Palazzo M, Calandrini (Fratelli d’Italia): “Stralciata la cancellata. Quando le istituzioni dialogano prevale il buon senso”
“Il Provveditore Interregionale alle Opere Pubbliche per il Lazio, l’Abruzzo e la Sardegna, dottor ingegner Vittorio Rapisarda Federico, ha comunicato al sottoscritto che la prevista cancellata agli accessi di Palazzo M verrà stralciata dal progetto di riqualificazione dell’edificio”. Lo rende noto il senatore Nicola Calandrini, presidente della commissione bilancio e programmazione economica e della Federazione provinciale di Fratelli d’Italia Latina.
“La comunicazione del Provveditore arriva a seguito della richiesta formale di chiarimenti che ho inviato nelle scorse ore dopo che la notizia dell’installazione delle cancellate, riportata dagli organi di informazione locali, aveva suscitato un ampio dibattito cittadino e diffuse perplessità tra rappresentanti della società civile e istituzioni. Di fronte a una questione che riguardava uno dei luoghi simbolo di Latina ho ritenuto doveroso attivarmi immediatamente, avviando un’interlocuzione sia con il Provveditorato sia con la Guardia di Finanza per comprendere nel dettaglio la situazione”.
“È importante ribadire che nessuno ha mai messo in discussione il progetto di recupero e riqualificazione di Palazzo M. Al contrario, si tratta di un intervento atteso da anni e di fondamentale importanza per la città. Gli interventi di consolidamento, messa in sicurezza, adeguamento e valorizzazione dell’immobile rappresentano un investimento strategico per il patrimonio pubblico e per l’intera comunità pontina. Si tratta di lavori necessari, che meritano pieno sostegno e apprezzamento”.
“Le preoccupazioni riguardavano esclusivamente l’ipotesi di installare delle cancellate ai varchi di accesso. Palazzo M non è soltanto la sede di importanti uffici dello Stato, ma è anche uno dei principali simboli dell’identità urbana di Latina. La sua apertura verso la città, la prospettiva architettonica che lo caratterizza e la piena fruibilità degli spazi antistanti costituiscono elementi che appartengono alla sua storia e alla sua stessa concezione originaria. Per questo ho ritenuto di farmi interprete delle osservazioni e delle preoccupazioni che in queste ore erano state espresse da tanti cittadini e da diversi rappresentanti del territorio”.
“L’approfondimento avviato in queste ore ha inoltre consentito di chiarire l’origine della proposta. Come spiegato dal Provveditore Rapisarda nella risposta trasmessa al sottoscritto, l’ipotesi della cancellata non nasceva da una richiesta della Guardia di Finanza, ma da una interlocuzione maturata durante la fase progettuale tra Provveditorato e Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Frosinone e Latina”.
“Proprio le perplessità emerse nella comunità cittadina e rappresentate da numerosi soggetti, che ho ritenuto di portare immediatamente all’attenzione delle amministrazioni coinvolte, hanno determinato un ulteriore approfondimento. In tale contesto è stata formalmente interpellata la Guardia di Finanza che, come ribadito dal Provveditorato, non ha ritenuto necessaria la realizzazione della recinzione ai fini della sicurezza del complesso. Alla luce di questa valutazione, il Provveditorato ha quindi deciso di procedere allo stralcio della cancellata senza modificare il restante e ben più ampio progetto di riqualificazione”.
“Credo che questa vicenda rappresenti un esempio concreto di come debbano funzionare le istituzioni. Nel giro di meno di ventiquattro ore si è passati da una legittima preoccupazione diffusa a un chiarimento definitivo, grazie alla disponibilità e al senso di responsabilità di tutti i soggetti coinvolti. Quando esiste dialogo tra istituzioni, quando si ascoltano i territori e quando le osservazioni vengono formulate con spirito costruttivo, senza polemiche ma con pragmatismo, è possibile trovare rapidamente soluzioni equilibrate nell’interesse della collettività”.
“Questa vicenda ha però avuto anche il merito di riaccendere una riflessione più ampia sul futuro di Palazzo M e sul ruolo che il centro storico dovrà svolgere nei prossimi anni. Il dibattito sviluppatosi in questi giorni, arricchito dagli interventi pubblicati sulla stampa locale e dalle considerazioni espresse dal presidente della Fondazione Latina 2032 Vincenzo Zaccheo, pone un tema che considero centrale: quello delle funzioni. Non basta infatti recuperare e valorizzare gli edifici, per quanto prestigiosi e simbolici; occorre interrogarsi anche sul ruolo che essi potranno svolgere nel futuro della città”.
“Da tempo sostengo che il centro storico debba tornare a essere il cuore pulsante della vita cittadina e che il percorso avviato per rafforzarne la vocazione universitaria rappresenti una straordinaria opportunità per restituire centralità, attrattività e vitalità a questa parte della città. In questo quadro ritengo utile aprire una riflessione seria e condivisa sulle funzioni che Palazzo M potrà ospitare e sviluppare nel lungo periodo, nella consapevolezza che le grandi opere pubbliche non producono valore soltanto per la qualità degli interventi realizzati, ma anche per la capacità di generare relazioni, conoscenza, servizi e occasioni di crescita per il territorio”.
“Desidero quindi ringraziare il Provveditore Interregionale alle Opere Pubbliche, dottor ingegner Vittorio Rapisarda Federico, per la tempestività e la piena disponibilità dimostrate, così come la Guardia di Finanza per il contributo fornito nell’approfondimento della vicenda. È la dimostrazione che una filiera istituzionale che dialoga e collabora è in grado di dare risposte rapide e concrete ai cittadini, salvaguardando al tempo stesso le esigenze di sicurezza, il valore storico, architettonico e identitario di un luogo simbolo come Palazzo M e costruendo le condizioni per una riflessione più ampia sul futuro della città”.
