AFFITTI ASBUC A CORI, LA MAGGIORANZA REPLICA A SILVI

In merito alla diffida a firma della consigliera di minoranza Germana Silvi relativa al mancato incasso dei canoni di concessione dei lavatoi di Giulianello destinati, a far data dal 2012, a sede legale dell’Ente Esponenziale ASBUC di Giulianello, “si evidenzia come, anche su questo argomento, si cerca di distorcere un percorso ultradecennale con il quale il Comune di Cori e la comunità di Giulianello hanno ricondotto a legalità la gestione delle liquidazioni dei diritti di uso civico dal 1993 sino all’istituzione dell’ASBUC nel 2012”.

“Denunciare il mancato incasso dei canoni di concessione dei locali ASBUC denota la totale assenza di conoscenza da parte della rappresentanza di centrodestra, in particolare dei consiglieri di Cori, di una vicenda così complessa e importante per la comunità di Giulianello. Essi in tutto questo lungo periodo hanno trattato l’argomento in modo strumentale e solo su sollecitazione dei soliti noti di Giulianello che contestano politicamente il percorso.

Ciò è quanto emerge dall’affermazione della consigliera Silvi che considera l’ASBUC: “… una società registrata nel Registro delle Imprese della Camera di Commercio di Roma e che quasi tutti i beni di proprietà ricadono nel comune di Artena”.

E poi: “Ancora più paradossale se pensiamo che l’ASBUC possiede un patrimonio immobiliare di circa 3 milioni di euro ed incassa le liquidazione degli usi civici, calcolati in milioni di euro”.

Nonostante la Silvi sieda in consiglio comunale da quasi 10 anni, non ha contezza di quella che è la materia degli usi civici, la natura giuridica degli Enti esponenziali a seguito delle importanti modifiche introdotte dalla legge 168/2017 sulla natura giuridica degli stessi ma, soprattutto, non ha minimamente sentito il bisogno di conoscere come il Comune di Cori abbia giuridicamente permesso alla comunità di Giulianello di ottenere il patrimonio immobiliare oggi sbandierato solo per amplificare quest’ulteriore attacco strumentale.

Infatti, dopo la lunghissima battaglia con il feudatario iniziata agli inizi del ‘900 e conclusasi solamente nel 1993, con la nota sentenza della Corte di Cassazione che rigettava il ricorso degli eredi Sbardella contro la sentenza della Corte di appello di Roma con cui veniva riconosciuta l’esistenza dei diritti di uso civico su tutto il territorio dell’”Ex Feudo de Iuliano”, la comunità di Giulianello si ritrovava nuovamente privata dei propri diritti ma, questa volta, a causa della gestione illegittima perpetrata durante la consiliatura Bianchi dal Comune di Cori, che svincolò tutte le somme sino ad allora incassate dal Comune per conto della comunità di Giulianello.

Questa situazione, sicuramente paradossale usando le parole odierne della Silvi, fu superata solamente con la richiesta di istituzione dell’Ente autonomo dell’ASBUC.

A tal proposito non può sottacersi come la stessa Regione Lazio evidenziò dubbi sulla possibilità di istituzione dell’Ente Esponenziale poiché, nonostante le importanti liquidazioni già corrisposte dai privati – all’atto dell’istituzione dell’ASBUC ammontavano a oltre 1 milione e centomila euro – la comunità era priva anche di un centimetro di terreno.

Venendo al tema odierno, fu proprio per garantire una sede legale all’Ente che si decise di concedere i locali dell’ex mattatoio, peraltro unico patrimonio comunale libero sul territorio della frazione di Giulianello (Non che ce ne siano molti di più considerando che la delegazione comunale si trova in un locale privato).

Con grandissima difficoltà, soprattutto per gli impatti sul bilancio comunale, le varie giunte, succedutesi dal 2012 a oggi, hanno cercato una soluzione per permettere al Comune di Cori di restituire quanto incassato per conto della comunità di Giulianello e utilizzato in gran parte impropriamente nel bilancio corrente.

Come noto alla consigliera Silvi, la soluzione venne trovata nel 2022 con l’accordo che prevedeva la restituzione del solo capitale, senza interessi, incassato dal comune di Cori con una dilazione in 30 anni anch’essa senza interessi. Ma non è tutto.

Come ben noto alla comunità di Giulianello, a fronte della restituzione di tutto il capitale incassato dal Comune di Cori dal 1993 al 2012, l’ASBUC di Giulianello si impegnava al momento dell’accordo a reinvestire parte delle somme restituite nell’acquisto di un immobile tale da poter soddisfare anche le esigenze legate agli uffici della delegazione di Giulianello, così da permettere al Comune di Cori di lasciare i locali del privato.

Questa è la premessa che ha portato all’acquisto dell’immobile denominato “Stallone” da parte dell’ASBUC nel 2022.

Non verrà toccato il tema delle vicende giudiziarie dell’immobile che sono insorte su denunce dei referenti politici del centrodestra di Giulianello e che confermano la superficialità della minoranza nel trattare l’argomento usi civici di Giulianello.

Solo segmentando questa lunga vicenda si può giungere a una richiesta di pagamento dei canoni e è per questo che si è voluto fare una breve ricostruzione di tutte le scelte che hanno permesso la composizione di quasi tutti gli aspetti scaturiti con l’istituzione dell’ASBUC nel 2012.

Una considerazione finale alla luce del duro confronto politico sorto a seguito della nomina dei membri del consiglio di gestione del Monumento Naturale Lago di Giulianello: la questione dei canoni potrebbe rappresentare l’ultima vicenda ereditata dall’alleanza PSI e FdI all’indomani dell’uscita dalla maggioranza del consigliere Proietti. Fu proprio il consigliere Proietti che nel 2023, quando era ancora nella maggioranza con delega al patrimonio, senza alcun confronto né in maggioranza né con la giunta, con un autonomo indirizzo richiese al Responsabile di determinare il canone della concessione senza minimamente tener conto di quelli che erano gli accordi tra i due Enti e che porteranno il Comune di Cori a risparmiare il canone di affitto per poter tenere aperto l’ufficio della delegazione.

Sul comportamento del PSI evitiamo di ripeterci ma confidiamo che la consigliera Silvi e tutto il gruppo L’Altra Città, dopo il voltafaccia vissuto nel corso del consiglio del 30 luglio sul rappresentante delle minoranze nel Monumento Naturale, abbiano capito come il loro alleato sia solito mistificare la realtà solamente per una sua visibilità politica.

Infine, viste le belle parole spese dalla consigliera Silvi sull’importanza del compito e il lavoro che l’aspetterà quale membro del Comitato di Gestione del Lago di Giulianello, auspichiamo che assumerà le proprie posizioni a seguito dello studio e conoscenza di quella magnifica bellezza naturalistica e non prendendo per buono tutto ciò che le viene suggerito dai colleghi di partito di Giulianello come è avvenuto sino ad ora”.

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