LA COLLINA DI NORMA CARBONIZZATA: “FINITA LA BONIFICA, RESTA IL DANNO ENORME”

Sono finite a Norma le operazioni di bonifica del territorio dopo il maxi incendio che ha devastato ettari di bosco, arrivando a coinvolgere anche il parco archeologico. Il danno ambientale è enorme.

“Sono terminate le operazioni di bonifica, sia con i mezzi aerei sia con quelli a terra, grazie al lavoro dei Vigili del Fuoco e della Protezione Civile”, spiega sui social il sindaco Andrea Dall’Omo.

“Possiamo finalmente dire che termina un incubo che ci ha tenuti impegnati per tre giorni e che, purtroppo, lascia un danno enorme al nostro patrimonio boschivo. È un incendio che si aggiunge a quelli che, nelle scorse settimane e anche in questi giorni, hanno interessato diversi comuni del nostro territorio e che ci obbliga ancora una volta a confrontarci con quanto sia fragile il patrimonio ambientale che abbiamo il dovere di proteggere.

Quello che abbiamo vissuto è stato un lavoro enorme, portato avanti dai Vigili del Fuoco e dai volontari della Protezione Civile di Norma, insieme alle Protezioni Civili dei paesi limitrofi. Ed è davvero disarmante quanto utilizziamo con disinvoltura la parola “volontari”.

Perché dietro quella parola ci sono persone che, per oltre 40 ore ore, hanno lavorato senza praticamente fermarsi. Persone che hanno affrontato il sonno, la fatica, il caldo e la difficoltà di operare in condizioni complicate, senza mollare un millimetro. Hanno continuato a lavorare quando sarebbe stato comprensibile essere stanchi, e ancora una volta hanno difeso il nostro territorio e salvato una parte importante del nostro paese.

In questi giorni ho letto molti commenti e, insieme a tanti messaggi di sostegno, anche teorie piuttosto assurde, consigli dati da persone che conoscono poco o nulla di prevenzione e gestione delle emergenze e, come sempre accade in queste situazioni, anche i soliti complottismi.

Credo però che su certe questioni sia necessario fermarsi un attimo e ragionare sui fatti. Un’autocombustione non può spiegare un incendio che si sviluppa in piena notte, in un’area archeologica chiusa ai mezzi e in un punto non raggiungibile se non a piedi. Sono elementi sui quali è giusto riflettere.

Chi ha le competenze sta facendo le proprie valutazioni e le proprie verifiche e sarà il lavoro degli organi preposti a stabilire cosa sia accaduto. Noi dobbiamo avere fiducia in questo lavoro e lasciare che siano i fatti, e non le supposizioni, a parlare.

Ma quello che rimane di questi tre giorni non è soltanto la puzza del fumo sulla nostra pelle, che purtroppo non andrà via velocemente. Rimangono soprattutto le persone.

Rimangono i vigili del fuoco, i carabinieri e quei volontari che hanno trascorso ore sul fronte dell’incendio, rimangono le tante persone che in modi diversi hanno dato il proprio contributo, anche semplicemente condividendo una bottiglietta d’acqua. Rimangono i colleghi sindaci che ci hanno chiamato per sapere come stavamo e se avevamo bisogno di qualcosa, tutte le persone impegnate nella valorizzazione del Parco Archeologico che da subito hanno dato la loro disponibilità per un ritorno alla normalità. E credo che sia proprio questo l’aspetto più importante da cui ripartire.

Perché in mezzo alla difficoltà, alla paura e alla stanchezza, quello che abbiamo visto è stato un paese fatto di persone che hanno scelto di esserci. Persone che continuano a credere che qualcosa di possibile possa ancora esistere e che, quando serve, mettono a disposizione il proprio tempo e le proprie energie per gli altri.

Da qui dobbiamo ripartire. Intensificando il lavoro sulla prevenzione, sulla cura del territorio e sulla capacità di affrontare emergenze che, purtroppo, sembrano essere sempre più frequenti. E soprattutto senza prestare il fianco a chi, per un proprio interesse o per convenienza, è disposto a mettere a repentaglio un intero territorio.

Il nostro compito è proteggere Norma, il suo patrimonio ambientale, il suo bosco, la sua storia. E per farlo dobbiamo continuare a lavorare, insieme a tutte quelle persone che in questi giorni hanno dimostrato, con i fatti e non con le parole, di avere davvero a cuore questo paese. Ripartiamo da loro. Ripartiamo dalle persone”.

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