ICOT E MAZZETTA DA 6MILA EURO, LE ACCUSE DI CORRUZIONE SU FRATO’ REGGONO. LUI: “L’HO FATTO PER LA GENTE”

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Enrico Tiero
Enrico Tiero

Depositate le motivazioni del nuovo Riesame per il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Enrico Tiero

Il processo per corruzione è iniziato ed è stato rinviato a settembre per una udienza interlocutoria e a dicembre per l’inizio del dibattimento vero e proprio con l’escussione di uno dei Carabinieri che ha partecipato alle indagini. Nel frattempo, Enrico “Fratone” Tiero è tornato in sella alla Pisana, presso la Regione Lazio, già attivo per le elezioni provinciali (si poteva vederlo due domeniche fa, in Via Costa, insieme all’altro colpito da guai giudiziari, l’ex senatore del PD, Claudio Moscardelli) e annunciante addirittura un libro sulla sua detenzione domiciliare, “Le prigioni di Frato'”. Con buona pace di Silvio Pellico.

Ora, sono state depositate le motivazioni del collegio del nuovo Riesame di Roma, composto dai giudici Giuseppina Guglielmi (Presidente), Federica Albano e Enrica Villani, che, lo scorso 16 maggio, ha annullato la misura cautelare degli arresti domiciliari per il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Enrico Tiero – difeso dagli avvocati Pasquale Cardillo Cupo e Angelo Fiore -, fino a quella data sospeso dallo scranno alla Pisana. Un nuovo Riesame, dopo che il primo aveva confermato in pieno impianto accusatorio e esigenze cautelari, e in seconda battuta la Cassazioni aveva rinviato a nuovo pronunciamento, lasciando comunque intatto l’impianto accusatorio e instillando il dubbio che su alcuni capi d’imputazione vi fosse il traffico d’influenze piuttosto che la corruzione.

Le motivazioni del Riesame, depositate il 10 giugno, chiariscono, adesso, le ragioni dell’annullamento della misura cautelare. Già il pubblico ministro, in sede di discussione del nuovo Riesame, aveva chiarito su Tiero che “il dato decisivo è questo: la sua interlocuzione con assessori, dirigenti regionali, direzioni sanitarie, apparati amministrativi e uffici pubblici è smpre una interlocuzione istituzionalmente qualificata, resa possibile dal ruolo ricoperto e non dal peso politico”. Dunque “tutte le condotte” di Tiero “sono espressione dello stabile asservimento della funzione rivestita agli interessi dei privati”.

Inoltre, l’interrogatorio reso da uno dei presunti corruttori, Lorenzo Morabito, ossia colui che avrebe versato la mazzetta da 6mila euro a Tiero, con la triangolazione di un ristoratore del lungomare di Latina, aggiunge “l’esistenza di ulteriori elementi e nuove ipotesi corruttive consumate con il contributo di ulteriori soggetti e in relazione alle quali l’indagato può svolgere una funzione di ostacolo”.

Il nuovo Riesame ritiene che le condotte di Tiero sono riconducibili al reato della corruzione e non a quello del traffico di influenze. Per quanto riguarda la vicenda dell’Icot, Tiero, secondo gli inquirenti, avrebbe asservito la sua funzione di consigliere regionale per ottenere utilità a suo vantaggio come, ad esempio, l’assunzione a tempo indeterminato della figlia all’Icot. In cambio, non solo posti letti in più presso due reparti, ma anche budget finanziari per gli esami diagnostici di pazienti oncologici.

Il nuovo Riesame ritiene che tali vicende siano “connotate da una strumentalizzazione della funzione rivestita da Tiero, quale consigliere e Presidente di Commissione”. Frato’ “ha preso in carico gli interessi del privato, ricevendone una indebita utilità, sfruttando, presso gli organi istituzionali della Regione, una influenza derivante dal ruolo rivestito in seno alla Regione”. Il politico ha sfruttato la sua “capacità di interlocuzione, in patente violazione dei doveri di fedeltà, imparzialità e trasparenza, finalizzata a coltivare gli interessi del privato”.

