STRONCATI DALLA ESALAZIONI DI MONOSSIDO DI CARBONIO: TRAGEDIA PER FRANCESCO DI FAZIO E STEFANO TULLIO

Un uomo di 31 anni, di Fondi, Francesco Di Fazio, e un ragazzo di 15 anni, di Lenola, Stefano Tullio, sono stati trovati morti ieri mattina ad Allumiere, comune in provincia di Roma. 

I due corpi sono stati trovati intorno alle 12.30 all’interno di uno stand gastronomico allestito in viale Garibaldi in occasione del palio delle contrade. A intervenire sul posto sono stati i Carabinieri. Nell’area sono arrivati anche gli operatori del Servizio prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro, impegnati negli accertamenti.

I due morti sono stati trovati all’interno del gazebo utilizzato per la vendita di salsicce e porchetta. Di Fazio e Tullio, arrivati in paese in occasione della manifestazione, avevano trascorso la notte all’interno della struttura, dove si erano sistemati per dormire. A provocare il decesso, secondo i primi accertamenti, sarebbero state le esalazioni di monossido di carbonio. Entrambi lavoravano per contro della Panineria Incontro 2.0 di Fondi.

Sono intervenuti i soccorritori e le forze dell’ordine; effettuati i primi rilievi e avviati gli accertamenti per ricostruire con precisione quanto accaduto.

Il monossido di carbonio potrebbe essersi sprigionato all’interno del gazebo attraverso un generatore di corrente a motore, trasformando in una trappola mortale il luogo nel quale i due ambulanti stavano riposando.

Le esalazioni prodotte dal dispositivo potrebbero aver saturato l’ambiente, provocando l’intossicazione fatale. Lo stand è stato posto sotto sequestro mentre i Carabinieri hanno effettuato i rilievi per ricostruire quanto accaduto. A Fondi la Panineria Incontro 2.0, dove i due lavoravano, è un esercizio commerciale noto a tutti e il titolare, Rosario De Filippis, si è recato ad Allumiere non appena saputo della tragedia.

“Siamo vicini alle famiglie di Stefano e di Francesco che sono state strappati alla gioia della vita in così giovane età durante la Fiera di Allumiere. Siamo altresì vicini come Associazione Nazionale Ambulanti -UGL al titolare della Ditta, nostro socio, che si trova coinvolto in una tragedia conseguente ai ritmi del duro lavoro ambulante”.

“Solo chi non conosce i sacrifici a cui si sottopongo gli ambulanti per esercitare la loro attività nei mercati e nelle fiere può lasciarsi andare a giudizi affrettati o superficiali. C’è bisogno di maggior rispetto per una categoria stressata dai vertiginosi aumenti del carburante, dal caldo torrido che ha desertificato i mercati e le fiere, e dalle difficoltà delle famiglie. In queste condizioni si cerca di ridurre al minimo gli altri costi di gestione e forse Stefano e Francesco hanno deciso di passare la notte nel furgone per evitare altri costi di albergo. E questo atteggiamento ammirevole gli è stato fatale”.

“Le Istituzioni tutte lavorino per migliorare le condizioni reali in cui lavorano gli ambulanti e li aiutino a superare il grave momento di crisi e si adoperino per essere vicine alle famiglie di Stefano e Francesco, al titolare della Ditta. Ora è il momento in cui non possono e non devono essere lasciate nel loro immenso dolore”.

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