ACQUALATINA, FRATELLI D’ITALIA FA ALL IN: SUO IL CDA. PD E FORZA ITALIA NON VOTANO

Nuovo consiglio d’amministrazione di Acqualatina: Fratelli d’Italia va da sola e si prende tutta la torta. Forza Italia e Partito Democratico abbandonano l’assemblea dei soci

Famelici dal punto di vista politico. Il partito di Fratelli d’Italia, pur composto internamente da varie correnti facenti capo alle varie cariche elette – da Calandrini a Tiero, passando per Procaccini – decide che Acqualatina sarà una partita gestita direttamente da loro, i meloniani pontini e i sindaci che hanno deciso di accodarvisi. Su tutti il sindaco di Aprilia Lanfranco Principi il quale, insieme alla sindaca di San Felice Circeo, Monia Di Cosimo, e a due esperti del mondo universitario, hanno partecipato alla verifica delle oltre cinquanta candidature pervenute che ambivano a un posto nel cda del gigante dell’acqua pubblico-privata pontina e oltre (come noto Acqualatina gestisce il servizio idrico anche di alcuni comuni romani, come Anzio e Nettuno, e ciociari). Il sindaco apriliano, in controtendenza con i suoi predecessori, ha deciso che sì, stavolta la seconda città della provincia di Latina sarebbe stata della partita e così è stato.

Uno strappo da “all in” che fa esprimere, con il voto fondamentale delle tre città più grandi e numericamente più decisive in assemblea dei soci di Acqualatina Spa, tutto il consiglio d’amministrazione e il collegio dei revisori per la parte spettante alla nomina cosiddetta pubblica. Come noto, infatti, da statuto e regolamento, i sindaci dell’Ato4 nonché soci dell’assemblea dovevano votare i tre consiglieri d’amministrazione su cinque (gli altri due sono espressi dal nuovo socio privato, Italgas) e i due membri del collegio dei revisori (il terzo è espressione del privato).

Ovviamente il campo più importante era quello per il cda che ha visto l’esclusione di Forza Italia e Partito Democratico, pronti a mediare come sempre fatto in questi anni, sebbene i Dem, nell’ultimo cda, non avessero espresso nessuno vicino al loro partito.

Ebbene, i tre nuovi consiglieri d’amministrazione di parte pubblica, votati dalle tre città più grandi (Latina, Aprilia e Terracina) e, per il voto ponderato, più incisive, sono i commercialisti Cinzia Marzoli (tra le cariche in faretra anche quella nell’organismo di valutazione in Arsial) e Giacinto Giancaspro, già direttore pontino di Poste Italiane ed ex amministratore di Acqualatina, e l’avvocato amministrativista Toni De Simone, espressione di quella Fratelli d’Italia che governa il capoluogo di provincia, sponda Nicola Calandrini e consigliere giuridico della Sindaca Matilde Celentano, Giacomo Mignano.

Insieme a Latina, Aprilia e Terracina, hanno votato anche i Comuni di Prossedi, Sermoneta, Rocca Massima, Roccagorga, Sperlonga, Sezze, Vallecorsa, Villa Santo Stefano, Amaseno e Giuliano di Roma. Da notare che quest’ultimo Comune, pur esprimendo un sindaco del Partito Democratico, ha seguito la linea impressa da Fratelli d’Italia e in subordine della Lega, che però, oggettivamente, ha giocato un ruolo da ballerina di seconda fila e accodata al partito più forte del centrodestra.

Nel collegio dei revisori, la stessa “maggioranza” politica – con le tre grandi città e i comuni più piccoli – ha votato i “meloniani” Alessandro Cerilli (che passa dal cda al collegio dei revisori) e Tiziana Nale. I privati di Italgas hanno invece confermato, per il consiglio d’amministrazione, l’amministratore delegato Marco Lombardi e votato la new entry Stefano Mereu. Chiude il cerchio l’ultimo nome espresso da Italgas per il collegio dei revisori: Annamaria Spada.

Il grande sconfitto rimane il senatore Claudio Fazzone che, dopo anni di dominio incontrastato nella scelta del management di Acqualatina, rimane a bocca asciutta, con tutto il partito di Forza Italia. A seguire il Partito Democratico, da sempre, in teoria, in asse con i forzisti per quanto riguarda Acqualatina, che ha scelto, come naturale che fosse, di non partecipare a un voto che è a tutti gli effetti monocolore.

È chiaro che non sarà facile, ora, per il cda di Acqualatina gestire un’assemblea dei soci che vede sindaci di Comuni grandi come Fondi, Formia e Gaeta i quali avranno il dente avvelenato per una votazione che non ha avuto troppe storie, nonostante mediazioni piuttosto deboli dell’ultima ora.

Il prossimo step sarà la scelta del Presidente: il nome favorito è quello di Cinzia Marzoli. Come amministratore delegato, è scontata la conferma di Marco Lombardi.

A nulla è valso l’appello alla mediazione del Presidente della Provincia e dell’Ato4, Gerardo Stefanelli: nessun esito, zero carbonella. Tanto che immediato è stato il suo commento sui social: “Le guerre non hanno mai un vincitore. Considero una sconfitta di tutti il voto di oggi nell’assemblea di Acqualatina. Mi sono speso per diverse ore cercando di tenere unita la comunità umana ed istituzionale dei Sindaci pontini. Purtroppo dieci sindaci hanno deciso che gli altri 23 non avevano diritto ad alcuna rappresentanza negli organi di guida e controllo della società. Hanno vinto i rancorosi, hanno perso tutti gli uomini e le donne di buona volontà che hanno cercato in tutti i modi possibili una mediazione a tutela dell’unità. In ogni guerra, anche i vincitori sono degli sconfitti. Il tempo lo rivelerà”.

Ovviamente di diverso tenore il commento del Presidente della Commissione Bilancio del Senato e Coordinatore Provinciale di Fratelli d’Italia, Nicola Calandrini, che esprime grande soddisfazione per la nuova composizione del Consiglio di Amministrazione di Acqualatina.

“I Sindaci, nella loro autonomia, hanno dimostrato grande attenzione a questo appuntamento, data la presenza di oltre il 90% dell’assemblea. In primo luogo, sono state rilevate criticità sul bilancio che incidono sui territori. Proprio alla luce di questo si è resa evidente la necessità di una governance che assicurasse un radicale cambiamento per un’azienda di così grande interesse per i cittadini”.

“Da oggi inauguriamo un metodo di lavoro fatto di dialogo costante, che ci auguriamo possa contraddistinguere i rapporti tra l’Azienda e l’Ato. Rivolgo un augurio di buon lavoro ai nuovi membri del CDA. Si tratta di professionalità e competenze importanti che, sono certo, svolgeranno questo importante ruolo nell’interesse esclusivo dei nostri territori, rifuggendo da ogni tipo di particolarismo e campanilismo, garantendo ciascuno dei nostri Comuni” così ha concluso il Senatore Calandrini.

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