Per quanto riguarda il gruppo Cosmari, che opera nel campo dei rifiuti, Tiero, secondo la Procura, avrebbe agevolato un incontro tra Traversa e l’assessore regionale Ghera. Secondo le indagini, una delle società del gruppo – la Refecta – avrebbe ottenuto in affidamento, durante un periodo di emergenza dovuto alla chiusura dell’impianto Rida di Aprilia, il servizio di trattamento rifiuti del Comune di Latina. Il consigliere regionale avrebbe avuto in cambio l’assunzione di un suo segnalato e 40 tessere sottoscritte in Fratelli d’Italia.

Su queste accuse, il nuovo Riesame spiega che Tiero si è adoperatoper gli interessi del privato, interloquendo con il consulente giuridico del Sindaco di Latina, Giacomo Mignano, ma anche con la Regione, in particolare con l’assessore Fabrizio Ghera. Tuttavia, secondo i giudici capitolini, il quadro di interlocuzioni, ingerenze e favoritismi è sul lato del traffico delle influenze, non già in quello del reato di corruzione. Stesso discorso vale per l’interessamento per il privato imprenditore di Latina, Leonardo Valle, in merito ai permessi per il centro odontoiatrico “Dr. Smile”.

Si tratta di corruzione, invece, per quanto stabilito dal Riesame di Roma, l’episodio della mazzetta da 6mila euro. Secondo la Procura, che ha coordinato le indagini dei Carabinieri del Nucleo Investigativo e del Nucleo Pef della Guardia di Finanza di Latina, Tiero avrebbe asservito la sua funzione di consigliere regionale al responsabile delle relazioni esterne e socio di Innova Spa, Lorenzo Morabito (37 anni, indagato). Una società da cui se ne irradiano diverse anche nel ramo dei trasporti.

Da quest’ultimo, secondo gli inquirenti, avrebbe ricevuto, tramite un ristoratore di Latina, la somma di 6mila euro che in realtà sarebbero stati dati in tre tranche. L’ipotesi è che Innova, che opera nel settore della ristorazione in campo sanitario (convenzionata con la Regione Lazio per il servizio presso le aziende sanitarie), abbia assunto, e ne abbia prorogato i contratti, tra il 2023 e il 2024, due raccomandati di Enrico Tiero. Un fatto piuttosto curioso: nel locale del ristoratore, “Fratone” ha organizzato una imponente cena elettorale per una candidata alle Europee 2024 per Fratelli d’Italia.

Morabito avrebbe versato tramite un ristoratore di Latina la cifra di 6mila euro a Tiero per una cena aziendale. È lo stesso ristoratore di un locale sul lungomare di Latina a dire all’esponente politico di poter emettere la fattura solo a metà. La fattura, alla fine, riporta la somma intera di 6mila euro destinataria la Innova Spa di Morabito come prestazione “cena aziendale”. Ma per gli investigatori si tratta di una fattura falsa utile a giustificare il trasferimento di denaro da Innova Spa a Tiero passando per il ristorante. La questione è resa evidente dal fatto che il ristoratore dice a Tiero che deve pagare l’Iva sui 6mila euro, ma non dovrebbe essere lui a preoccuparsi, in quanto potrebbe detrarla come imprenditore che emette fattura. È per tale ragione che, secondo chi indaga, quella fattura è fittizia.

La cena aziendale si sarebbe consumata il 31 ottobre 2023, giorno di Halloween, ma gli investigatori rilevano che in quel giorno furono serviti solo 9 coperti, a fronte di un pasto che avrebbe dovuto comportare, per 6mila euro, dagli 80 agli 85 commensali. Infatti, quel giorno, gli scontrini fiscali riportano la cifra di 609 euro e non vi è traccia di scontrini per una somma di 6mila euro. C’è solo una traccia di quella somma: si tratta di una annotazione nelle comande del ristorante dove, a fronte di 6mila euro, venivano corrisposti dieci coperti. Un dato che appare irrealistico e per l’appunto falso.

Dopo meno di un mese, Tiero, a novembre 2023, contatta il ristoratore e gli dice che sarebbe passato a ritirare la somma. Quest’ultimo gli spiega che, però, il bonifico di 6mila euro non è arrivato. Tiero scrive: “Frate’ passo stasera”. E il ristoratore: “Enrico fino a ieri ancora nulla”. E lui: “Più tardi vedi che sicuramente arriva anche”. Dopodiché arrivano sul conto del ristoratore i soldi: “Ciao Enrico tutto ok”.

