Morte Lorena Isceri, Associazione Valore Donna: “Per combattere il femminicidio serve l’impegno di tutti. Presto la mostra “Mettiamoci una Pietra” nel Ministero dell’Agricoltura”
“L’appello pubblico scritto nelle scorse ore da Franco Isceri, il papà di Lorena – la donna uccisa e gettata da un cavalcavia dell’A1 dall’ex compagno –, impone una riflessione seria e quanto mai urgente sul tema del femminicidio in Italia.
Le richieste avanzate nella lettera del genitore, infatti, sono più che mai improrogabili. Come Associazione Valore Donna, già nel 2012 eravamo impegnate per gettare le basi per una legge sul femminicidio: prima lavorando a stretto contatto con il senatore Stefano Pedica, primo firmatario del testo, e poi con il senatore Luigi Li Gotti, che sosteneva le iniziative legislative del partito in materia penale e di contrasto alle discriminazioni di genere e di orientamento sessuale. Fu uno dei primi tentativi storici di introdurre norme specifiche per contrastare il fenomeno della violenza di genere nel nostro Paese, prima della successiva svolta normativa avvenuta con il decreto-legge del 2013 e con le più recenti riforme che hanno introdotto il reato di femminicidio.
Da allora il nostro impegno non si è mai fermato. Per anni abbiamo chiesto tutele per le vittime di violenza e denunciato la carenza di fondi per le strutture di accoglienza. Nel 2017 siamo state audite nella Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, nonché su ogni forma di violenza di genere, di cui faceva parte anche il senatore Claudio Moscardelli. Proprio con lui abbiamo collaborato a più riprese per promuovere eventi informativi e manifestazioni volte a sensibilizzare l’opinione pubblica, coinvolgendo non solo la città di Latina, ma l’intera provincia pontina. Tra queste iniziative spicca la campagna “Mettiamoci una pietra”, lanciata in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, durante la quale abbiamo distribuito ai commercianti del centro di Latina dei sassi rossi da esporre nelle vetrine. Fondamentale è stato anche l’incontro con l’On. Martina Semenzato, Presidente della Commissione Bicamerale sul femminicidio, per discutere l’importanza di fare rete sui territori, fare prevenzione e aiutare le donne a riconoscere i legami tossici prima che sfocino in violenze irreparabili.
Sebbene oggi le pene siano certe, infatti, per diffondere la cultura del rispetto risulta necessario l’impegno di tutti, attraverso due concetti fondamentali: l’educazione, insegnando agli uomini il rispetto delle donne e a queste ultime ad essere libere e indipendenti; e la prevenzione, a partire dalle scuole, anche elementari, trasmettendo alle future generazioni l’importanza del dialogo e della comprensione. Quando si arriva al femminicidio, infatti, è ormai troppo tardi. Per questo motivo il nostro impegno continuerà adesso con la mostra “Mettiamoci una Pietra”, in programma dal prossimo 25 novembre all’interno del Ministero dell’Agricoltura. Tutte le immagini sono realizzate da Franco Porcu, agronomo e tecnologo del CREA in servizio presso la Direzione generale dell’economia montana e delle foreste del MASAF”.
