Una lettera aperte dei gestori del “Caffè Poeta: “Uno spettacolo che contamina le arti per far ripartire Latina”
“Oggi ci sentiamo comunità. Spiego anche il motivo. La lettera che abbiamo indirizzato nei giorni scorsi all’amministrazione comunale e alla città non è caduta nel vuoto. Non era solo uno sfogo per l’ennesimo furto subito in pochissimo tempo ma era anche una proposta, un rilancio di idee su come vivere il centro della città, che resta il cuore pulsante di un luogo, dove la gente si incontra e parla di futuro.
Abbiamo ricevuto sostegno morale, telefonate, visite, spronandoci a non mollare, ad andare avanti, in nome e per conto di questa città, perché la bellezza non può essere sconfitta dalla criminalità. E il ritorno al bello è quello che chiedono la stragrande maggioranza dei latinensi, che non vogliono arrendersi a una certa piattezza che si è impadronita di questa città che tutti noi amiamo. Anche la stampa ci è stata davvero vicina, ha rimbalzato l’appello accorato che abbiamo rivolto, perché ha capito al pari di tanti altri che la città di Latina è arrivata a un punto di non ritorno. Non ci si può piegare non solo alle azioni dei delinquenti ma nemmeno alla sciatteria e all’indolenza. Se non ci fosse stato futuro non avremmo mai puntato sul Caffè Poeta, luogo iconico di tutti i latinensi, non avremmo investito tutte le nostre energie e i nostri sentimenti.
Abbiamo capito che c’è qualcosa di differente nell’aria di Latina perché qualcuno non si è limitato soltanto a farci sentire il proprio sostegno morale, che di per sé è importantissimo, perché sta a testimoniare stima e affetto attorno a un locale che è la Storia di Latina, ma è passato all’azione.
Ci ha telefonato un amico, un innamorato perso come noi di Latina, che crede che uomini e donne di buona volontà, intelligenti e sensibili, possano contribuire a far germogliare di nuovo il bello di questa città con cui molti di noi hanno un rapporto conflittuale. Ci ha proposto uno spettacolo, nel cuore di Latina, nel suo salotto più bello e identificativo della città, piazza del Popolo, ma che parte da noi, dal Caffè Poeta, sotto i portici, simbolo dell’architettura del Novecento. O meglio, non ci ha proposto solo uno spettacolo, lo ha donato a noi del Caffè Poeta, in segno di tenacia per quello che stiamo provando a fare e a costruire. È uno spettacolo che porta a riflettere, affacciato sulla piazza ma che simbolicamente ha il Caffè Poeta come palcoscenico naturale.
Lo scrittore e giornalista Gian Luca Campagna non se l’è sentita di scrivere ‘soltanto’ un articolo di sostegno alla nostra attività, è andato oltre: così domenica 13 settembre alle ore 19 sotto i portici del Caffè Poeta, abbracciando piazza del Popolo, allestiremo insieme a lui lo spettacolo ‘Le origini del tango raccontate da José Cavalcanti’, dove narrativa, teatro, danza e musica si contaminano.
Sarà 1 ora di spettacolo culturale intenso ed emozionante, che parte dal personaggio seriale dei romanzi di Gian Luca, l’anarcodetective sentimentalmente anoressico italo-argentino José Cavalcanti, protagonista di quattro suoi romanzi (di cui uno tradotto in lingua spagnola), dove la forza delle parole, delle pagine scritte, dei racconti di terre vicine e lontane, saranno accompagnate dalla chitarra e dalla fisarmonica di due musicisti come Gianluca Masaracchio e Raffaele Esposito, che daranno il ritmo ai balli dei tangueros Daniela Orlacchio e Marcelo Alvarez. È un regalo che tutti noi facciamo alla città per provare di sentirci ancora una volta davvero comunità. Gian Luca ci ha regalato questo spettacolo e noi lo regaliamo alla città, invitando tutti i cittadini a essere presenti in piazza del Popolo. Solo tutti insieme, indistintamente, si può costruire il futuro di questa città. Così invitiamo tutti in piazza del Popolo fronte Caffè Poeta domenica 13 alle ore 19. Per far sentire il nostro amore a Latina. Noi restiamo convinti che solo la bellezza potrà indicare il riscatto e la rinascita della nostra amata città”.
