Dalla commissione Trasparenza emergono nuovi elementi e restano interrogativi su procedure e scelte dell’amministrazione
L’Atletico Pontinia esce dalla porta e rientra dalla finestra: esclusa dal bando ventennale l’ATI con la Hss Consulting di Silvano Morandi, già Ad di Acqualatina. Ma l’Atletico rimane in fase di verifica per l’aggiudicazione del bando ponte
La questione dell’affidamento dello Stadio Francioni e del complesso sportivo Gino Bondioli è approdata questa mattina nella sede istituzionale della commissione Trasparenza, convocata dalla presidente Maria Grazia Ciolfi dopo il confronto, anche aspro, sviluppatosi nelle ultime settimane sulla stampa tra il Comune e il Latina Calcio 1932.
Una seduta lunga e articolata nel corso della quale, documenti alla mano, sono emersi elementi nuovi e sono arrivate alcune risposte dagli uffici. Risposte che, come sottolineano i gruppi di opposizione, avrebbero dovuto essere fornite nelle sedi istituzionali e non affidate soltanto a comunicati e conferenze stampa.

La prima novità riguarda il bando per la concessione ventennale del Francioni e del Bondioli: “L’unico operatore che aveva presentato un’offerta, l’ATI composta da ASD Atletico Pontinia e HSS Consulting di Silvano Morandi, già amministratore delegato di Acqualatina nel 2008 negli anni in cui il partito di Maietta aveva mire su Acqualatina che culminarono con la caduta dell’amministrazione Di Giorgi, è stata esclusa per carenza documentale”, spiegano i consiglieri di LBC, PD, M5S e Per Latina 2032. “In commissione, la dirigente al Patrimonio Alessandra Pacifico ha indicato erroneamente la società SSH Srl. La procedura, dunque, non sarà aggiudicata e dovrà essere riproposta”.
Parallelamente, per il bando ponte relativo alla stagione 2026/2027 è arrivata una sola domanda presentata dall’ASD Atletico Pontinia e sono tuttora in corso le verifiche sui requisiti. “Si tratta di società sportiva che non ha il titolo di una prima squadra”, puntualizzano i consiglieri.
È proprio questo uno degli elementi che l’opposizione ritiene necessario approfondire: “Lo stesso soggetto che ha partecipato alla gara ventennale, venendo poi escluso, – spiegano – è oggi l’unico operatore in fase di verifica per la procedura ponte. Nessuna conclusione può essere tratta in assenza dell’esito delle verifiche, ma il dato merita la massima attenzione istituzionale”.
“Questa commissione è stata utile – continuano – perché finalmente abbiamo potuto riportare la discussione dagli organi di informazione alle sedi istituzionali. Non diciamo che i bandi siano illegittimi perché non spetta a noi e non è questo ciò che è emerso oggi. Diciamo però che sono state evidenziate criticità e scelte amministrative sulle quali è doveroso fare chiarezza”.
Nel corso della seduta la dirigente Pacifico ha spiegato che le contestazioni formulate dal Latina Calcio nelle istanze di annullamento in autotutela sono state ritenute infondate. “Prendiamo atto delle valutazioni espresse dagli uffici – affermano i gruppi di opposizione – ma non possiamo limitarci a questo senza verificare il contenuto delle contestazioni alla luce degli atti di gara”.
Al tempo stesso, la discussione ha evidenziato come il bando ventennale presenti condizioni e oneri particolarmente impegnativi per il futuro concessionario: dal canone annuo di 75mila euro agli obblighi di manutenzione straordinaria e ordinaria, fino alla questione urbanistica relativa al Bondioli, la cui destinazione attuale è rurale e la documentazione di gara contempla anche la necessità di una variante urbanistica a carico del gestore.
“Il problema non è mettere in discussione la necessità di una concessione pluriennale – osservano i consiglieri – ma chiedersi se il bando sia stato costruito in modo da garantire una reale apertura alla concorrenza e una platea adeguata di operatori. Se a una gara ventennale così importante partecipa un solo soggetto e quello stesso soggetto viene poi escluso, evidentemente una riflessione sulla sostenibilità e sull’impostazione della procedura va fatta”.
Altre perplessità riguardano la procedura ponte. Gli uffici hanno spiegato che, alla scadenza della precedente concessione, l’evidenza pubblica era necessaria per l’affidamento dell’impianto. “Perché dopo anni nei quali l’evidenza pubblica non è stata utilizzata con continuità, alla scadenza della concessione temporanea non si è valutata una soluzione diversa, ad esempio il rientro nella disponibilità comunale della struttura e una concessione in uso secondo il regolamento, nelle more della nuova gara ventennale?” chiede l’opposizione.
