Traffico internazionale di droga ed estorsioni: nuovo arresto per il 42enne narcos di Fondi, Massimiliano Del Vecchio, ristretto al 41 bis
Il Centro Operativo Dia di Roma, con il supporto in fase esecutiva di Questura, Carabinieri e Guardia di Finanza capitoline, ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Roma su richiesta della Dda. Sei le persone coinvolte, gravemente indiziate, a vario titolo, di traffico internazionale di sostanze stupefacenti ed estorsioni aggravate dal metodo mafioso. Si tratta del noto narcos di Fondi, Massimiliano Del Vecchio (42 anni), oltreché a Giuliano Cappoli (33 anni), già coinvolto con Del Vecchio nell’indagine che ha fatto emergere i suoi contatti con Del Vecchio in carcere, Fabio Guida (42 anni), Christian Primavera (33 anni), Manuel Grillà (38 anni) e Pellump Maci (42 anni), di origine albanese.
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Le attività investigative, condotte da febbraio a settembre 2026 e coordinate dalla Dda di Roma, avrebbero documentato il ruolo degli indagati nella fornitura da canali esteri di ingenti quantità di cocaina, destinate ad alimentare il mercato della Capitale, nell’area est.
Secondo gli inquirenti, l’approvvigionamento e la distribuzione erano gestiti dal carcere e durante la latitanza in Spagna da due degli indagati, tra cui Massimiliano Del Vecchio (quando si trovava in Spagna).
Le indagini hanno ricostruito anche le condotte estorsive. Gli indagati avrebbero preteso dagli acquirenti, trafficanti attivi nell’area San Basilio-Tufello, il pagamento di un carico di 20 chili di cocaina, per 750mila euro. Il carico non sarebbe mai arrivato a destinazione perché, secondo quanto si afferma, sequestrato dalle forze di polizia.
La storia è già emersa e ne ha parlato anche il collaboratore di giustizia Johnny Lauretti, ex sodale di Del Vecchio. Ad essere coinvolti anche alcuni poliziotti infedeli. A febbraio scorso finirono in carcere tre agenti di Polizia di Stato, accusati di aver sottratto circa 16 chili da un carico di cocaina sequestrato ai fondani Francesco Lamberti (48 anni) e Paolo D’Avia (29 anni), rispettivamente zio e nipote. I due uomini sono stati condannati per quel carico di droga, la cui spedizione era stata ordinata da Del Vecchio, anche se nell’imputazione veniva contestato loro solo la detenzione di 4 chili di cocaina circa. A loro sono stati inflitti, in abbreviato, da giudice per l’udienza preliminare di Latina, pene pesanti: per Lamberti 6 anni e 6 mesi, per D’Avia 8 anni e 8 mesi.
Ma dietro questa storia c’è molto di più perché il carico di cocaina sarebbe maggiore: in tutto circa 20 chili. Secondo l’accusa della Dia gli agenti detenevano e cedevano droga accedendo allo stesso tempo abusivamente al sistema Sdi dove sono contenute informazioni sulle persone rivelando poi notizie sulle indagini e altri informazioni a Guerino Primavera, considerato un boss al Tufello. A febbraio Primavera è stato arrestato con Paolo Francesco Barravecchia, Simone Febbi e Giulio Lorenzo Bertinazzi. Dalle indagini, scattate nel 2024, è emerso che la banda forniva informazioni ai poliziotti corrotti sulla presenza di corrieri, anche di altri gruppi criminali, per farli perquisire e arrestare. Solo una parte dello stupefacente veniva però sequestrato mentre il resto veniva venduto proprio ai trafficanti.
A fare luce sulla vicenda sono state le dichiarazioni del collaboratore di giustizia, Johnny Lauretti, oltre che a trojan utilizzati per intercettare le conversazioni di uno degli arrestati con la moglie nelle quali venivano forniti dettagli sull’attività clandestina dei poliziotti infedeli. Da ciò è emerso un primo sequestro a luglio 2024 di 13 chili di droga in una cantina a Case Rosse, vicino Roma, con arresto di un trafficante anche se poi sono stati verbalizzati solo tre chili di stupefacente mentre gli altri dieci venivano fatti sparire. E poi ancora il 12 settembre dello stesso anno altri cinque chili di droga venivano consegnati dagli agenti per una compravendita fra Barravecchia e Bertinazzi.
Il 3 ottobre 2024, arrivano i 20 chili sequestrati a D’Avia e Lamberti, dopo aver bloccato il loro furgone proveniente da Fondi. Sui verbali sono risultati poco più di quattro chili di cocaina intercettati. Ai due fondani furono sequestrati ufficialmente 4,7 chili di cocaina, mentre i poliziotti infedeli, attraverso atti falsi, avrebbero tenuto per sé 15 chili e duecento grammi.
D’Avia e Lamberti furono arrestati a ottobre 2024 nell’ambito dell’operazione condotta dagli agenti del II Distretto Salario-Parioli, durante un servizio di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti. Un arresto nato da una indagine della Squadra Mobile di Latina. Già conosciuti dalle forze dell’ordine per questioni di droga, al termine di un pedinamento cominciato ad Anzio, proseguito a Fondi e quindi concluso a Montespaccato, D’Avia e Lamberti furono fermati su un furgone con la cocaina, nascosta in un doppiofondo del bagagliaio.
Quando il furgone era svoltato all’uscita “Montespaccato”, i poliziotti avevano intimato l’alt per effettuare il controllo. Nel vano posteriore erano nascosti – in uno scomparto ricavato artigianalmente – quattro involucri avvolti nel cellophane, contenenti complessivamente oltre 4,7 chili di cocaina. In realtà, come evidenzia l’indagine della Dia, il carico era molto di più. A fare luce sulla vicenda è stato il collaboratore di giustizia (sin da fine dicembre 2024), Johnny Lauretti, ex fedelissimo del narcos Massimiliano Del Vecchio. Come ha spiegato Lauretti, la droga era destinata a Bertinazzi. Lamberti viene descritto come uomo di Del Vecchio, per conto del quale, aveva assunto da anni la funzione di corriere della droga. Secondo Lauretti, Lamberti “prima lavorava con D’Alterio di Fondi, come autotrasportatore, poi è passato a Del Vecchio, intorno al 2023”. Quando Lamberti fu arrestato, Lauretti racconta di essere stato contattato da Del Vecchio, in quel momento in Spagna.
Il periodo è quello di ottobre 2024 a nemmeno due mesi dalla maxi operazione “Risiko” che ha smantellato il gruppo Del Vecchio. Massimiliano Del Vecchio, secondo quanto riferito agli inquirenti da Lauretti, chiese al medesimo Lauretti di capire se Lamberti fosse stato arrestato in quanto sorpreso con i 20 chili di cocaina da trasportare a Roma. È qui che si inizia a capire il furto dei poliziotti. “Ho saputo che gliene erano stati sequestri 4. Per fare la verifica ho chiesto a un altro detenuto. Lui ha verificato insieme ad un ispettore”.
Accortosi del raggiro, Del Vecchio avrebbe preteso dalla famiglia Primavera i soldi mancanti. Alla fine Christian Primavera avrebbe consegnato la somma di circa 260mila euro.
