CHIOSCHI, L’ANM SOLIDARIZZA COL PM MILIANO DOPO LA DENUNCIA DI SECCI IN AULA: “GRAVE EPISODIO”

Processo chioschi a Sabaudia: dopo l’udienza e la denuncia in aula da parte dell’imputato Giovanni Secci, arriva la nota di solidarietà dell’Anm per il pubblico ministero Giuseppe Miliano

Un’udienza che ha portato dietro di sé strascichi pesanti. L’ex vice sindaco di Sabaudia, Giovanni Secci, imputato per turbativa d’asta in merito alla gara per la concessione dei chioschi sul lungomare, ha rilasciato oggi dichiarazioni spontanee in cui, a conclusione delle stesse, ha denunciato il pubblico ministero, titolare dell’indagine, Giuseppe Miliano.

Il magistrato, decano della Procura di Latina, era presente in aula e ha ascoltato le parole di Secci il quale ha chiesto al giudice monocratico Elena Sofia Ciccone, davanti al quale si svolge il processo di valutare le “gravi affermazioni del pm contenute nel decreto di giudizio immediato”. Valutazione finalizzata all’invio degli atti agli organi competenti, vale a dire Csm o Tribunale di Perugia.

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Dopp l’udienza, l’associazione nazionale magistrati (Anm), sezione Latina, ha rilasciato un comunicato ufficiale di solidarietà nei confronti del pubblico ministero Giuseppe Miliano.

“L’Associazione Nazionale Magistrati, sottosezione di Latina, e tutti i Magistrati del Tribunale di Latina – si legge nel comunicato a firma del Presidente Mario La Rosa e del Segretario Martina Taglione – esprimono la propria ferma solidarietà al collega pubblico ministero Giuseppe Miliano per il grave episodio verificatosi in data odierna nell’aula di udienza, mentre era impegnato nell’esercizio delle proprie funzioni.

Il contraddittorio tra le parti costituisce un presidio irrinunciabile del giusto processo e deve potersi esplicare nella più ampia libertà, anche attraverso una critica rigorosa dell’impostazione accusatoria. L’esercizio delle prerogative difensive deve, tuttavia, rimanere sempre ancorato al merito delle contestazioni e svolgersi nel rispetto delle istituzioni e della funzione pubblica esercitata dal magistrato del pubblico ministero.

La non condivisione delle prospettazioni dell’accusa da parte dell’imputato e della sua difesa non può, mai, trascendere in attacchi rivolti alla persona del magistrato, né tradursi nella formulazione di accuse di inaudita gravità, estranee al fisiologico confronto tra le parti e incompatibili con i doveri di lealtà, correttezza e rispetto reciproco che devono presiedere allo svolgimento del processo.

L’aula di giustizia è il luogo deputato all’accertamento dei fatti e al confronto dialettico sulle questioni rilevanti ai fini della decisione. Non deve essere trasformata in un’agorà politica, né utilizzata per promuovere iniziative volte a delegittimare o intimidire chi, nell’adempimento dei propri compiti istituzionali, opera quotidianamente con indipendenza, sacrificio e dedizione, anche quando le determinazioni assunte o gli esiti dell’attività svolta non incontrino il favore di quanti ne sono destinatari.

Nel riaffermare la necessità di tutelare la serenità, l’indipendenza e l’autorevolezza della funzione giudiziaria, l’Associazione Nazionale Magistrati rinnova al collega la propria piena vicinanza e il proprio incondizionato sostegno”.

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