ACQUISTO CEDIS IZZI A FONDI, L’OPPOSIZIONE A MASCHIETTO E ALLA MAGGIORANZA: “UN REGALO AI PRIVATI”

A Fondi Forza Italia “chiude in bellezza il mandato del Sindaco Maschietto”. L’opposizione “Che regalo ai privati!

“Maschietto e la sua maggioranza chiudono in bellezza: Forza Italia ha approvato durante l’ultimo Consiglio Comunale la Delibera che autorizza l’acquisto di un immobile da destinare a potenziamento ed implementazione dei servizi regionali connessi al Centro per l’Impiego. Un’operazione che permetterà alla Società proprietaria del sito, distante almeno 3km dal centro urbano, di cederlo all’ente pubblico ad un prezzo che le garantirà un guadagno del 200% rispetto a quello di acquisto, all’asta. Avvenuto otto anni fa. Ma andiamo con ordine”.

A spiegarlo, in una nota, i consiglieri comunali d’opposizione Stefano Enea Guido Marcucci, Francesco Ciccone, Enesio Iudicone, Luigi Parisella e Salvatore Venditti.

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“Il Comune di Fondi ha aderito alla Delibera della Giunta Regionale n. 692/2024 che, “per conseguire le finalità stabilite dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), Missione 5 “Inclusione e coesione”, con cui è stato adottato il Programma nazionale GOL, che prevede, tra i vari obiettivi da perseguire, quello della “presenza fisica, anche saltuaria, di un Centro per l’Impiego o sede decentrata o sportello o altra struttura ogni 40mila abitanti”, con la richiesta di un finanziamento di 1.100.000,00€ per la ristrutturazione del Centro per l’Impiego di Piazza della Repubblica.

Ottenuto il finanziamento, i lavori sono stati eseguiti e completati nel Marzo 2026, con grande soddisfazione di Sindaco e Giunta per avere riportato l’ufficio dai locali del Mercato Ortofrutticolo, dove era stato temporaneamente trasferito, al Centro Storico, soprattutto con lo scopo, come ribadito da Maschietto nel video promozionale di fine mandato, “di dare la possibilità a chi non fa uso di macchina, a chi non ha mezzi propri” di raggiungerlo. Bene, benissimo.

Al momento di adottare la Delibera di Giunta Comunale n. 302 del 3 Ottobre 2024, la richiesta è stata quella di ristrutturare e adeguare l’immobile esistente, perché sufficiente a svolgere il servizio istituzionale relativo alle politiche dell’impiego, senza quindi richiedere il finanziamento per l’acquisto di un nuovo immobile, come era pur permesso dalla misura regionale.

Un anno dopo però, il 22 Settembre 2025, lo stesso Sindaco invia una nuova richiesta alla Regione Lazio con la quale fa istanza per aderire alla predetta DGR n. 692/2024 nella parte in cui prevede l’acquisto di nuovi immobili, al fine di garantire i “servizi facoltativi, previsti dal piano, quelli specialistici, tesi a rafforzare la cooperazione tra i soggetti della rete regionale dei servizi per il lavoro nel Lazio (Enti accreditati) e il Centro per l’Impiego stesso”.

Il successivo 6 Novembre, con deliberazione di Giunta Comunale n. 375, viene avviata “una consultazione finalizzata ad acquisire manifestazioni di interesse per la cessione da parte di privati di un immobile che servirà unicamente al Comune di Fondi ed alla Regione Lazio per ampliare i servizi del Centro per l’Impiego”. In essa non si indica l’ubicazione territoriale del bene ma la sola superficie di almeno mq 1.200. Strana come richiesta, non pensate?

Con Determinazione dirigenziale e contestuale Avviso Pubblico del 10 Novembre 2025, è stata data attuazione alla Delibera di Giunta, richiedendo manifestazione di interesse per la vendita di immobile. Alla scadenza del termine stabilito, il 25 Novembre 2025, viene inviata la proposta di vendita della IMM srl dell’unico immobile di sua proprietà sito in Fondi, in Via Appia lato Roma, km 116,900. 

La proposta è corredata da una perizia descrittiva ed estimativa che valuta l’immobile in 3.490.000,00€ oltre IVA; tra gli allegati è presente l’atto di acquisto del 22 Ottobre 2018 per il prezzo di 763.000,00€ oltre IVA. Non trovate spropositata la valutazione?

Con Determinazione Regionale del 4 Dicembre 2025, nella premessa che il Comune di Fondi, con nota del 22 Settembre 2025 ha chiesto il finanziamento per l’acquisto di una nuova sede distaccata del Centro per l’Impiego comunale, è stato disposto il finanziamento della somma di 2.500.000,00€ in riscontro alla comunicazione dello stesso Comune della volontà di “procedere alla pubblicazione di una manifestazione di interesse, per un importo massimo di 2.500.000,00€ al fine di individuare l’immobile idoneo a tale scopo, e ha contestualmente richiesto l’erogazione di un contributo pari al medesimo importo”. Quantomeno singolare.

