RENDICONTO 2025 A TERRACINA, EUROPA VERDE BOCCIA L’AMMINISTRAZIONE

Europa Verde Terracina boccia il Rendiconto 2025: la fotografia di una Amministrazione che arranca e di una Città sempre più in difficoltà

Nella seduta di Consiglio Comunale del 8 giugno è stato approvato dalla maggioranza, con il voto contrario della minoranza presente in aula, il Rendiconto 2025. 

“L’ennesimo Rendiconto che ci racconta di una Amministrazione che garantisce l’ordinaria amministrazione ma che ha enormi difficoltà ad acquisire risorse per investimenti ed ancora di più a spenderle, con una macchina organizzativa ingolfata, sottodimensionata ma anche sottoutilizzata per numero di dipendenti e competenze necessarie, che arranca e non riesce a mettere a terra neanche tutte le risorse stanziate, perdendosi per strada oltre 40 milioni di euro di spese stanziate nel Bilancio di previsione 2025 ma non impegnate, dopo che in sede di approvazione del Bilancio di previsione alla minoranza sono stati bocciati decine di emendamenti con la motivazione veramente risibile della mancanza di risorse per poter realizzare le proposte!

Al di là di alcuni apprezzabili progressi in particolare sul fronte del Risultato di amministrazione, dell’Avanzo (che non è un dato del tutto positivo), della disponibilità di Cassa, e del Conto Economico, rimangono molte e rilevanti le criticità strutturali e le questioni importanti che si trascinano, di anno in anno, senza mostrare segnali di cambiamento sostanziali.

I problemi sono chiari ed annosi:

– si continua ad approvare i Bilanci (sia il previsionale che il rendiconto) in grave ritardo rispetto alle scadenze previste, senza avere contezza delle ragioni di questi ritardi, che comportano criticità riguardo a mobilità e nuove assunzioni, con documenti di gestione fondamentali come il Piano Economico di Gestione (PEG) ed il Piano Integrato Attività e Organizzazione (PIAO) che vengono approvati a metà anno.

– si continua ad approvare i Bilanci (sia il previsionale che il rendiconto) senza la preventiva approvazione dei Bilanci dell’Azienda Speciale con l’ultimo rendiconto dell’Azienda approvato nel 2023. Un’Azienda che sembra andare avanti per conto proprio senza indirizzi chiari, impantanata nella nomina del nuovo direttore, e con scostamenti significativi (quasi un milione di euro) ad esempio tra i crediti riconosciuti dall’Ente e quelli vantati dall’Azienda

– quest’anno si è dovuto addirittura correggere il rendiconto per un errore di ben 1.870.000 euro rilevato due giorni prima del Consiglio comunale con una procedura discutibile (emendamento tecnico) per cui i consiglieri si sono trovati davanti alla documentazione di bilancio modificata senza che la stessa fosse stata preventivamente ed ufficialmente inoltrata e discussa prima del Consiglio. Un errore, che assieme ad alcuni altri rilevati, nel corso del mio intervento in Aula, negli allegati, la dice lunga sull’attenzione e l’accuratezza con cui è stato predisposto questo rendiconto 2025.

– le Riscossioni (41% media degli ultimi 5 anni rispetto all’Accertato) rimangono un problema.

– cosi come il volume dei Residui Attivi (quasi 82 milioni i crediti non riscossi tra Conto di Bilancio e Stato patrimoniale) e degli Accantonamenti (oltre 53 milioni di euro per Fondo crediti dubbia esigibilità, contenzioso, altri accantonamenti).

– per gli investimenti, permane la scarsa capacità di acquisire risorse in entrata e di spendere le risorse stanziate determinando il non rispetto degli obiettivi;

– continua ad essere scarsamente incisiva l’azione di recupero dell’evasione fiscale (oltre 36 i milioni di residui attivi da imposte e oltre 12 milioni di euro l’evasione accertata) in un quadro in cui la pressione fiscale continua ad aumentare di anno in anno con un incremento del 16% negli ultimi 5 anni. Intanto però si manda avanti la rottamazione delle cartelle lanciando un pessimo segnale a quelli che le tasse le pagano regolarmente.