Il 24 novembre, il ristoratore preleva 3mila euro dal suo conto. Secondo gli investigatori, in quel giorno Tiero passa per prelevare quella somma in contanti. Il resto dei soldi sarebbe stata data in due date distinte a dicembre 2023. Lo evincono i detective rilevando, nella seconda data individuata a dicembre, il cellulare di Tiero agganciare la cella sul lungomare di Latina. L’11 dicembre, peraltro, è il ristoratore a dirgli: “Vieni dove stavo l’altra sera, ti fermi là e ti do“.

Morabito avrebbe corrisposto quei soldi in ragione dei solidi rapporti con Tiero. In un caso, il politico si darebbe da fare in Regione per una gara a cui era interessato Morabito, tanto da dire al suo interlocutore di “fare come l’altra volta”. In riferimento a un affidamento con la Asl di Rieti, Morabito dice al politico di Fratelli d’Italia: “Con quello di Rieti hai fatto un colpo da maestro e poi ti volevo dire un’altra cosa”, riferendosi al servizio di sterilizzazione dei ferri chirurgici all’Asl di Latina e prospettando un nuovo affare da far seguire al politico e ai suoi molteplici contatti.

Quando la Asl di Rieti annulla in autotutela le spese relative all’utilizzo del biocompostabile per la Innova Spa, Morabito si rivolge a Tiero, suo punto di riferimento, preannunciandogli un problema. I due si vedono nell’ufficio del politico a Latina e Tiero prende un appunto per capire cosa deve dire alla Direttrice dell’Asl di Latina, Silvia Cavalli. Morabito spiega tutto nei particolari e gli evidenzia anche i problemi che ha con la Regione, in particolare con il Direttore della Centrale Acquisti.

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Ebbene, secondo il Riesame, “risulta accertata una stabile perorazione” degli interessi di Morabito da parte di Tiero presso la Regione Lazio. Il nuovo Riesame è chiaro: si tratta di corruzione. Il politico, ancora auto-sospeso da Fratelli d’Italia, non si sarebbe “limitato a sfruttare relazioni esistenti cn altri pubblici ufficiali inseriti presso la Regione Lazio, avendo piuttosto strumentalizzato la funzione ricoperta allo scopo di orientare l’agire amministrativo dei soggetti competenti”, accordandosi con il privato sulla strategia da seguire con la Asl di Rieti. Iniziative assunte da Tiero “con asservimento agi interessi imprenditoriali del gruppo Innova Spa”.

Su tale vicenda, l’interrogatorio di Morabito dice molto ammettendo di aver assunto un soggetto perché “mi era stato segnalato più volte e con insistenza da Tiero e che l’ho assunto su sua segnalazione”. Un’assunzione di cui l’imprenditore si pente in quanto non era soddisfatto del suo lavoro: “So che era figlio del suo benzinaio e il suo licenziamento mi avrebbe creato difficoltà con Tiero”. Inoltre: “Tiero mi ha segnalato molte volte delle persone e l’ho assunte per meriti”. Ad ogni modo, il Riesame sottolinea che non si comprendere allora perché “non avrebbe licenziato” il figlio del benzinaio di Tiero, tenuto conto del suo scarso rendimento.

Morabito, inoltre, avrebbe detto che la mazzetta da 6mila euro sarebbe stata versata per una finalità politica, negando la cena aziendale presso il ristorante sul lungomare di Latina. Per gli inquirenti una mazzetta mascherata, per il Riesame le dichiarazioni di Morabito ammettono l’interesse di “assecondare il politico” così da perorare i suoi interessi nelle sedi istituzionali, anche fossero stati soldi per l’attività politica di Tiero.

E allora perché Tiero è stato liberato dai domiciliari? Secondo il nuovo Riesame non vi sono più le esigenze cautelare, sia per quanto riguarda la reiterazione del reato sia per l’inquinamento probatorio: non sono concrete e attuali per questioni temporali.

