“Siamo davanti all’ennesimo aumento che però si vuol propagandare come un successo. Il nuovo appalto rifiuti non migliorerà i costi del servizio e come da noi richiesto, con una mozione due anni fa, il bando avrebbe dovuto essere revocato e riemesso seguendo una vera logica di efficienza dei costi e qualità del servizio per poter veramente introdurre la tariffa puntuale con le premialità per i cittadini”.
Nella seduta di Consiglio Comunale del 31 luglio scorso è stato discusso il Piano Economico Finanziario (P.E.F.) per le annualità 2026-2029 secondo l’MTR3 (Metodo Tariffario Rifiuti)-3 e la le tariffe ai fini della Tassa sui Rifiuti (TARI) per l’anno 2026.
Alla fine, la quota PEF da tariffare all’utenza per il 2026, al netto delle detrazioni, rideterminata a seguito dell’emendamento presentato all’ultimo momento in Aula, ammonterà a 11.121.398€ rispetto al valore di 10.959.516€ del 2025 con un incremento netto del 1,47%, a fronte di un incremento complessivo dei costi degli ultimi 3 anni del 9,5%. La quota PEF viene così ripartita: 7.187.277€ sull’utenza Domestica che comprende 38.476 utenze e 3.934.120€ sull’utenza NON Domestica (imprese) che comprende 2.977 utenze.
Quindi l’utenza domestica (famiglie) assorbirà quasi il 65% dei costi del PEF e l’utenza non domestica (imprese) il restante 35%, a fronte di 25.008 tonnellate prodotte nel 2024, di cui 15.443 tonnellate (il 62%) prodotte dall’utenza domestica e 9.565 tonnellate (il 38%) prodotte dall’utenza non domestica.
L’incremento 2026 del PEF rispetto al 2025 (161.882€), viene ribaltato per 138.065€ (85%) sull’utenza domestica e per la parte restante (23.817€ pari al 15%) sull’utenza non domestica.
Analizzando più in dettaglio le tariffe, relativamente alla parte domestica gli aumenti sono a carico di tutte e 6 le categorie di utenza (nuclei familiari da 1 a 6 persone), andando da un minimo dello +0,65% per un’abitazione di 80 mq con 6 componenti familiari ad un massimo del 2,18% per una abitazione di 100 mq con un solo componente familiare.
Secondo i dati che emergono dalla rilevazione dell’Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva, la tassa rifiuti pagata, nel 2025 in Italia, da una famiglia tipo di 3 persone che vive in una casa di 100 mq, è stata, in media, di 340€, con un aumento del 3,3% rispetto all’anno precedente. Considerando lo stesso caso, a Terracina nel 2025 era di 330,27€ e nel 2026 diventerà di 334,22€ con un incremento 2026/2025 del 1,2%.
Quindi, prendendo a riferimento il 2025, pur essendo i valori di TARI, del nostro Comune, allineati alla media nazionale, siamo ben lontani dalle città più virtuose che presentano tutte una Tari attorno ai 200€ (La Spezia, Novara, Belluno, Fermo, Brescia, etc).
Le utenze Non Domestiche nel 2026 subiranno un aumento medio del 1% con un minimo del +0,56% per plurilicenze alimentari e/o miste ed un massimo del +1,70% per Ristoranti, trattorie, osterie , pizzerie, pub.
Se consideriamo gli ultimi 4 anni (periodo 2023-2026) l’incremento medio per l’utenza domestica è quasi del 14% mentre per l’utenza non domestica è solo dello 0,5%. E questo, è, senza alcuna ombra di dubbio, una scelta politica precisa di questa Amministrazione che i cittadini, è giusto, che debbano conoscere.
