Il carcere di Latina arriva al 208% di sovraffollamento e raggiunge la vetta in graduatoria tra gli istituti del Lazio, dove l’affollamento è da record, con un tasso pari al 149% rispetto a una media nazionale del 139%.
Il dato è contenuto nella relazione del garante dei Detenuti Stefano Anastasia resa in occasione del bilancio di dieci anni di attività, al termine del suo secondo e ultimo mandato. Anastasia ha annunciato di non aver partecipato al nuovo Bando della Regione Lazio per la copertura dell’Ufficio.
La relazione contiene i dati aggiornati al 30 giugno scorso. La classifica è guidata da Latina con il 208% di sovraffollamento e Regina Coeli con il 192% per una media in regione del 149%. I detenuti sono complessivamente 6911, 2445 stranieri (il 35% del totale), le donne 456. Gli unici istituti di pena che non hanno problemi di questo tipo sono Rebibbia terza casa, Civitavecchia e Paliano, 3 su 14.
Il carcere della speranza. Lo evoca in chiusura della relazione e di dieci anni di mandato Stefano Anastasia. Per arrivarci, secondo il garante dei diritti dei detenuti del Lazio, bisogna avere il coraggio di togliere dal carcere il 50 per cento dei detenuti.
Rappresentano per il garante solo detenzione sociale e non pericolo criminale e sovraffollano i posti nelle celle.
La relazione contiene i dati aggiornati al 30 giugno scorso. La classifica è guidata da Latina con il 208% di sovraffollamento e Regina Coeli con il 192% per una media in regione del 149%. I detenuti sono complessivamente 6911, 2445 stranieri (il 35% del totale), le donne 456. Gli unici istituti di pena che non hanno problemi di questo tipo sono Rebibbia terza casa, Civitavecchia e Paliano, 3 su 14.
In un quadro ancora drammatico per l’affidamento allo Stato della custodia di chi ha compiuto un reato spiccano i 21 morti dello scorso anno inclusi 8 suicidi. Il garante, che ha competenza anche sulle cinque Rems dedicate a chi soffre di disturbi mentali e sul Cpr di Ponte galeria, è intervenuto su problemi sanitari, sulla burocrazia e sulle condizioni detentive.
Anastasìa ha evidenziato come il sovraffollamento, il personale insufficiente e le condizioni di lavoro precarie contribuiscano ad aumentare i rischi di autolesionismo e suicidi, richiedendo interventi strutturali e risposte più efficaci.
“L’attività del Garante si è intensificata, con oltre 3.600 istanze individuali ricevute nel 2025, 500 in più che nel 2024, 2500 in più di quante ne riusciva a seguire il suo ufficio nel 2023, quando non erano ancora a regime gli sportelli affidati a università e associazioni, focalizzandosi su assistenza sanitaria, trasferimenti, misure alternative e condizioni di detenzione”.
In conclusione, Anastasìa ha tracciato la rotta per il futuro, auspicando un sistema orientato alla speranza, al recupero e alla riduzione delle disuguaglianze, ringraziando le istituzioni e le realtà associative che hanno collaborato in questi anni.
All’incontro sono intervenuti numerosi rappresentanti istituzionali e sanitari: un messaggio del presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, ha aperto i contributi di Stefania Perri (Provveditorato regionale dell’amministrazione penitenziaria), Giacinto Siciliano, Giuseppe Quintavalle (direttore generale Asl Roma 1), e del vicepresidente del Consiglio regionale del Lazio, Giuseppe Emanuele Cangemi, insieme alla segretaria generale Giosy Pierpaola Tomasello, che hanno espresso unanime apprezzamento per il lavoro svolto dal Garante.