A commentare le motivazioni del Riesame, sia l’avvocato Pasquale Cardillo Cupo che Enrico Tiero. Secondo il legale “di tutta l’originaria impalcatura accusatoria a carico dell’Onorevole Enrico Tiero sono sostanzialmente rimaste due ipotesi di presunta corruzione, ovvero il “probabile” – almeno cosi come definito dal Riesame — condizionamento del Presidente della Regione Lazio Francesco Rocca sulla distribuzione dei posti letto ospedalieri nella provincia di Latina e l’interessamento del Consigliere in favore delle attività della Innova SpA, sebbene la presunta mazzetta di 6.000,00 euro sia oramai pacificamente divenuta una cena presso un ristorante, avendo iI Riesame nella nuova ordinanza escluso ipotesi corruttive relativamente alla gestione dell’emergenza rifiuti (Vicenda Traverse) e dell’apertura di una clinica dentistica (Dr Smile), semmai inquadrabili come traffico di influenze sebbene con la riforma del 2024 è lo stesso Riesame a sottolineare come sarebbe necessaria una dazione economica non provata e non documentata dalla Procura, circostanze che unite all’assenza di ulteriori contestazioni hanno portato al venir meno di qualsivoglia esigenza cautelare”.

“Una vicenda cautelare che non doveva neanche iniziare — spiega l’avvocato Cardillo Cupo — e che dimostra ancora una volta l’uso spesso distorto delle misure cautelari nel nostro Paese. Apprezziamo lo sforzo della relatrice – la stessa che nella prima ordinanza conferma invece in toto l’implanto accusatorio – ma continuare anche solo a ipotizzare un “probabile” condizionamento del Presidente Rocca sui posti letto è ai limiti dell’inverosimiglianza. Basterebbe del recto conoscerlo per apprezzarne rigore e serietà: si continua peraltro a non spiegare – nonostante la Suprema Corte lo avesse espressamente richiesto – come, quando e con quali poteri Tiero avrebbe avrebbe agevolato alcuni in danno di altri. Comunque oramai il processo è iniziato. Tiero è libero e tornato in pieno agone politico, quindi va bene così, sarà il tempo a fare definitivamente Giustizia”.

“Ho letto le motivazioni del Riesame – dichiara Tiero – e sono contento che finalmente si inizi almeno in parte a fare chiarezza. Sebbene si continui a tratti a confondere l’interesse politico per il territorio come messa a disposizione del proprio ruolo: io invece ritengo che sia non solo un diritto ma persino un dovere di ogni Consigliere Regionale interessarsi alle dinamiche del suo territorio. lo non rinnego nulla di quanto sino ad oggi ho fatto per la Regione, per la Provincia di Latina e per la sua gente. Quello che ho fatto l’ho fatto con it cuore e continuerò a farlo, anche a rischio di rimetterci la mia libertà personale perché la Provincia di Latina merita la massima considerazione e non di essere il fanalino di coda della Regione”.

COSA DICEVA LA CASSAZIONE – A marzo scorso, come noto, la Corte di Cassazione aveva annullato con rinvio per un nuovo giudizio ad altro collegio del Tribunale del Riesame di Roma l’ordinanza dello stesso Riesame che aveva confermato il provvedimento del Tribunale di Latina che ha posto agli arresti domiciliari Enrico Tiero. La pronuncia era arrivata lo scorso 4 marzo.

Anche nelle motivazioni della Cassazione che ha rinviato al Riesame, il quadro accusatorio appariva solido: “Tiero – strumentalizzando il pubblico ufficio da lui ricoperto – ha accettato utilità, in cambio del suo interessamento in relazione ad alcune procedure amministrative di interesse dei privati coinvolti nelle varie vicende”.

Tuttavia, gli ermellini specificavano che “nessuno dei procedimenti amministrativi indicati negli addebiti cautelari ha comportato l’esercizio di una delle competenze tipiche del consigliere regionale o di componente di una delle commissioni di cui faceva parte il ricorrente”.

Secondo la Corte Suprema, “laddove l’atto che si ritiene condizionato dal mercimonio non rientri tra le competenze “tipiche” dell’ufficio ricoperto dal pubblico ufficiale, è allora necessario chiarire in quale modo la posizione funzionale attribuisca al pubblico ufficiale una capacità di ingerenza nelle altrui competenze”. Ecco perché al nuovo Riesame è demandato il compito di “verificare se” Tiero “abbia strumentalizzato la propria funzione, esercitando così un’ingerenza “di fatto” sulle altrui competenze tipiche e se il tema sia stato oggetto di adeguata motivazione da parte dei giudici di merito”.

L’ordinanza del Riesame impugnata “non approfondisce” l’aspetto del dare e avere tra Tiero e gli imprenditori privati: “si limita ellitticamente ad evocare solo gli “interessamenti” e le “attivazioni” del ricorrente presso altri pubblici ufficiali (che – stando alla congrua motivazione del Tribunale – vi sono stati, ma che potrebbero ben essere interpretati anche come “utilizzo di relazioni esistenti”)”.

