Europa Verde presenta una interpellanza per chiedere chiarimenti sul Programma Integrato d’Intervento di Scafa di Ponte dopo l’approvazione dello stesso da parte della Regione Lazio con modifiche, prescrizioni, condizioni e raccomandazioni.
Dopo la discussione e la votazioni delle Osservazioni avvenuta nella seduta di Consiglio Comunale del 16 Aprile 2024, la nuova lottizzazione di Scafa di Ponte ha proseguito il suo iter autorizzativo e con la Deliberazione n.22 del 22 gennaio 2026, la Regione Lazio ha provveduto all’approvazione con modifiche, prescrizioni, condizioni e raccomandazioni del Programma Integrato Programma Integrato di intervento in variante al Piano Regolatore vigente, in località “Scafa di Ponte” L.R. 36/1987.
A riguardo, nei giorni scorsi, Europa Verde ha protocollato una richiesta di accesso agli atti ed una interpellanza con una richiesta di chiarimenti rivolta all’Amministrazione comunale.
“Ricordiamo che l’intervento prevede una nuova edificazione di ben 53.000 metri cubi resa possibile da una variante urbanistica che in sostanza estende l’area edificabile dagli originari 3.695 metri quadri previsti dal Piano Regolatore Generale (PRG) alla bellezza di 54.302 metri quadri, che vengono sottratti ai 134.216 metri quadri della originaria destinazione d’uso a verde pubblico, in cambio sostanzialmente di un parco attrezzato di 88.682 metri quadri, distante 12 chilometri dalla città, raggiungibile solo in macchina, che sarà deserto per almeno 9 mesi l’anno e collocato in una zona pericolosa dal punto di vista idrogeologico (PAI), di 7240 metri quadri destinati a parcheggi pubblici e della realizzazione del primo tratto, quello di pertinenza di questo programma di intervento, della strada di collegamento, prevista da PRG, tra la ex provinciale di San Felice Circeo e la Pontina, che non si sa, se, e come, sarà mai interamente realizzata visto che essa pure ricade quasi interamente in zona A2 a tutela integrale da PAI (Piano di assetto idrogeologico) e il secondo tratto è in carico ad un altro Programma integrato di intervento che, ad oggi, risulta archiviato per non aver superato la fase di Valutazione Ambientale Strategica (VAS)”.
Nell’interpellanza, Europa Verde, sulla base degli atti e delle prescrizioni e raccomandazioni prodotte dalla Regione Lazio, chiede all’Amministrazione di chiarire una serie di questioni, tra cui le più rilevanti riguardano:
– l’evidenza dell’istruttoria, fatta dal Comune, per la valutazione analitica ed aggiornata dei costi/benefici del Programma Integrato d’Intervento, che in base alla Legge Regionale Lazio n. 22/1997 dovrebbe dimostrare dettagliatamente l’effettiva rispondenza all’interesse pubblico dell’intervento;
– se sono state stimati gli impegni e con quali risorse economiche il Comune intende ottemperare alle molteplici e rilevanti prescrizioni, condizioni e raccomandazioni contenute nella Deliberazione n.22 del 22 gennaio 2026 della Regione Lazio che comportano il potenziamento/realizzazione e manutenzione delle infrastrutture pubbliche (strade, reti, marciapiedi, illuminazione, depuratori, etc) e dei servizi (trasporti, mobilità, raccolta rifiuti, inserimento dell’area nel Piano di protezione civile, etc), in un’area della città già in forte sofferenza visto il consistente afflusso estivo di turisti e gli ulteriori programmi di intervento previsti. Opere pubbliche e servizi pubblici che costituiscono elemento essenziale ai fini del raggiungimento della riqualificazione urbanistica dell’area che è uno dei principali obiettivi dello strumento del Programma Integrato d’Intervento;
– le ragioni che hanno condotto l’Ente ad approvare un Programma d’Intervento, in zona C5, con una dotazione di standard ordinari minima e di molto inferiore a quella ipotizzata dal PRG per la zona in esame. Ciò alla luce dell’impatto notevole, che il calcolo della quota di standard ordinari ed extra-ordinari ha sulla parte di parco pubblico che viene effettivamente ceduta al Comune dal proponente;
– come l’Ente intende ottemperare ad una serie di importanti raccomandazioni e prescrizioni di sua competenza, contenute in particolare nella determinazione n. G00932 della Regione Lazio del 31.01.2022 di non assoggettabilità a VAS (Valutazione Ambientale Strategica) e che riguardano, ad esempio che: venga verificata la sostenibilità socio-economica nella definizione della convenienza pubblico privata e nella quantificazione del contributo straordinario, secondo quanto previsto nel regolamento comunale “Criteri e procedure per l’attuazione dei programmi complessi di iniziativa privata”, assicurando che la stessa possa garantire la realizzazione e la manutenzione del parco urbano per almeno 4 anni; venga garantita la contestuale realizzazione dell’intero collegamento viario tra la SP Badino e la SS Pontina, quale condizione di sostenibilità sia per l’accessibilità al Programma che per il decongestionamento del sistema viabilistico; venga verificato se l’acquedotto, la rete fognaria e i relativi depuratori siano opportunamente dimensionati per l’incremento insediativo generato dal Programma in esame, anche in relazione alle fluttuazioni della popolazione nei periodi di maggiore affluenza turistica ed alla luce di eventuali ulteriori aumenti del carico insediativo previsti da altri piani limitrofi.
