CORRUZIONE, NOMINATO IL PERITO CHE DOVRÀ TRASCRIVERE LE INTERCETTAZIONI DI “FRATÒ”

Enrico Tiero
Enrico Tiero

Ripreso oggi, 16 settembre, il processo che contesta la corruzione al il consigliere regionale auto-sospesosi da Fratelli d’Italia, Enrico Tiero

È ripreso oggi, 16 settembre, il processo nei confronti del consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Enrico Tiero, accusato di corruzione e recentemente riammesso sugli scranni della Pisana dopo che, a metà mese di maggio, il nuovo collegio del Riesame ha revocato la misura degli arresti domiciliari, lasciando in piedi accuse gravi di corruzione.

Il primo collegio del Tribunale di Latina, composto dai giudici Sinigallia-Brenda-Naldi, ha conferito l’incarico al perito che dovrà trascrivere la corposa lista di intercettazioni, prodotta dal pubblico ministero Martina Taglione e captate in sede di indagine da inquirenti e investigatori. Ci vorranno 90 giorni affinché le intercettazioni vengano trascritte. Oltreché la data già calendarizzata del 9 dicembre in cui verrà ascoltato uno dei Carabinieri che ha partecipato alle indagini, è stata fissata un’ulteriore udienza: il 17 febbraio.

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Il processo si era già aperto lo scorso giugno, con due eccezioni sollevate dalla difesa rigettate dal Tribunale. La difesa, ad ogni modo, ha nominato oggi un consulente tecnico di parte per la trascrizione delle intercettazioni.

Tiero, come noto, ha stilato una lista testimoni molto cospicua. Tra i testimoni citati c’è anche anche l’attuale Presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, oltreché ad altri politici, manager sanitari e pubblici amministratori.

Da registrare il fatto che, a differenza che per il processo di concorsopoli in cui era accusato di corruzione l’ex senatore del PD, Claudio Moscardelli, nessun ente – né la Regione Lazio, né il Comune di Latina – si è costituito parte civile. Una presa di posizione che ha il sapore politico, dal momento che Enrico Tiero, benché auto-sospeso, è stato eletto in Fratelli d’Italia e ne era il vice coordinatore regionale. Non può essere un caso che sia il Comune di Latina che la Regione Lazio, entrambi assenti nella costituzione, sono a marca Fratelli d’Italia.

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L’ARRESTO – Erano stati il Nucleo Investigativo del Comando Provinciale dei Carabinieri di Latina, guidato dal tenente colonnello Antonio De Lise, e militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Latina – Nucleo di Polizia Economico – Finanziaria, guidato dal tenente colonnello Nicola Davide Lorenzo, a dare esecuzione alla misura cautelare personale degli arresti domiciliari nei confronti di Enrico Tiero.

Il provvedimento cautelare scaturiva da un’attività d’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Latina e co-delegata ai Finanzieri del Nucleo PEF e ai Carabinieri del Nucleo Investigativo, che aveva consentito di acquisire gravi indizi di colpevolezza in ordine a presunte condotte corruttive.

In particolare, secondo l’ipotesi accusatoria, Tiero, avvalendosi delle proprie funzioni, avrebbe agevolato le attività e gli interessi di alcuni imprenditori operanti in vari settori (commercio alimentari, sanitario, raccolta rifiuti) nell’ambito della gestione di pratiche e iter amministrativi e procedurali, a fronte di utilità, quali assunzioni lavorative e, in un caso, una somma di denaro e la sottoscrizione di schede di tesseramento a un partito politico.

Sono in tutto sette gli indagati nell’inchiesta eseguita dal Nucleo Pef della Guarda di Finanza e dal Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Latina, coordinata dai pubblici ministeri Martina Taglione e Antonio Sgarrella. Una inchiesta imponente composta da centinaia e centinaia di intercettazioni e una informativa degli investigatori. Tra gli indagati, infatti, c’è anche il direttore amministrativo dell’Icot del Gruppo Giomi, Roberto Ciceroni. Si tratta della struttura ospedaliera di Latina in cui lavora la figlia di Enrico Tiero.

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Secondo gli inquirenti, per fatti avvenuti nel 2023, Tiero avrebbe favorito, per l’appunto, una struttura sanitaria privata, l’Icot di Latina del gruppo Giomi, in cui lavora la figlia e fatto assumere conoscenti in un supermercato in cambio di favori. All’Icot, questa agevolazione avrebbe garantito ulteriori posti letto in convenzione. Un altro degli indagati è Maurizio Marasca, imprenditore e gestore del Conad a Latina dove vi sarebbe stata l’assunzione di una ragazza indicata da Tiero. Ad essere indagati, inoltre, ci sono gli imprenditori Leonardo Valle e Francesco Traversa del Gruppo Cosmari che si occupa di trattamento dei rifiuti, oltreché a Leonardo Morabito. Infine, ad essere indagato, anche l’assessore ai Rifiuti della Regione Lazio, Fabrizio Ghera. Per quanto riguarda l’imprenditore Marasca, il Gip ha escluso il capo d’imputazione riguardante lui e Tiero, rigettando la misura cautelare solo per questa accusa.

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Le indagini di Carabinieri del Nucleo Investigativo di Latina e Guardia di Finanza hanno fatto sì che a Tiero siano contestati dalla Procura pontina cinque capi d’imputazione, tanto da chiedere per lui la misura cautelare personale. L’inchiesta peraltro è partita da un approfondimento per un presunto caporalato che si sarebbe consumato nella catena Conad di Marasca. Intercettando l’imprenditore, sono venute fuori le conversazioni con il politico.

Tiero, secondo gli inquirenti, avrebbe asservito la sua funzione di consigliere regionale per ottenere utilità a suo vantaggio come, ad esempio, l’assunzione a tempo indeterminato della figlia all’Icot. In cambio, non solo posti letti in più presso due reparti, ma anche budget finanziari per gli esami diagnostici di pazienti oncologici.

Per quanto riguarda il gruppo Cosmari, che opera nel campo dei rifiuti, Tiero avrebbe agevolato un incontro tra Traversa e l’assessore regionale Ghera. Secondo le indagini, una delle società del gruppo – la Refecta – avrebbe ottenuto in affidamento, durante un periodo di emergenza dovuto alla chiusura dell’impianto Rida di Aprilia, il servizio di trattamento rifiuti. Il consigliere regionale avrebbe avuto in cambio l’assunzione di un suo segnalato e 40 tessere sottoscritte in Fratelli d’Italia.

E ancora: aiuti per far aprire una clinica dentistica con l’assunzione di una ragazza da lui segnalata; aiuti a una società – la Innova spa – che opera nel gruppo della ristorazione in campo sanitario, avendo in cambio l’assunzione di due giovani e 6mila euro tramite una terza persona.

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Il 16 ottobre, Enrico Tiero aveva svolto l’interrogatorio preventivo. Il politico, così come dichiarato dai suoi legali, aveva risposto alle domande e offerto la sua versione dei fatti. Tiero si era detto tranquillo al termine dell’interrogatorio. A poco più di 24 ore di distanza, il Gip aveva emesso, però, l’ordinanza di arresti domiciliari che vietava all’esponente politico di comunicare con chiunque tramite mezzo telefonico e telematico.

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