FALSO AL COMUNE DI SONNINO, IL SINDACO SI DIFENDE IN AULA

Prosegue il processo sulla vicenda dell’ufficio Anagrafe che, nel 2015, ha coinvolto il Comune di Sonnino. Il processo che si svolge dinanzi al terzo collegio del Tribunale di Latina, composto dai giudici La Rosa-Mongillo-Ciccone, vede sul banco degli imputati l’attuale sindaco di Sonnino, Gianni Carroccia, all’epoca dei fatti assessore e il funzionario del Comune di Sonnino, e Enzo Celani, in quel momento responsabile dell’ufficio Anagrafe. Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Angelo Palmieri, Gianluca La Penna e Paolo Zeppieri.

Gli imputati rispondono solo di falso e distruzione di atto pubblico, essendo decaduta la turbativa d’asta per prescrizione. Secondo la Procura, oggi rappresentata dal pubblico ministero Marina Marra, ci sarebbe stata la distruzione di un certificato anagrafico.

Il processo è ripreso oggi, 18 settembre, con l’esame degli imputati. Celani ha spiegato che non avrebbe avuto nessun tornaconto a redigere l’atto di nascita di cui è accusato, spiegando che ci sono atti che si correggono, senza per questo commettere il falso. Escusso anche l’attuale sindaco di Sonnino e imputato: “Posso raccontare come sono andati i fatti. Nasce mio figlio e con mia moglie discutevamo sul nome da dare. Mi recai presso il Comune e c’era Celani a cui chiesi se potevo registrare mio figlio: le registrò con un doppio nome: Biagio Leonardo. Dopodiché sono tornato e ho chiesto se potevo cambiare l’atto con il solo nome di Biagio, ossia quello di mio padre. Tornato a casa discussi con mia moglie e tornai indietro chiedendo di rettificare di nuovo in Biagio Leonardo”. All’epoca dei fatti, Carroccia era assessore del Personale: “Ma io andai in Comune come un normalissimo cittadino”.

Ad essere escussi anche due testimoni della difesa, tra cui il responsabile di un ufficio del Comune di Sonnino che ha specificato l’Anagrafe a Sonnino lavora anche di sabato, ossia il giorno in cui Carroccia si recò da Celani. Il secondo testimone, che ha lavorato sino al 2010 nel Comune di Sonnino, ha spiegato che è capitato che all’ufficio Anagrafe vi fossero degli errori che venivano corretti.

Il processo riprenderà il prossimo 10 dicembre con gli ultimi due testimoni della difesa.

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