IMBRATTATA LA TARGA DEL PARTIGIANO DI SS. COSMA E DAMIANO

Un nuovo episodio di intolleranza politica torna a colpire i luoghi della memoria cittadina a Roma e un partigiano originario di Santi Cosma e Damiano

Nel territorio del Municipio VI è stata imbrattata e danneggiata la targa commemorativa intitolata ad Antonio Ambroselli, partigiano e figura di riferimento della Resistenza locale, nato a Santi Cosma e Damiano.

L’atto vandalico ha subito provocato una dura reazione da parte del Campidoglio e delle associazioni del territorio, scatenate di fronte a uno sfregio giunto a distanza di pochissimi mesi dalla sua inaugurazione ufficiale.

A rendere noto l’accaduto e a stigmatizzare il gesto è stato l’assessore capitolino alla Cultura e al coordinamento delle iniziative per la Giornata della Memoria, Massimiliano Smeriglio.

“La targa dedicata al partigiano Antonio Ambroselli nel Municipio VI è stata imbrattata con un vile atto di matrice fascista. Interverremo prontamente per ripristinare la lapide, a tutela della verità storica e in difesa dell’antifascismo, valore fondante della nostra Repubblica. Avevamo scoperto questa targa soltanto pochi mesi fa insieme ai familiari di Ambroselli e all’Anpi di zona, che sta svolgendo un lavoro straordinario sul territorio. Da parte nostra non ci sarà alcun passo indietro: abbiamo già allertato la Polizia Locale e ci auguriamo che si metta la parola fine a questi gesti codardi”, ha detto Massimiliano Smeriglio, Assessore alla Cultura di Roma Capitale.

La polizia locale di Roma Capitale ha avviato gli accertamenti di rito e la verifica delle immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona per individuare i responsabili del gesto, mentre i tecnici comunali sono stati preposti alle operazioni di pulizia e completo ripristino della targa commemorativa.

Antonio Ambroselli, nato il 12 marzo 1915, faceva parte della Banda Il maresciallo Antonio Ambroselli, nato a Santi Cosma e Damiano in provincia di Latina il 12 marzo 1915, faceva parte della Banda Partigiana che operava nella stazione ferroviaria di Roma Tiburtina e liberò centinaia di deportati, prima di essere internato nel campo tedesco di Armi VII e nelle Officine Ernesto Breda a Roma. È stato nominato “Giusto tra i Giusti”. Morto a Roma il 1 aprile 1975.

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