FRANCIONI-BONDIOLI, SPUNTA LA PROCEDURA ANAC. M5S: “GARANTIRE STAGIONE SPORTIVA”

Ciolfi (M5S): “Prima di ripartire con una nuova gara ventennale bisogna capire cosa non ha funzionato e definire con chiarezza quale stadio vogliamo per Latina. Nell’immediato si proceda per garantire la stagione sportiva”

La Commissione Trasparenza e Legalità del Comune di Latina è tornata oggi ad occuparsi dell’affidamento dello stadio “Domenico Francioni” e dell’impianto sportivo “Gino Bondioli”, completando la discussione avviata nella seduta del 3 settembre. La precedente seduta si era svolta alla presenza dell’assessore allo Sport Andrea Chiarato e della dirigenza competente, mentre oggi è stato possibile completare l’esame alla presenza della Segretaria Generale e RPCT Alessandra Macrì, assente nella precedente convocazione per concomitanti impegni istituzionali.

Al centro della seduta, oltre all’esame dei bandi sotto il profilo delle rispettive competenze, soprattutto l’aggiornamento sull’esito delle due procedure: il bando ventennale per la concessione del complesso Francioni-Bondioli si è concluso senza aggiudicazione, dopo l’esclusione dell’unico concorrente, l’ATI costituita da ASD Atletico Pontinia e HSS Consulting, per carenza di requisiti formali. Anche la procedura “ponte” per la stagione 2026/2027, alla quale aveva partecipato il solo Atletico Pontinia, si è conclusa senza esito a seguito della rinuncia del concorrente dopo l’aggiudicazione.

“Ci troviamo quindi davanti a un dato oggettivo – dichiara la presidente della Commissione Trasparenza e capogruppo M5S Maria Grazia Ciolfi –: due procedure, una dopo l’altra, non hanno prodotto l’affidamento degli impianti. Questo non significa automaticamente che i bandi presentassero delle non conformità e oggi la Segretaria Generale ha chiarito che, per quanto di sua competenza, non sono emerse anomalie particolari. Ma proprio per questo credo sia doveroso fermarsi e fare una riflessione complessiva prima di ripartire, soprattutto se l’indirizzo politico dovesse essere quello di ripubblicare la gara ventennale”.

La Segretaria Generale ha infatti precisato che le proprie competenze non comprendono un controllo preventivo o successivo sulla legittimità degli atti di gara e che, pertanto, i bandi non saranno oggetto di una verifica da parte della SG neanche nel ruolo di RPCT. È stata invece rappresentata la situazione relativa alle valutazioni in corso circa l’eventuale apertura di un’istruttoria da parte di ANAC, al momento il Comune ha inviato la sua relazione. Fino alla conclusione dell’eventuale procedimento non sarà possibile, inoltre, entrare nel dettaglio della relativa documentazione.

“Attendiamo quindi gli sviluppi dell’eventuale istruttoria – prosegue Ciolfi – senza anticipare conclusioni che oggi non sarebbe corretto trarre. Allo stesso tempo, però, ritengo che l’amministrazione debba interrogarsi sull’efficacia complessiva delle procedure adottate. Non è lesa maestà rivedere un impianto di gara quando due procedure non hanno prodotto l’obiettivo per il quale erano state bandite”.

In questo quadro, la presidente della Commissione ha richiamato anche quanto accaduto con altri impianti sportivi comunali, a partire dal PalaBoxe, dove una pronuncia del Consiglio di Stato ha disposto la sospensione dell’aggiudicazione, in attesa della pronuncia del TAR il prossimo 11novembre, sollevando, tra gli altri profili, questioni relative alla presentazione e alla valutazione del piano economico-finanziario.

“Non sto sovrapponendo vicende diverse – sottolinea Ciolfi – ma credo sia ragionevole utilizzare anche queste esperienze per capire se, nella predisposizione delle future procedure, ci siano aspetti da migliorare. A questo si aggiunge la complessa partita dei rapporti economici tra Comune e Latina Calcio e delle somme che l’Ente rivendica: prima di riproporre una concessione di vent’anni sarebbe opportuno avere un quadro economico e giuridico il più possibile chiaro, compresa la sostenibilità del PEF”.

Un ulteriore tema sollevato in Commissione ha riguardato i precedenti titoli concessori dello stadio. La presidente Ciolfi ha chiesto chiarimenti sulla natura e sulla legittimità dei precedenti affidamenti, anche alla luce del fatto che, ad eccezione dell’ultimo contratto scaduto l’11 giugno 2026, essi prevedevano in capo al concessionario anche gli interventi di manutenzione straordinaria.

