Eseguita una misura cautelare in carcere nei confronti di un uomo di 30 anni per i reati di maltrattamenti, tortura e lesioni
È stata eseguita il 22 luglio scorso la misura cautelare della custodia in carcere nei confronti di un uomo di 30 anni, residente a Bassiano, gravemente indiziato dei delitti di tortura, maltrattamenti in famiglia e lesioni personali aggravate ai danni della convivente.
Il provvedimento è stato emesso dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina, Giuseppe Cario, su richiesta del pubblico ministero Marco Cifani, il quale aveva richiesto e ottenuto la convalida dell’arresto in flagranza eseguito dai Carabinieri della Stazione di Bassiano al termine di un tempestivo intervento che ha consentito di interrompere una gravissima aggressione e mettere in sicurezza la vittima.
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L’intervento che ha portato all’arresto – spiega una nota della Procura di Latina – rappresenta un esempio particolarmente significativo dell’importanza della collaborazione tra cittadini e forze dell’ordine nel contrasto alla violenza domestica. Nella giornata del 18 luglio scorso, infatti, le richieste di aiuto provenienti da persone che avevano compreso la gravità della situazione hanno consentito ai Carabinieri della Stazione di Bassiano di intervenire con assoluta tempestività, evitando conseguenze che avrebbero potuto essere ancora più gravi. Determinanti sono risultate le segnalazioni di familiari e di altre persone che, anziché rimanere spettatori passivi, hanno immediatamente allertato le forze dell’ordine manifestando il concreto timore per l’incolumità della donna.
I militari, pur trovandosi liberi dal servizio, si sono portati senza indugio presso l’abitazione indicata. Già all’esterno dell’immobile – prosegue la Procura – percepivano urla provenienti dall’interno e, una volta entrati, trovavano la vittima in condizioni fisiche particolarmente gravi, con il volto tumefatto, diffuse ecchimosi sul corpo e segni riconducibili a reiterate condotte violente.
L’intervento consentiva quindi di interrompere la condotta aggressiva in corso, mettere in sicurezza la vittima e attivare immediatamente tutte le procedure di tutela a protezione delle vittime di violenza domestica e dei figli minori, in attuazione del Protocollo “Codice Rosso” adottato dalla Procura della Repubblica di Latina, volto a garantire la massima tempestività nel trattamento delle notizie di reato e nella protezione delle persone offese.
Secondo l’ipotesi accusatoria, allo stato condivisa dal giudice nella fase cautelare, l’indagato avrebbe sottoposto per anni la compagna e i figli minori a un sistematico regime di vessazioni, minacce, violenze fisiche e psicologiche, caratterizzato da condotte di controllo e sopraffazione tali da generare all’interno del nucleo familiare una condizione permanente di paura, sofferenza e assoggettamento.
Di eccezionale gravità risultano gli episodi contestati nel mese di luglio 2026, che hanno condotto alla contestazione del reato di tortura, fattispecie raramente contestata e riservata a condotte caratterizzate da particolare crudeltà e dall’inflizione di acute sofferenze fisiche e psichiche. Secondo la ricostruzione investigativa, la vittima sarebbe stata privata della libertà personale e sottoposta per ore a ripetute e prolungate manovre di strangolamento, anche mediante il cavo di una presa multipla elettrica, tali da provocarle plurime perdite di coscienza. L’aggressione sarebbe poi proseguita con reiterate percosse, violenze e ulteriori condotte umilianti e degradanti, poste in essere in un contesto di assoluto dominio fisico e psicologico sulla donna.
Gli elementi raccolti nel corso delle indagini delineano una condotta che, per modalità esecutive, durata e intensità delle sofferenze inflitte, evidenzierebbe una volontà di sopraffazione particolarmente grave, tale da ledere profondamente la dignità e l’integrità psicofisica della vittima.
La vicenda costituisce inoltre un forte richiamo all’importanza della segnalazione da parte di chiunque venga a conoscenza di situazioni di violenza domestica.
Il Procuratore Aggiunto di Latina, Luigia Spinelli, quale coordinatore del gruppo specializzato nella materia “codice rosso”, rinnova pertanto l’invito a non sottovalutare mai segnali di violenza, controllo, isolamento o sopraffazione all’interno delle relazioni affettive e familiari, ricordando – conclude la nota della Procura – come una pronta segnalazione possa contribuire in maniera decisiva alla salvaguardia dell’incolumità delle vittime e alla prevenzione di eventi ancora più gravi.
L’uomo, nell’ambito dell’interrogatorio di convalida, si è avvalso della facoltà di non rispondere.
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