“È necessario capire perché si sia scelto proprio il bando ponte e con quali valutazioni, come chiesto anche dal consigliere di Noi Moderati Emiliano Licata. Soprattutto perché al concessionario temporaneo viene richiesto, per un periodo massimo di dodici mesi, di farsi carico anche della manutenzione straordinaria. Una condizione che rischia di restringere ulteriormente la platea degli operatori interessati”.
Un ulteriore elemento da chiarire riguarda la durata della concessione ponte. “Nella determina a contrarre – spiegano i consiglieri di minoranza – si fa riferimento alla stagione sportiva 2026/2027, mentre viene prevista anche una garanzia fideiussoria collegata a un eventuale tacito rinnovo. Su questo punto serve una risposta chiara: la concessione è limitata alla stagione 2026/2027 oppure è previsto un meccanismo di rinnovo? Delle due l’una”.
È proprio sul tema della coerenza nell’applicazione dei criteri che per l’opposizione emerge il nodo politico più generale e critico della vicenda: il rischio di un sistema a due pesi e due misure. “Non possiamo accettare che requisiti e principi vengano applicati a seconda delle situazioni. Se l’assenza di morosità è un requisito necessario per partecipare a una concessione importante come quella del Francioni, come è giusto che sia, deve diventare un criterio applicato in maniera coerente a tutti gli affidamenti degli impianti sportivi comunali”.
L’opposizione richiama a tal proposito la vicenda del Palaboxe, già sollevata dalla capogruppo del Pd Valeria Campagna e sulla quale il Consiglio di Stato ha sospeso l’aggiudicazione rinviando la questione alle successive valutazioni giudiziarie. “Non stiamo sostenendo che le situazioni siano identiche” precisano i consiglieri. “Chiediamo però quale sia il criterio generale dell’amministrazione e perché alcuni requisiti vengano valorizzati in determinate procedure e non in altre. Lo stesso principio vale per gli altri impianti sportivi comunali, a partire dalla piscina”.
“Il mancato perfezionamento della gara ventennale ora deve rappresentare l’occasione per correggere il tiro» aggiungono. «Il fatto che la prima gara non sia arrivata all’aggiudicazione non deve essere visto soltanto come un incidente di percorso. È motivo per rivedere il bando, renderlo più sostenibile e ampliare la platea dei possibili partecipanti, come è stato fatto in altre procedure, ad esempio per il campo sportivo Vincenzo D’Amico”.
Un ultimo elemento riferito dagli uffici riguarda la segnalazione presentata dal Latina Calcio all’ANAC, alla quale il Comune ha già fornito una propria relazione. “Anche su questo non vogliamo anticipare conclusioni. Attendiamo di capire se l’Autorità deciderà di avviare o meno un procedimento di verifica sulle procedure”.
Alla commissione era stata convocata anche la segretaria generale nella sua qualità di responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza. La Macrì ha comunicato la propria indisponibilità per la seduta odierna, dando tuttavia disponibilità a partecipare a una successiva convocazione. “Riteniamo importante che anche questo passaggio venga affrontato. Parliamo di una procedura europea di durata ventennale, relativa a beni pubblici di grande rilevanza e accompagnata da un dibattito pubblico molto acceso. È quindi necessario che tutti i livelli di controllo e garanzia siano messi nelle condizioni di svolgere pienamente il proprio ruolo”.
“Restano ancora molte domande, sollevate anche dai tifosi, alle quali la seduta odierna non ha dato risposta. Non tutti i punti sono stati chiariti e resta da verificare il contenuto degli atti, a partire dai rilievi formulati dal Latina Calcio nelle istanze di revoca e annullamento in autotutela dei bandi, che abbiamo potuto acquisire soltanto oggi dopo una specifica richiesta già inoltrata agli uffici due giorni fa”.
Tra le questioni aperte, l’opposizione condivide in particolare l’interrogativo posto anche dalla curva del Latina Calcio sulla temporalità delle due procedure: “Quando è stata decisa la gara ponte, cosa sapeva già l’amministrazione? A che punto era la prima gara e quali elementi erano già conosciuti quando è stata avviata la seconda procedura?”.
“È una domanda che riteniamo legittima e che va chiarita ricostruendo con precisione tempi, atti e informazioni disponibili nei diversi momenti. Ciò che ci preoccupa e ci preme è comprendere quale sarà il futuro della squadra della nostra città”.
“Nell’attesa di una nuova convocazione e di affrontare la verifica della partita dare-avere tra Comune e Latina Calcio in commissione Bilancio e Patrimonio, – concludono i consiglieri – ci auguriamo che il Comune faccia tesoro di quanto emerso oggi, superando le contraddizioni e garantendo criteri uniformi, procedure realmente aperte e condizioni sostenibili per la gestione degli impianti sportivi comunali”.
