MORÌ SULLA MIGLIARA 45: RINVIATO A GIUDIZIO PER OMICIDIO STRADALE

Cesare-Abbate
Cesare Abbate

Morì sulla Migliara 45 all’altezza del territorio dei Sezze: conclusa l’udienza preliminare per l’uomo accusato di omicidio stradale

Dovrà rispondere di omicidio stradale il 31enne di Sezze, Mirko Di Tullio, accusato della morte del 76enne Cesare Abbate, avvenuta sulla Migliara 45, nel Comune di Sezze, il 28 febbraio 2024. Secondo l’accusa, Di Tullio, difeso dagli avvocati Marco Nardecchia e Patrizio Panini, è accusato di aver provocato la morte di Abbate “per imprudenza, imperizia e inosservanza delle norme della circolazione stradale. Oggi, 28 ottobre, il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Latina, Mara Mattioli, ha rinviato a giudizio il 31enne, il cui processo inizierà il 6 ottobre 2027, dinanzi al giudice monocratico Clara Trapuzzano Molinaro.

L’incidente accadde in mattinata quando le due auto – una Fiat Panda e una Peugeot 208 – erano venute a contatto, scontrandosi violentemente nei pressi dell’incrocio con Via del Murillo per una mancata precedenza. Una delle due autovetture si era ribaltata, finendo nel prato che costeggia la strada.

Ad avere la peggio era stato proprio il conducente della Fiat Panda. Niente da fare per la persona alla guida che era stata soccorsa invano dal 118: a perdere la vita Cesare Abbate (conosciuto da tutti come Giulio), 77enne residente a Sezze, che stava portando il nipote di 12 anni a scuola.

Sul posto anche la Polizia Stradale e Locale e i Vigili del Fuoco. Ferite anche le altre due persone coinvolte nell’incidente, compreso il nipote dell’anziano in maniera lieve ma comunque ricoverato per accertamenti. L’automobilista, alla guida alla guida della Peugeot, era stato sottoposto ai test del caso. Entrambi i mezzi erano stati sequestrati.

Abbate era una persona nota a Sezze Scalo. Operaio, aveva svolto servizio di volontariato fuori dalle scuola come nonno vigile. Il figlio, Antonio, è stato consigliere comunale. L’uomo stava accompagnando la nipote alla scuola di Borgo Faiti.

“L’incrocio della Migliara 45 va subito messo in sicurezza – scriveva sui social il consigliere comunale di Sezze Orlando Quattrini -. In Consiglio comunale abbiamo presentato interrogazioni a non finire nel tentativo di mettere in sicurezza questo incrocio. Chiediamo al sindaco Lidano Lucidi di farsi carico della problematica, di attivarsi con la Provincia di Latina per il tratto di sua competenza per mettere definitivamente in sicurezza questo pericolosissimo incrocio. Una segnaletica migliore, una rotonda, oggi avrebbero potuto salvare una vita”.

Le accuse di Di Tullio sono anche di aver omesso di regolare la velocità di marcia in rapporto alle condizioni di traffico e della strada. Il 31enne avrebbe tenuto una velocità superiore alla media, ossia di 80 chilometri orari rispetto ai 50 previsti. La sua auto urtò la fiancata destra del mezzo guidato da Abbate che, secondo quanto ricostruito, immettendosi nell’intersezione, non avrebbe rispettato il diritto di precedenza. Abbate morì a seguito delle lesioni riportate. La moglie dell’uomo, difesa dall’avvocato Pietro De Angelis, si è costituita parte civile. Il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Latina, Mara Mattioli, ha ammesso la donna come parte civile. Contestata anche l’aggravante per il superamento del doppio della velocità consentita.

Articolo precedente

SERMONETA, IN CONSIGLIO BILANCIO, LAVORI PUBBLICI E DASPO URBANO

Articolo successivo

FARE DONNA: L’INCONTRO PER PARLARE DI PREVENZIONE AL TUMORE DEL SENO

Ultime da Giudiziaria