HUAWEIGATE, PARLAMENTO EUROPEO SALVA DE MEO: L’IMMUNITÀ NON È STATA REVOCATA

Salvatore De Meo
Salvatore De Meo

L’Europarlamento ha deciso di revocare l’immunità al capodelegazione di Forza Italia, Fulvio Martusciello, accogliendo la richiesta della procura del Belgio nell’ambito dell’inchiesta sul cosiddetto Huaweigate.

Con 344 voti a favore della revoca, 234 contrari e 25 astenuti, la plenaria di Strasburgo ha quindi confermato la decisione della commissione Affari giuridici (Juri), che il 3 giugno si era ugualmente espressa a favore delle guarentigie parlamentari per il capodelegazione azzurro.

Salvo invece l’altro azzurro, Salvatore De Meo, il parlamentare pontino ed ex sindaco di Fondi: la plenaria ha deciso di mantenere la sua immunità, in linea con il parere della commissione Juri.

L’operazione, nome in codice “Génération”, era scattata a marzo 2025. Un centinaio di investigatori belgi avevano passato al setaccio ventuno abitazioni tra Bruxelles, la Vallonia e le Fiandre, fermando sette lobbisti legati a Huawei e sospettati di aver corrotto con tangenti e regali ex e attuali eurodeputati.

La corruzione sarebbe andata avanti “in modo sistematico e molto discreto dal 2021, sotto le mentite spoglie di attività di lobbying commerciale”. Nella tesi degli inquirenti, si nasconderebbero “trasferimenti di denaro per coprire spese di conferenze, vitto e alloggio, regali di valore”, inclusi smartphone del brand cinese, “e inviti a partite di calcio” per seguire i match della storica squadra dell’Anderlecht al Lotto Park, dove Huawei può vantare una tribuna privata. Elargizioni e versamenti da alcune migliaia di euro, veicolati attraverso società portoghesi.

Lo scorso anni, nell’ambito dello Huaweigate, la procura federale belga chiedeva la revoca dell’immunità parlamentare per il parlamentare europeo, ex sindaco di Fondi, Salvatore De Meo (Fi/Ppe). La richiesta era indirizzata anche al bulgaro Nikola Minchev (liberale) e al maltese Daniel Attard (socialista)

I tre parlamentari erano finiti nel mirino degli inquirenti per le presunte corruzioni dei membri dell’europarlamento.

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