PARCO FALCONE E BORSELLINO, IL PD CHIEDE CHIAREZZA: “LATINA AMMINISTRATA NEL SILENZIO”

Parco Falcone e Borsellino, il PD chiede chiarezza: “Tombini storici rimossi e nessuna risposta. Latina non può essere amministrata nel silenzio”

La vicenda dei tombini storici rimossi durante i lavori di riqualificazione del Parco Falcone e Borsellino non può essere liquidata come una questione marginale. Quei manufatti facevano parte da decenni del paesaggio urbano della città e la loro mancata ricollocazione ha legittimamente suscitato interrogativi tra cittadini, associazioni e comitati.

A oggi resta necessario sapere con certezza dove siano custoditi, in quali condizioni si trovino e quale destinazione l’Amministrazione abbia previsto per loro.

“Non stiamo discutendo semplicemente di alcuni tombini – dichiarano il segretario del Partito Democratico di Latina, Marco Cepollaro, e il responsabile Urbanistica della Segreteria, Giampaolo Torselli – ma del modo in cui questa Amministrazione concepisce la tutela del patrimonio pubblico e il rapporto con la città. Le rassicurazioni verbali non bastano. Quando cittadini e associazioni pongono domande precise su beni rimossi nell’ambito di un’opera pubblica, la Giunta ha il dovere di fornire risposte altrettanto precise”.

La questione assume un significato ancora maggiore perché si inserisce nel più ampio intervento di riqualificazione del Parco Falcone e Borsellino, un’opera importante per Latina, accompagnata nel corso della sua realizzazione da modifiche progettuali e da diverse criticità sollevate pubblicamente anche dopo la riapertura.

“Proprio perché parliamo di uno degli interventi più significativi realizzati negli ultimi anni, l’Amministrazione dovrebbe essere la prima ad avere interesse a garantire la massima trasparenza. Occorre spiegare alla città quali criticità siano emerse durante i lavori, quali modifiche siano state apportate rispetto al progetto iniziale, come siano state affrontate e quali interventi restino ancora da completare o verificare”.

Per il Partito Democratico la vicenda pone, però, una questione ancora più ampia.

“Latina si avvicina al Centenario del 2032 e non può farlo senza una politica seria e organica di tutela della propria storia urbana. Questo non ha nulla a che vedere con nostalgie o letture ideologiche del passato. Una città adulta conosce la propria storia, la conserva, la interpreta e la consegna alle generazioni successive”.

La tutela deve quindi essere a 360 gradi: dal patrimonio architettonico agli spazi verdi, dalla qualità degli interventi urbanistici alla cura delle periferie, fino agli elementi materiali che testimoniano l’evoluzione della città.

“Serve un metodo nuovo. Ogni intervento pubblico che interessi manufatti o elementi di valore storico deve prevederne censimento, tracciabilità, conservazione e, quando possibile, ricollocazione. Non possiamo accorgerci di ciò che abbiamo perso soltanto dopo che è stato rimosso”.

“Il Parco Falcone e Borsellino è un luogo centrale nella vita e nell’identità di Latina. Dopo anni di lavori e un investimento pubblico così rilevante, la città ha il diritto non soltanto di usufruirne, ma anche di conoscere fino in fondo come quell’intervento è stato realizzato”.

“Il problema politico è proprio questo: troppo spesso questa Giunta considera il confronto con cittadini e associazioni come un fastidio anziché come una componente essenziale del governo della città. Noi pensiamo l’esatto contrario. Chi amministra deve spiegare le proprie scelte, rispondere alle domande e assumersi la responsabilità di ciò che fa. Soprattutto quando si interviene sulla storia, sul patrimonio e sui luoghi che appartengono a tutta Latina”.

Marco Cepollaro, segretario del Partito Democratico di Latina

Giampaolo Torselli, responsabile Urbanistica della Segreteria

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