PONZA. 16ENNE FINISCE IN UN VIDEO A LUCI ROSSE E SI CHIUDE IN CASA PER UN ANNO

Laura video a luci rosse

Arriva da Ponza l’ennesima storia di un video sessuale che ha influenzato pesantemente la vita di una ragazza

La vicenda che ha portato alla condanna per Marco Rossetti, all’epoca 18enne, risale a 8 anni fa quando Laura – questo il nome di fantasia scelto dal Corsera che l’ha raccontata oggi – aveva sedici anni (oggi ne ha 24 anni e va all’Università in una capitale europea) e passava le sue vacanze a Ponza.

In quell’estate del 2011, Laura era insieme a un gruppo di amici in un periodo festivo raccontato da molti partecipanti come a base di “musica e sesso”. La ragazza visse una storia d’amore con un ragazzo conosciuto in vacanza, una di quelle storie estive che tutti gli adolescenti del mondo ricordano. Solo che per Laura ciò che si presentava come una bellissima tappa della sua vita si trasformò in un incubo che la costrinse dentro casa per un anno intero.

Laura conosce un ragazzo, stanno insieme e poi si lasciano in quel breve lasso di tempo sull’isola di Ponza. Non sapevano che di lì a breve, nel febbraio 2012, sarebbero tornati a sentirsi non per un amore ritrovato ma per l’esistenza di un video che ritraeva i due in una situazione di intimità.

La ragazza è sconcertata, confessa ai genitori che stanno girando immagini di natura sessuale che la riguardano, e il padre contatta l’amore estivo della figlia per chiedergli conto di ciò che è accaduto. Il ragazzo promette di dare una mano perché il video non l’ha girato lui ma, secondo i giudici che se ne sono occupati, è stato Antonio Rossetti un altro ragazzo di quella comitiva estiva.

I genitori e Laura vanno in Procura, denunciano l’accaduto e comincia una trafila di anni che alla fine porta a condanna Rossetti per produzione di materiale pedopornografico e Lorenzo Martinelli per detenzione  del medesimo materiale.

Nelle motivazioni della sentenza è descritto il dramma di Laura, filmata a sua insaputa in un momento che dovrebbe rimanere privato e che, al contrario, si è trasformato in un filmino che durava 40 secondi, di cui lei stessa è venuta a conoscenza mesi dopo. 40 secondi di video e anni perché venisse rimosso da Internet e dalle chat di tante persone che l’avevano condiviso nelle vie del web e dei social. 

Per un anno, Laura, dopo la scoperta del video, non frequenta ragazzi, turbata e ferita, e si tappa in casa senza più la voglia di interagire con il prossimo. Un anno di adolescenza negato e una ferita che chissà se si rimarginerà più.

Basta poco per rovinare una vita di una persona e in quell’estate in cui l’allora partner di Laura ha dichiarato ai giudici “Era molto libertina come vacanza, c’erano un sacco di video” poteva succedere, tra lo l’alcol, la salsedine, la discoteca, Ponza e il divertimento, di ferire a tempo (speriamo finito) il cuore e la vita di una ragazzina di sedici anni.

 

 

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