Molte delle prescrizioni e delle raccomandazione della Regione sono rivolte al Comune e non possono certamente essere superate riportandole come prescrizioni, a carico del proponente, da rispettare in sede di rilascio del Permesso di Costruire Convenzionato (art. 28/bis DPR 380/2001), ma debbono essere affrontate e risolte prima, se non si vuole correre il rischio di andare ad aumentare le criticità e le carenze già esistenti in quell’area, in termini di infrastrutture e servizi comunali. Un’area del PRG caratterizzata da 2 comparti il C4 ed il C5 che prevedevano un insediamento complessivo di 11.190 abitanti, ampiamente superato, senza considerare il sovrappopolamento estivo. Comparti oggi completamente saturi con una cubatura da piano di 895.000 metri cubi completamente realizzata e standard da piano di 786.000 metri quadri (quasi un KM quadrato di area) completamente mancanti.
“Vista la rilevanza in termini di nuova cubatura e l’impatto sul territorio del Programma di Intervento in esame, e gli impegni richiesti all’Amministrazione per assicurare la sua realizzabilità, riteniamo che sia necessario far luce su tutti gli aspetti che riguardano la sua convenienza per la collettività e la reale possibilità di soddisfare l’obiettivo della riqualificazione urbanistica dell’area, e non invece rischiare di andare ad aumentare le criticità già esistenti, in quell’area, in termini di: viabilità, mobilità, trasporti, rete fognaria, acquedotto, deflusso delle acque chiare, sicurezza idraulica, raccolta dei rifiuti.
Dopo aver valutato accuratamente la documentazione disponibile, riteniamo, che con la lottizzazione di Scafa di Ponte, siamo purtroppo di fronte alla solita variante urbanistica, per cui in cambio di non molto per la collettività: un pezzo di parco, un pezzo di strada di incerta completa realizzazione ed un certo numero di parcheggi pubblici (utili come il pane ma non a 12 km dal centro città), si acconsente alla edificazione dell’ennesimo insediamento residenziale di seconde case estive, disabitato per 9 mesi l’anno, che da 60 anni caratterizza la disordinata espansione urbanistica ai lati della litoranea che collega Terracina con San Felice Circeo. In sostanza un altro “residence” privato, l’ennesimo, con verde pubblico, strade e illuminazione realizzate all’interno delle lottizzazioni, che il Comune di Terracina non ha mai preso in carico, e che non determinerà alcuna reale riqualificazione urbanistica dell’area. Quando magari il contributo straordinario, dovuto al Comune, potrebbe essere monetizzato e utilizzato proprio per adeguare le infrastrutture e i servizi pubblici di tutta l’area e non compensato con un pezzo di parco, qualche parcheggio ed un pezzo di strada, inutili.
Una Amministrazione che, come le precedenti, continua a subire, in modo passivo, e per scelta politica, l’iniziativa del privato che con lo strumento dei Programmi integrati di intervento va alla ricerca delle ultime residue aree destinate a verde della Città per proporre varianti urbanistiche lucrose. Una Amministrazione che come quella che l’hanno preceduta, non dimostra alcuna capacità di guidare lo sviluppo e la gestione del territorio, di decidere e far rispettare le regole e le opere pubbliche da fare, di attuare piani di recupero e procedure di esproprio per l’acquisizione degli standard ai sensi del D.M. n. 1444/1968, pianificando, recuperando e impegnando risorse. Un atteggiamento che negli ultimi decenni ha determinato uno sviluppo urbanistico incontrollato, disordinato ed in gran parte abusivo, con previsioni di PRG fortemente compromesse con la quasi totale saturazione delle potenzialità residenziali di PRG e la perdita di milioni di metri quadri di standard urbanistici per verde, parcheggi e servizi, spariti letteralmente nel nulla. Una Città che ha visto in questi 20 anni, pianificazioni in variante al PRG (C2, Nord-Ovest, 4 Stagioni) di difficile attuazione e i disastri del Piano di Recupero Urbano (PRU) del Calcatore e del Centro servizi Arene 1, con opere pubbliche che dovevano essere realizzate dal privato, in cambio della variante, e che i cittadini ancora aspettano dopo 20 anni.
Ci auguriamo che diversamente dalle interpellanze di Europa Verde sul PRU Calcatore e sul Piano di zona Arene 1 che attendono risposta da oltre 2 anni, nonostante diversi nostri solleciti, l’Amministrazione voglia rispondere a questa interpellanza nei 15 giorni previsti dal Regolamento del Consiglio Comunale dando la possibilità di poter portare questo tema all’attenzione dell’Aula e dei cittadini, che meritano chiarezza e trasparenza”. Così, in una nota, Gabriele Subiaco, Consigliere Comunale Europa Verde Terracina e Consigliere Nazionale di Europa Verde.
