MIGRANTI E DIRITTI IN EUROPA, INTERVIENE IL VESCOVO CROCIATA: “RESTINO AL CENTRO”

Nella giornata di oggi il vescovo Mariano Crociata, nel suo ruolo di presidente della Commissione delle Conferenze Episcopali dell’Unione Europea (Comece), è intervenuto con una dichiarazione a proposito del voto odierno del Parlamento europeo che approva il nuovo Regolamento sui rimpatri.

Monsignor Crociata, unendosi all’appello di papa Leone XIV, ha ribadito che “il voto odierno riguarda più della semplice politica migratoria. Solleva una questione più ampia sul tipo di Europa che vogliamo costruire. In questo momento decisivo, l’Europa è chiamata non a rinunciare ai suoi valori fondanti, ma a riaffermarli con coraggio, saggezza e umanità”. Tra l’altro, sempre Crociata nella sua dichiarazione ha affermato: “L’Unione Europea nasce dalla convinzione che la dignità umana sia inviolabile e che la solidarietà tra i popoli non rappresenti un ideale opzionale, ma una responsabilità fondamentale”.

“La Commissione delle Conferenze Episcopali dell’Unione Europea (COMECE) prende atto della votazione odierna del Parlamento europeo che approva il nuovo Regolamento sui rimpatri, che integra il Patto sulla migrazione e l’asilo recentemente attuato.

Pur riconoscendo la legittima responsabilità delle autorità pubbliche di gestire la migrazione, garantire l’integrità delle frontiere e combattere la tratta di esseri umani, la COMECE esprime profonda preoccupazione per alcuni aspetti del nuovo quadro normativo che rischiano di indebolire l’effettiva tutela dei diritti fondamentali e della dignità delle persone vulnerabili.

In particolare, l’ampliamento della detenzione, le limitazioni ai ricorsi e alle procedure di ricorso effettivi e la crescente esternalizzazione delle responsabilità verso paesi terzi sollevano gravi questioni etiche e umanitarie.

La migrazione non è semplicemente una questione di procedure, statistiche o gestione delle frontiere. Riguarda esseri umani: donne, uomini e bambini, ognuno dei quali possiede una dignità inviolabile che deve rimanere al centro di ogni decisione politica.

Durante la sua recente visita alle Isole Canarie, Papa Leone XIV ha ricordato all’Europa e al mondo che non possiamo rimanere indifferenti a coloro che periscono in mare, cadono vittime della tratta di esseri umani o sono costretti a fuggire da guerre, violenze, persecuzioni, fame o degrado ambientale. Come ha affermato il Santo Padre, i migranti non sono “una categoria o una statistica”, ma persone che “potrebbero far parte della nostra stessa famiglia”. Queste parole mettono alla prova la nostra coscienza e ci invitano a guardare oltre la paura e l’opportunismo politico.

L’Unione Europea nasce dalla convinzione che la dignità umana sia inviolabile e che la solidarietà tra i popoli non rappresenti un ideale opzionale, ma una responsabilità fondamentale. L’Europa non può rivendicare la tutela di questi valori se poi si abitua a vedere il Mediterraneo e l’Atlantico trasformati in cimiteri silenziosi per quanti cercano la salvezza e un futuro per le proprie famiglie. La Comece rinnova quindi il suo appello a garantire politiche migratorie e di asilo rimanere saldamente ancorati al rispetto della dignità umana, dei diritti fondamentali, del diritto al chiedere asilo, la tutela dell’unità familiare e un’attenzione speciale ai più vulnerabili. Sicurezza e solidarietà non sono principi opposti; devono avanzare insieme. Allo stesso tempo, ci uniamo all’appello di Papa Leone XIV alla comunità internazionale.

I Paesi di origine, di transito e di destinazione condividono la responsabilità di affrontare le cause profonde che costringono le persone a migrare e di proteggere coloro che sono in movimento.

Ogni persona ha non solo il diritto di chiedere protezione quando la sua vita è minacciata, ma anche il diritto di non essere costretta a lasciare la propria patria a causa di guerra, persecuzione, povertà, corruzione o collasso ambientale.

Il voto odierno riguarda più della semplice politica migratoria. Solleva una questione più ampia sul tipo di Europa che vogliamo costruire. In questo momento decisivo, l’Europa è chiamata non a rinunciare ai suoi valori fondanti, ma a riaffermarli con coraggio, saggezza e umanità”.

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