Spararono con una carabina tra Terracina e San Felice Circeo, dopo la condanna dei due maggiorenni arriva la conclusione del processo per i minorenni coinvolti
Sono quattro gli adolescenti a cui la Procura dei Minorenni di Roma, competente per materia, aveva inviato l’avviso di conclusione indagine per i fatti avvenuti a settembre 2023 quando loro, più due maggiorenni già condannati in primo grado, avevano preso a sparare all’impazzata con un fucile ad aria compressa ferendo sette persone, costringendoli alle cure del pronto soccorso con prognosi dai sette ai dieci giorni.
Oggi, 27 ottobre, si è concluso, dinanzi al Tribunale die Minorenni di Roma, il processo a carico di Tre dei giovani, all’epoca dei fatti diciassettenni, stati difesi dagli avvocati Pietro Iannitti e Giulio Mastrobattista, e del quarto di loro, assistito dall’avvocato Marco Nardecchia.
Tra le pieghe dell’indagine, erano emersi altri particolari. Uno degli indagati doveva rispondere anche di ricettazione di un’auto rubata, oltreché al furto di due borse e alle lesioni di un cittadino indiano. Tutti fatti commessi tra il 19 e il 20 giugno 2023. Di ricettazione di un’auto rubata era accusato anche il sedicenne (all’epoca dei gatti), oltreché di furto e lesioni nei confronti di un cittadino nordafricano. “Violenza e lesioni aggravate ad incaricato di un pubblico servizio”, “lesioni aggravate da motivi abietti e futili mediante l’utilizzo di armi”, oltreché all’episodio “madre” avvenuto il 7 settembre 2023 quando la banda dei sei giovani ferì col fucile sette persone a Terracina. Due degli imputati dovevano rispondere anche del reato di spaccio di sostanze stupefacenti.
Giudicati tutti e quattro in udienza preliminare, tre dei giovani, assistiti dagli avvocati Iannitti e Mastrobattista, sono stati assolti dalla stragrande maggioranza dei capi d’imputazione. Uno di loro (il nome, così come per gli altri imputati, si omette perché minorenne all’epoca dei fatti), per cui il pubblico ministero aveva chiesto la condanna e 2 anni e 2 mesi, è stato assolto per non aver commesso il fatto e condannato solo per il reato di ricettazione dell’auto a 8 mesi, con pena sospesa. Il secondo giovane è stato assolto per tutti i capi d’imputazione, tranne che per la ricettazione: 8 mesi con sospesa, a fronte di una richiesta del pubblico ministero a 2 anni e 6 mesi. Infine, il terzo giovane è stato assolto da tutte le accuse, così come il teenager difeso dall’avvocato Marco Nardecchia. Una sentenza che ha ridimensionato quasi “in toto” tutto il castello accusatorio.
A gennaio 2024, il giudice monocratico del Tribunale di Latina, Clara Trapuzzano, aveva condannato i due maggiorenni della banda alla pena di 2 anni e 5 mesi il 21enne Adem Djelassi, difeso dall’avvocato Tony Ceccarelli, e il 18enne Samuele Pasquale Belviso, assistito dall’avvocato Francesco Pietricola.
LA VICENDA – A settembre 2023, l’allora giudice del Tribunale di Latina, Gian Luca Soana, aveva convalidato gli arresti domiciliari a carico dei due maggiorenni fermati nella notte del 7 settembre dai militari della Compagnia dei Carabinieri di Terracina. Si trattava, per l’appunto, del conducente dell’auto, 21 anni, residente ad Alatri e di origine maghrebina, Adem Djelassi, già noto alle Forze dell’Ordine per precedenti in materia di stupefacenti, e di un 18enne di Terracina, Samuele Pasquale Belviso.
Nella notte del 7 settembre scorso, erano giunte alla Centrale Operativa della Compagnia Carabinieri di Terracina diverse telefonate che avevano segnalato in vari punti della città di Terracina, la presenza di una vettura, una Mercedes classe B, i cui occupanti avevano esploso dei colpi con una carabina ad aria compressa nei confronti di ignari passanti e di giovani presenti in alcuni luoghi di aggregazione, ferendone alcuni anche con importanti lesioni.
Un’autoradio in circuito dell’Aliquota Radiomobile si era posta alla ricerca degli autori, fino a quando, dopo circa un’ora, in seguito a un’ennesima segnalazione di colpi di arma a San Felice Circeo, i Carabinieri erano riusciti ad intercettare il veicolo bloccandolo in via Tittoni con a bordo cinque persone, di cui una era riuscita a guadagnare la fuga. Il controllo e la conseguente perquisizione avevano permesso di procedere al rinvenimento e al successivo sequestro della carabina ad aria compressa, di un coltello multiuso, di diversi proiettili in metallo e di due grammi di cocaina. Peraltro il conducente, Djelassi, stava guidando con la patente sospesa.
I militari dell’Arma di Terracina avevano ricostruito la sequela della scorribanda, individuando ben sette malcapitati, tra cui una guardia giurata mentre era in servizio; tutti avevano riportato lesioni tra i 7 e 10 giorni così come da referto dell’ospedale “Fiorini” di Terracina. Per la maggior parte di loro, i colpi dei piombini fatti partire all’impazzata erano stati sparati ad altezza uomo (spalle, collo, orecchie). La gravità dei fatti aveva imposto il provvedimento di arresto dei due maggiorenni, mentre altri due minori, 17enni di Fondi, di cui uno noto alle Forze dell’Ordine sempre stupefacenti, erano stati denunciati a piede libero. Successivamente, i Carabinieri avevano identificato anche il quinto minorenne, 15enne, fratello di uno dei due minorenni già denunciati per i fatti alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Roma.
I cinque giovani, a bordo dell’auto, avevano iniziato a sparare da Via Cristoforo Colombo, a Terracina, raggiungendo prima un 50enne che portava al guinzaglio un cane e, poco dopo, una coppia: il primo era stato colpito alla spalla, i secondi erano stati presi alla nuca dai piombini. Il quarto malcapitato era stato la guardia giurata in servizio di vigilanza all’Inps, colpito a una gamba, e poi un ragazzo raggiunto a un orecchio. Successivamente, spostatisi a San Felice, prima di essere fermati dai Carabinieri, la baby gang di scalmanati aveva avuto il tempo di impallinare un’altra coppia di giovani che stava camminando.