Su questo punto la Segretaria Generale ha precisato di non aver visionato né verificato quei precedenti titoli e, pertanto, non ha potuto esprimere una valutazione. “Anche questa – osserva Ciolfi – è una questione che ritengo debba essere approfondita, proprio per avere piena contezza del quadro nel quale ci stiamo muovendo, senza formulare oggi giudizi che non abbiamo gli elementi per sostenere”. La Commissione ha inoltre posto una questione di indirizzo politico: quale deve essere la funzione dello stadio Francioni e, conseguentemente, quali soggetti debbano poter concorrere alla sua gestione?

“Nel bando ventennale – spiega Ciolfi – la platea dei possibili concorrenti era molto ampia e comprendeva anche soggetti economici che svolgono attività tra le più disparate rispetto a quella propriamente sportiva. Ma allora dobbiamo chiederci quale sia l’obiettivo dell’amministrazione: se il Francioni deve essere lo stadio cittadino destinato prioritariamente alle competizioni calcistiche, questo indirizzo deve trovare una traduzione coerente anche nei criteri della futura procedura”.

Un altro elemento emerso è stato proprio il Regolamento comunale per la gestione e l’uso degli impianti sportivi. L’articolo 20 stabilisce infatti che, per l’affidamento del Francioni, oltre all’offerta tecnica ed economica, l’amministrazione valuti anche “il criterio di rappresentatività della continuità storica e della tradizione calcistica locale”, ma la Segretaria ha spiegato che questo criterio regolamentare non è più applicabile in relazione a sopravvenute disposizioni giurisprudenziali, pertanto sarà necessario modificare il regolamento nella commissione competente. Sul tavolo, per il futuro, non c’è peraltro soltanto l’ipotesi di una nuova gara ventennale.

L’assessore Chiarato ha riferito che sono in valutazione diverse possibilità, tra cui la ripubblicazione del bando, l’internalizzazione della gestione e il partenariato pubblico-privato. Quest’ultima ipotesi ha consentito alla presidente Ciolfi di richiamare anche una precedente proposta di finanza di progetto presentata dal Latina Calcio 1932 durante la precedente amministrazione, sulla quale sarebbe opportuno tornare a verificare la documentazione e gli eventuali sviluppi, qualora questa modalità di gestione fosse nuovamente presa in considerazione.

“Credo che prima di scegliere lo strumento – aggiunge Ciolfi – dobbiamo chiarire l’obiettivo. Non possiamo partire dalla procedura e arrivare solo dopo a chiederci quale modello gestionale sia realmente più coerente con le esigenze della città, dello sport e dell’interesse pubblico”.Resta però un secondo binario, molto più immediato: garantire la disponibilità degli impianti per la stagione sportiva in corso, considerati i nulla osta già rilasciati dalla sindaca e la necessità di consentire lo svolgimento del campionato e degli allenamenti del Latina Calcio.

“Su questo fronte non possiamo aspettare i tempi di una gara ventennale – evidenzia Ciolfi –. Il Comune deve individuare rapidamente una soluzione che consenta la continuità dell’attività sportiva. Lo stesso bando ponte prevedeva, in caso di procedura deserta, la possibilità per l’amministrazione di procedere mediante affidamento diretto previa trattativa privata. Oggi l’assessore ci ha confermato che proprio questa è l’ipotesi sulla quale gli uffici stanno lavorando per individuare le soluzioni percorribili”.

Nel corso della Commissione è stato infine confermato che il soggetto che aveva partecipato al bando ponte e che successivamente ha rinunciato all’affidamento ha obblighi economici nei confronti del Comune. L’importo non è stato quantificato in commissione, ma è stato riferito che tali obblighi saranno garantiti attraverso la fideiussione presentata in sede di gara.

“Anche su questo attendiamo di conoscere gli importi e gli atti – conclude Ciolfi –. Il quadro che emerge è dunque quello di un doppio binario: nell’immediato bisogna garantire la stagione sportiva e una gestione dell’impianto che sia giuridicamente sostenibile; per il medio-lungo periodo bisogna invece decidere quale modello di gestione vogliamo e, soprattutto, se sia davvero opportuno ripartire semplicemente con un nuovo bando ventennale. Dopo due procedure concluse senza un affidamento, credo che una riflessione complessiva non sia soltanto opportuna, ma necessaria”.

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