Con Determinazione Dirigenziale n. 376 del 23 Marzo 2026 viene affidato l’incarico all’Arch. Roberto Verdini, con studio ad Ariccia, di effettuare “la verifica tecnica ed economica dell’immobile proposto per la cessione onerosa”. Il tecnico incaricato ha depositato, in data 27 Marzo 2026 la Perizia asseverata da giuramento in pari data; con essa, ha indicato in 2.293.608,00€ il prezzo dell’immobile, più di un milione inferiore a quella proposto, sempre molto inferiore a quello di acquisto e, comunque, nel limite di 2.500.00,00€ come previsto.

L’Architetto Verdini, nell’illustrare la sua Perizia, precisa che ha effettuato la ricognizione del complesso immobiliare in data 23 Marzo 2026 (stesso giorno della determinazione), “per verificare la consistenza del complesso immobiliare pur senza verificare dettagliatamente la congruenza tra lo stato dei luoghi e la planimetria catastale”, mentre era stato specificatamente incaricato di procedere alla “verifica tecnica ed economica dell’immobile”. Per cui, nel brevissimo tempo di rilievo e redazione (solo tre giorni), si è limitato a rideterminare il valore delle singole porzioni, prendendo a base la relazione prodotta dal proponente, riportando comunque il valore complessivo stimato entro il tetto dei 2.500.000,00€.

Le due Perizie non rispondono alle richieste di Regione e Comune in ordine alle caratteristiche tecniche come l’abbattimento delle barriere architettoniche, né descrivono lo stato di manutenzione di un edificio che ha 25 anni, in stato di abbandono dal 2008, e non indicano le opere ed i costi per la necessaria manutenzione e straordinaria, attesa la vetustà e il mancato prolungato uso. In nessuna parte viene menzionato un aspetto fondamentale. 

C’è stato un contenzioso tra la stessa Società e lo stesso Ente, e il contenzioso era riferito allo stesso bene oggetto dell’operazione. La Società proprietaria, infatti, aveva richiesto al Comune di Fondi una concessione in sanatoria per regolarizzare il cambio di destinazione da magazzino-cantina ad ufficio. Il procedimento davanti al TAR Lazio, Sezione di Latina, si è concluso con la sentenza n. 45/2023 che pur avendo accolto il Ricorso, ha comunque dato atto che, quanto alla necessità di autorizzazione paesaggistica, vi è stata la “rinuncia dell’IMM alla regolarizzazione dell’ampliamento volumetrico del piano interrato del fabbricato mediante il cambiamento di destinazione d’uso da magazzino-cantina a ufficio, con impegno al ripristino dello stato legittimo degli ambienti sottoposti al cambio di destinazione d’uso”.

Di ciò, sia del contenzioso amministrativo che dell’effettiva esecuzione del ripristino della destinazione modificata, il tecnico di parte e quello incaricato dal Comune non ne danno alcuna notizia, incorrendo quest’ultimo nella grave omissione della verifica tecnica ed economica, anche in considerazione dei provvedimenti regionali e comunali che richiedevano la conformità urbanistica quale primo requisito essenziale per la proposta di vendita. Essenziale. Sito che tra l’altro è anche sprovvisto di opere di urbanizzazione primaria, ovvero marciapiedi, spazi di verde attrezzato, pubblica illuminazione. Altro requisito previsto invece dall’Avviso Pubblico emesso dal Comune a Novembre.

Dalla disamina della vicenda, davvero singolare sotto diversi aspetti, nel rilievo delle omissioni del tecnico incaricato, sia in ordine alla reale situazione tecnico-urbanistica, sia allo stato manutentivo di cui non vi è cenno, emergono alcune domande:

– perché si è indicata in anticipo la somma di 2.500.000,00€ quale prezzo di acquisto e una superficie minima di 1.200,00 mq, senza specificare quanti locali e quali attività avrebbero dovuto essere destinati, mantenendo così una generica indicazione di immobile di rilevante consistenza volumetrica?

– perché non è stato indicato negli atti deliberativi il requisito dell’ubicazione nel perimetro urbano, permettendo così, come affermato dal Sindaco, la vicinanza e facile accessibilità per tutti i Cittadini?

– perché si è ritenuto di dover ampliare un’attività che viene da sempre svolta in uffici di dimensione sufficiente per il personale utilizzato aggiungendo al centro esistente un sontuoso e inutile immobile dotato di sessantacinque (65) uffici?

– perché non sono stati nemmeno presi in considerazione altri immobili già di proprietà regionale oppure quelli di proprietà comunale disponibili che si trovano nel Centro Storico?

– perché non si è fatto alcun riferimento al prezzo di acquisto, adeguandolo con una percentuale inferiore al 200% come quella stimata e garantendo comunque alla proprietà un utile congruo, anche rispetto ad immobile mai utilizzato dopo l’acquisto del 2018, evitando così una triplicazione del prezzo iniziale?

– perché nessuno degli atti del fascicolo riferisce circa la situazione edilizio-urbanistica dell’immobile, sia nella fase costruttiva che in quella successiva all’acquisto da parte della Società IMM?

Tutti questi interrogativi nascono da legittime perplessità in ordine alla correttezza, convenienza e utilità di un’operazione che non condividiamo e consideriamo squisitamente immobiliare. I Consiglieri Comunali Francesco Ciccone, Enesio Iudicone, Luigi Parisella e Salvatore Venditti hanno votato contro questo atto, intervenendo puntualmente in Aula”.

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