Un punto che la Cassazione ribadisce: “l’ordinanza impugnata risulta viziata: essa non chiarisce in che cosa sia consistita l’influenza che Enrico Tiero – in quanto pubblico ufficiale e utilizzando i propri poteri o le proprie funzioni e non facendo valere solo il proprio ruolo di “esponente politico” – ha “di fatto” esercitato o tentato di esercitare sui singoli procedimenti amministrativi rispetto ai quali egli non aveva competenze dirette”. Inoltre, in riferimento ai rifiuti da gestire al Comune di Latia, non “è chiarito come il ruolo rivestito in Regione Lazio da Tiero abbia avuto o potesse avere un’influenza “di fatto” sul procedimento amministrativo di competenza di un’amministrazione comunale”. Quindi “è dunque necessario chiarire il “come” la pubblica funzione abbia consentito al pubblico ufficiale Tiero di ingerirsi “di fatto” nell’esercizio degli altrui poteri o delle altrui funzioni. Si tratta di operazione delicata, quanto necessaria”.

La Cassazione chiedeva al nuovo Riesame di chiarire se “i fatti eventualmente accertati possano essere inquadrati nella fattispecie prevista dall’art. 318 cod. pen. o in quella prevista dall’art. 346- bis cod. pen”. Tradotto: si è trattato di corruzione (318 codice penale) o traffico di influenze illecite (346 bis codice penale)?

Per quanto riguarda l’esigenza cautelare, ossia i domiciliari a cui è ristretto Tiero che hanno comportato la sospensione dalla scranno in Regione Lazio (con la decurtazione dello 40% dello “stipendio”), la Cassazione aveva fatto un cenno al fatto che “Fratone” (così come Tiero è simpaticamente conosciuto), saputo dell’inchiesta a suo carico, si adoperava per scovare le microspie nel suo ufficio: “il Tribunale ricorda come il 30 gennaio 2024, egli – avuta forse notizia delle indagini a suo carico – abbia, dapprima perquisito il proprio ufficio alla ricerca di microspie, poi si sia dedicato alla ricerca e distruzione di post- it e biglietti”.

Ad ogni modo, per la Cassazione, la motivazione del Riesame “risulta viziata, con riferimento alla attualità delle esigenze di cautela”, poiché “nel periodo di tempo successivamente trascorso” al caso microspie, “il ricorrente non risulta implicato in ulteriori vicende di rilievo penale, né in altre vicende connotate da opacità amministrativa; né, l’ordinanza impugnata evidenzia ulteriori atti di inquinamento probatorio ascrivibili al ricorrente”.

Secondo gli ermellini, “i giudici di merito avrebbero dovuto offrire una motivazione rafforzata, utile a spiegare perché – a distanza di due anni, nel corso dei quali non risulta che il ricorrente abbia commesso ulteriori episodi illeciti, benché inserito nel medesimo contesto in cui avrebbe violato la legge penale – sia indispensabile applicare una misura cautelare di natura custodiale per «recidere la fitta rete relazionale tessuta» dal ricorrente e, quindi, «ogni rapporto del medesimo con altri soggetti istituzionali ed imprenditori del territorio. Il riferimento all’inquinamento probatorio è poi caratterizzato da una motivazione eccessivamente assertiva e non corroborata da elementi di fatto; la stessa motivazione del provvedimento impugnato tradisce un incedere quasi congetturale, «non potendosi affatto escludere» che il ricorrente possa effettuare «manovre di avvicinamento ai soggetti coinvolti nel procedimento per pianificare ricostruzioni alternative di comodo sulle singole vicende contestate”.

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L’ARRESTO – Sono stati il Nucleo Investigativo del Comando Provinciale dei Carabinieri di Latina, guidato dal tenente colonnello Antonio De Lise, e militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Latina – Nucleo di Polizia Economico – Finanziaria, guidato dal tenente colonnello Nicola Davide Lorenzo, a dare esecuzione alla misura cautelare personale degli arresti domiciliari nei confronti di Enrico Tiero.

Il provvedimento cautelare scaturisce da un’attività d’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Latina e co-delegata ai Finanzieri del Nucleo PEF e ai Carabinieri del Nucleo Investigativo, che ha consentito di acquisire gravi indizi di colpevolezza in ordine a presunte condotte corruttive.

