TENTA DI BUTTARE LA EX DALLA FINESTRA, OGGI RITRATTA TUTTO: ASSOLTO 44ENNE

Maltrattata, picchiata e rapinata: inizia il processo a carico di un 44enne rumeno arrestato lo scorso aprile a Latina

Ha passato la maggior parte della sua escussione a dire che voleva ritirare la querela a carico dell’uomo che ha denunciato ad aprile con accuse gravissime. “Voleva solo vedere io mio telefono, ma sono stato io a provocarlo. Voglio ritirare la denuncia”. Una frase che la donna, vittima e persona offesa, ha ripetuto più volte mentre era interrogata dal pubblico ministero Marta Leone. Una scena che più volte si vede nei processi di maltrattamenti.

Tuttavia, nella denuncia presentata ad aprile scorso, la donna aveva descritto un quadro di violenze perpetrate nel tempo e, soprattutto, nella giornata del 20 aprile 2026. La donna aveva spiegato ai Carabinieri di essere stata costretta ad avere rapporti sessuali. Oggi, 28 ottobre, la vittima ha negato di aver subito la rapina della borsa e di essere stata presa per i capelli.

Il primo collegio del Tribunale di Latina, composto dai giudici Sinigallia-Brenda-Naldi, ha chiuso l’istruttoria e ha inviato a discutere le parti. Il pubblico ministero ha chiesto la condanna a 2 anni per lesioni e l’assoluzione per maltrattamenti e rapina. Assoluzione invocata anche dall’avvocato difensore Adriana Anzeloni. Al termine della camera di consiglio, il Tribunale ha sancito l’assoluzione per il 44enne di nazionalità rumena, disponendo la scarcerazione.

Im caso era emerso a maggio scorso quando i Carabinieri della Stazione di Latina avevano dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Tribunale di Latina su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti del 44enne S.V.C. (le sue iniziali), residente a Latina. L’uomo è già gravato da precedenti penali soprattutto nell’ambito delle bande specializzate in furti. L’ultima inchiesta che lo ha coinvolto è della Procura di Lucca. I

Il provvedimento scaturiva dall’attività investigativa avviata a seguito della violenta aggressione patita il 20 aprile 2026 dall’ex convivente dell’uomo. In quella circostanza, l’indagato si era introdotto nell’abitazione della donna, contro la sua volontà, aggredendola brutalmente con pugni e schiaffi, minacciandola di morte con un coltello puntato alla gola e tentando finanche di lanciarla dalla finestra. Solo l’intervento dei vicini di casa, allertati dalle urla della vittima, avevano evitato conseguenze ulteriori, permettendo alla donna di rifugiarsi in un appartamento attiguo, mentre l’aggressore si dileguava dopo aver asportato la borsa della vittima contenente denaro contante e telefoni cellulari.

Le successive indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Latina, avevano permesso di ricostruire un quadro indiziario caratterizzato dai maltrattamenti subiti abitualmente dalla donna e perduranti dal 2023, consistenti in violenze fisiche, morali e atti di prevaricazione e controllo legati al rifiuto della donna di proseguire la relazione affettiva. Era emerso, inoltre, che l’uomo avrebbe agito in violazione delle prescrizioni della misura cautelare dell’obbligo di dimora cui era già sottoposto nell’ambito di altro procedimento penale.

Pertanto, alla luce dei gravi indizi di colpevolezza emersi a carico dell’indagato, documentati dalla Stazione Carabinieri di Latina e pienamente condivisi dall’Autorità Giudiziaria che, valutando la gravità delle condotte ricostruite, aveva richiesto e ottenuto la misura cautelare della custodia in carcere emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina. Oggi, a distanza di pochi mesi, l’assoluzione.

Articolo precedente

“RADICI NEL FUTURO”, L’APPUNTAMENTO CON I GIOVANI E LA NUOVA AGRICOLTURA

Articolo successivo

PIANO CASA, SALP INCONTRA IL COMMISSARIO: “AL VIA NUOVA STAGIONE”

Ultime da Giudiziaria