro attaccamento al mare e all’economia del mare».

In serata gli eventi proseguono nella pineta di Vindicio, dove è stato allestito il villaggio Med e dove ogni sera, alle 21, alle 22 e alle 23, è possibile ammirare lo spettacolo dello schermo d’acqua, che prende vita con l’abbinamento di video proiezioni. L’altra sera la finale del Talent Show e la presentazione ufficiale, nell’area di Caposele, della squadra di calcio Insieme Formia.

Da domani, 2 settembre, e fino al 4, spazio all’iniziativa dal titolo “La testa in aria”, con un incredibile spettacolo degli aquiloni sul lungomare.

Un ampio cartellone, quello del Med Blue Economy, curato dal direttore artistico della kermesse Gianni Donati.

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