In particolare, secondo l’ipotesi accusatoria, Tiero, avvalendosi delle proprie funzioni, avrebbe agevolato le attività e gli interessi di alcuni imprenditori operanti in vari settori (commercio alimentari, sanitario, raccolta rifiuti) nell’ambito della gestione di pratiche e iter amministrativi e procedurali, a fronte di utilità, quali assunzioni lavorative e, in un caso, una somma di denaro e la sottoscrizione di schede di tesseramento a un partito politico.

Sono in tutto sette gli indagati nell’inchiesta eseguita dal Nucleo Pef della Guarda di Finanza e dal Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Latina, coordinata dai pubblici ministeri Martina Taglione e Antonio Sgarrella. Una inchiesta imponente composta da centinaia e centinaia di intercettazioni e una informativa degli investigatori. Tra gli indagati, infatti, c’è anche il direttore amministrativo dell’Icot del Gruppo Giomi, Roberto Ciceroni. Si tratta della struttura ospedaliera di Latina in cui lavora la figlia di Enrico Tiero.

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Secondo gli inquirenti, per fatti avvenuti nel 2023, Tiero avrebbe favorito, per l’appunto, una struttura sanitaria privata, l’Icot di Latina del gruppo Giomi, in cui lavora la figlia e fatto assumere conoscenti in un supermercato in cambio di favori. All’Icot, questa agevolazione avrebbe garantito ulteriori posti letto in convenzione. Un altro degli indagati è Maurizio Marasca, imprenditore e gestore del Conad a Latina dove vi sarebbe stata l’assunzione di una ragazza indicata da Tiero. Ad essere indagati, inoltre, ci sono gli imprenditori Leonardo Valle e Francesco Traversa del Gruppo Cosmari che si occupa di trattamento dei rifiuti, oltreché a Leonardo Morabito. Infine, ad essere indagato, anche l’assessore ai Rifiuti della Regione Lazio, Fabrizio Ghera. Per quanto riguarda l’imprenditore Marasca, il Gip ha escluso il capo d’imputazione riguardante lui e Tiero, rigettando la misura cautelare solo per questa accusa.

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Le indagini di Carabinieri del Nucleo Investigativo di Latina e Guardia di Finanza hanno fatto sì che a Tiero siano contestati dalla Procura pontina cinque capi d’imputazione, tanto da chiedere per lui la misura cautelare personale. L’inchiesta peraltro è partita da un approfondimento per un presunto caporalato che si sarebbe consumato nella catena Conad di Marasca. Intercettando l’imprenditore, sono venute fuori le conversazioni con il politico.

Tiero, secondo gli inquirenti, avrebbe asservito la sua funzione di consigliere regionale per ottenere utilità a suo vantaggio come, ad esempio, l’assunzione a tempo indeterminato della figlia all’Icot. In cambio, non solo posti letti in più presso due reparti, ma anche budget finanziari per gli esami diagnostici di pazienti oncologici.

Per quanto riguarda il gruppo Cosmari, che opera nel campo dei rifiuti, Tiero avrebbe agevolato un incontro tra Traversa e l’assessore regionale Ghera. Secondo le indagini, una delle società del gruppo – la Refecta – avrebbe ottenuto in affidamento, durante un periodo di emergenza dovuto alla chiusura dell’impianto Rida di Aprilia, il servizio di trattamento rifiuti. Il consigliere regionale avrebbe avuto in cambio l’assunzione di un suo segnalato e 40 tessere sottoscritte in Fratelli d’Italia.

E ancora: aiuti per far aprire una clinica dentistica con l’assunzione di una ragazza da lui segnalata; aiuti a una società – la Innova spa – che opera nel gruppo della ristorazione in campo sanitario, avendo in cambio l’assunzione di due giovani e 6mila euro tramite una terza persona.

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Il 16 ottobre, Enrico Tiero ha svolto l’interrogatorio preventivo. Il politico, così come dichiarato dai suoi legali, ha risposto alle domande e offerto la sua versione dei fatti. Tiero si era detto tranquillo al termine dell’interrogatorio. A poco più di 24 ore di distanza, il Gip ha emesso, però, l’ordinanza di arresti domiciliari che vieta all’esponente politico, conosciuto da tutto come “Fratone”, di comunicare con chiunque tramite mezzo telefonico e telematico.

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