Semafori spenti ad Aprilia da oltre un anno, Ragusa (M5S): “Dubbi sulla manutenzione e richiesta di interventi urgenti”
Ci sono due impianti semaforici situati in punti particolarmente delicati della viabilità di Aprilia risultano spenti o non pienamente funzionanti da oltre dodici mesi.
Si tratta del semaforo a chiamata posto tra via Nettunense e corso Papa Giovanni XXIII, di fronte all’Eurospin, e dell’impianto all’incrocio tra via Vesuvio e via della Cogna, nella zona della stazione ferroviaria di Campo di Carne.
Una situazione che, per la sua durata e per la collocazione degli impianti, solleva legittime preoccupazioni sotto il profilo della sicurezza stradale e richiede chiarimenti pubblici sui tempi e sulle modalità del ripristino.
L’impianto a chiamata sulla Nettunense non rappresenta una semplice infrastruttura accessoria. Fu installato dopo le proteste e le mobilitazioni seguite alla morte della ventottenne Marzia Fernandes, investita mentre attraversava la strada nel 2018. Il semaforo era stato pensato per rendere più sicuro l’attraversamento pedonale e per rallentare i flussi veicolari lungo una delle arterie più trafficate della zona, caratterizzata dalla presenza di abitazioni, esercizi commerciali e numerosi spostamenti a piedi.
Il protrarsi del mancato funzionamento dell’impianto rischia di ridurre le tutele per i pedoni e di riportare l’attraversamento a dipendere quasi esclusivamente dall’attenzione dei singoli automobilisti, in un tratto dove il traffico può essere intenso e la velocità dei veicoli costituisce un elemento di criticità.
A destare ulteriore preoccupazione è anche lo stato del quadro di controllo dell’impianto. Nella fotografia scattata sul posto, lo sportello appare parzialmente aperto e fissato in modo provvisorio con del filo di ferro. In queste condizioni, le schede elettroniche e gli altri componenti interni sembrano non essere pienamente protetti dall’esposizione a pioggia, umidità, polvere e sbalzi termici.
Dalla sola immagine non è possibile stabilire se tali componenti abbiano subito danni, né se questa condizione sia la causa diretta del mancato funzionamento del semaforo. È però ragionevole chiedere un sopralluogo tecnico urgente, la verifica dello stato del quadro elettrico e il ripristino di una chiusura idonea, così da evitare l’ulteriore deterioramento dell’apparato.
Non meno delicata appare la situazione dell’incrocio tra via Vesuvio e via della Cogna, a Campo di Carne. Si tratta di uno snodo importante per chi raggiunge o lascia la stazione ferroviaria e che, in corrispondenza dell’arrivo e della partenza dei treni regionali, può essere interessato da un incremento improvviso del traffico: automobili, motocicli, navette, biciclette e pedoni si concentrano nello stesso punto in pochi minuti.
L’assenza di una regolamentazione semaforica pienamente efficiente può rendere più complessa la gestione delle precedenze e aumentare il rischio di manovre improvvise, frenate brusche e potenziali collisioni. Per questo motivo, anche in questo caso, sarebbe opportuno conoscere quali verifiche siano state effettuate, se siano stati programmati interventi e quali misure provvisorie siano previste per tutelare gli utenti della strada.
Secondo le informazioni raccolte, i due impianti non rientrano nell’appalto Engie relativo alla pubblica illuminazione e alla gestione tecnologica, ma sarebbero rimasti nella competenza diretta del Comune di Aprilia per quanto riguarda manutenzione ordinaria e straordinaria.
Se la competenza comunale fosse confermata, l’Amministrazione dovrebbe chiarire ai cittadini le ragioni del prolungato disservizio, l’eventuale presenza di guasti tecnici, le risorse già stanziate o da stanziare, nonché una data concreta per il ripristino degli impianti.
La questione assume rilievo anche alla luce delle recenti scelte relative alla sosta a pagamento e alle tariffe delle strisce blu. L’articolo 7, comma 7, del Codice della strada prevede che i proventi dei parcheggi a pagamento spettanti agli enti proprietari della strada siano destinati, tra le altre finalità, all’installazione, costruzione e gestione di parcheggi, al finanziamento del trasporto pubblico locale e a interventi per il miglioramento della mobilità urbana.
Non si tratta, quindi, di affermare automaticamente che gli introiti della sosta debbano essere utilizzati esclusivamente per questi due semafori, né di attribuire violazioni senza conoscere i dati di bilancio e gli atti di programmazione. È però legittimo chiedere trasparenza sulla destinazione delle risorse derivanti dalla sosta tariffata e verificare se, nell’ambito delle politiche per la mobilità urbana, siano state previste somme sufficienti per la manutenzione e la messa in sicurezza degli impianti semaforici.
La domanda che molti cittadini possono porre è semplice: chi ha in carico i due impianti, quali interventi sono stati predisposti e quando torneranno effettivamente in funzione?
L’obiettivo non è anticipare responsabilità che dovranno eventualmente essere accertate nelle sedi competenti, ma richiamare l’attenzione su una criticità concreta e visibile. Dopo oltre un anno di disservizio, appare necessario un intervento tempestivo, accompagnato da una comunicazione pubblica chiara sui tempi di ripristino, sullo stato tecnico degli impianti e sulle misure adottate per garantire la sicurezza di pedoni, pendolari e automobilisti.