“Abbiamo bocciato convintamente e numeri alla mano il PEF e le conseguenti TARIFFE (TARI) e rimaniamo davvero esterrefatti davanti al tentativo propagandistico di questa maggioranza e in particolare del partito di maggioranza relativa Fratelli d’Italia, di voler far passare questa come una vittoria, definendola senza vergogna “un risultato importante che rappresenta un segnale concreto di responsabilità amministrativa e di attenzione nei confronti dei cittadini”, visto che invece dovrebbero dire ai cittadini che siamo di fronte ad una gestione davvero superficiale del PEF e all’ennesimo aumento la cui entità è stata contenuta (dal 6,3% di partenza al 1,5% grazie ad alcuni accantonamenti di bilancio per contenziosi resisi utilizzabili a seguito di sentenza favorevole all’Ente) con una pressione sugli uffici nelle ultime ore prima dell’approvazione, dopo che del PEF e delle Tariffe nessuno si era curato (sia la politica che gli uffici) per mesi, come dimostra la determina di affidamento della redazione del PEF datata 18 giugno e le dichiarazioni stesse della maggioranza di essere stata messa a conoscenza del PEF solo a pochi giorni dalla scadenza, quando la scadenza perentoria del 31 luglio, per l’approvazione del PEF e delle Tariffe, era nota a tutti.
Sono anni che assistiamo ad un incremento costante dei costi del PEF che è passato da 9.208.434€ del 2020 a 11.121.398€ del 2026 con un incremento del 20,7% e si prevede che tale valore non diminuisca nei prossimi anni nonostante la gara per l’assegnazione del servizio al nuovo gestore che sembrerebbe, alla luce delle previsioni 2027-2029, non aver inciso più di tanto sui costi futuri del servizio e quindi del PEF, ed anche per questo avevo presentato due anni fa una mozione, ben motivata, di annullamento dell’appalto rifiuti, bocciata dalla maggioranza.
Incrementi di costo che purtroppo non sono giustificati né dall’aumento dei rifiuti prodotti, né dal miglioramento della qualità, dal momento che sia il volume totale di rifiuti prodotti che la percentuale di raccolta differenziata, in questi anni, non sono aumentati e men che mai gli altri indicatori di qualità. Anzi nel caso della percentuale di raccolta differenziata le cose sono peggiorate rispetto al 2020. Gli incrementi tariffari sono invece dovuti sostanzialmente ad un incremento dei costi operativi e all’inflazione, come dimostra il Costo Unitario effettivo, che valuta il costo del servizio in rapporto al volume di rifiuti prodotti e quindi la sua efficienza, misurato in centesimi di euro a kg di rifiuto prodotto. Costo unitario effettivo che è passato da 36,70 nel 2020 a 46,51 nel 2026 con un incremento del 26,7%, ed un valore superiore al benchmark di riferimento (46,29).
Ora, è del tutto evidente che per quanto riguarda le tariffe, si continua a premiare le imprese, scaricando sulle famiglie gli incrementi come dimostrano i dati. E questo è senza alcun ombra di dubbio una precisa scelta politica di questa maggioranza, che scarica gli aumenti sulle famiglie ed invece di combattere l’evasione mostruosa della Tari (decine di milioni di € accumulati) preferisce fare rottamazioni per favorire chi non paga. Ma la cosa che ci preoccupa di più, in ottica futura, è che sia nella vecchia gestione che nella nuova che sarà quando sarà, visti gli strascichi legali, l’Ente continuerà a non avere in mano nessuna leva operativa per ridurre ed ottimizzare i costi di gestione restando in balia del gestore al quale continua ad andare anche una grossa fetta dei ricavi derivanti dalla vendita dei rifiuti differenziati. E questa è un’altra precisa scelta politica, magari utile a certa cattiva politica, i cui effetti però sono una prevedibile ulteriore crescita del PEF nei prossimi anni e la enorme difficoltà di introdurre la Tariffa puntuale con successo dal momento che senza un meccanismo di riduzione dei costi sulla base delle quantità prodotte e della qualità resa dal gestore, la possibilità di introdurre delle premialità per i cittadini è molto ridotta ed il rischio che pochi pagheranno meno e tanti pagheranno molto di più, è molto alto”.
Così, in una nota, Gabriele Subiaco, Consigliere Comunale Europa Verde Terracina e Consigliere Nazionale di Europa Verde.