– continua a registrarsi un grande scostamento tra le previsioni di entrata e di spesa e le entrate e le spese accertate e impegnate da consuntivo (22 milioni di minori entrate ed oltre 60 di minori spese).

– continua a persistere una grossa alea sulle finanza dell’Ente in merito ai debiti fuori bilancio che impone un consistente accantonamento annuale (fondo contenzioso di quasi 6 milioni di euro).

L’Organo di revisione, nella relazione sulla proposta di rendiconto, ha formulato poi uno specifico e rilevante rilievo in ordine al mancato aggiornamento dell’inventario dei beni mobili alla data del 31/12/2025 chiedendo all’Ente di procedere con immediatezza all’aggiornamento, in ragione, sia della DGC n.144 del 1.10.2025 con la quale è stata approvata la dismissione di beni mobili obsoleti ed il discarico degli stessi, sia della necessità di trasmettere gli schemi aggiornati di Stato patrimoniale e di Conto economico secondo il nuovo standard accrual/Itas entro il prossimo 30 giugno 2026, dal momento che l’aggiornamento incide in modo significativo sul valore delle immobilizzazioni riportato nello Stato patrimoniale. 

Davanti a questo quadro che richiederebbe azioni specifiche e mirate, l’Amministrazione continua a lamentare una eccessiva scarsità di personale per poter spendere le risorse stanziate e quelle derivanti dall’avanzo libero e dal vincolato. Una situazione paradossale  con un Ente, che, pur potendo, non riesce ad assumere personale, e anzi continua a perderlo, ma anche contraddittoria, dal momento che poi le spese del personale nel 2025 stranamente diminuiscono rispetto al 2024 e al 2025 ed i ritardi nell’approvazione dei bilanci rendono critici le mobilità e le nuove assunzioni. Una sorta di cane che si morde la coda, dal quale sarà difficile uscire se non si inizia a mettere in ordine i problemi e a riorganizzare l’attività dell’Ente per processi piuttosto che per funzioni con il supporto della tecnologia.

Questo stato costante di difficoltà e di inerzia si riflette su una città che fa sempre più fatica, che cerca di andare avanti tutti i giorni tra mille difficoltà, molte oramai di tipo strutturale: una carenza di pianificazione con una confusione ed un degrado urbanistico frutto di decenni di un non governo del territorio e di un approccio urbanistico, “à la carte”, con una gestione del verde a dir poco carente; troppe opere pubbliche iniziate, negli anni passati e mai finite, cattedrali nel deserto che si perdono oramai nella notte dei tempi; disservizi ed inefficienze gravi che ormai rappresentano la normalità; carenze nella manutenzione (strade, parchi, spazi pubblici); evidenti problemi di viabilità e di sicurezza stradale; problemi cronici relativi alla sicurezza e al degrado di molti quartieri ed aree periferiche, alcune ancora prive di servizi essenziali; spazi culturali, chiusi da troppo tempo senza un piano di riapertura; la mancanza di centri di aggregazione giovanile, di azioni di contrasto alla povertà, di misure per l’emergenza abitativa, di servizi sociali di qualità adeguati alle esigenze di una società che cambia, di una attenzione attiva alla tutela dell’ambiente, del paesaggio e della salute dei cittadini; un quadro socio-economico a livello nazionale in declino e che vede nella nostra città, una crescente difficoltà delle imprese e del commercio, una desertificazione dei centri storici ed un sparizione dei negozi di vicinato a favore dei grandi centri commerciali nelle periferie, un lavoro sempre più in crisi, con tante persone che lo perdono o ce l’hanno ma precario e/o sottopagato, con un reddito medio delle famiglie in forte calo negli ultimi anni nella nostra provincia. Una provincia che si colloca sempre agli ultimi posti nelle classifiche nazionali sul benessere e la qualità della vita.

Tutte questioni, mai affrontate, che sono lì sul tavolo da anni e che non salvano nessuno, a partire da certa politica che, pur frequentando il Palazzo da decenni, oggi gioca “ambiguamente” ad addossare la colpa all’ultimo arrivato, mentre dovrebbe assumersi, di fronte ai cittadini, la responsabilità di un fallimento ventennale.

I problemi sono tanti e seri, a cominciare dall’adeguatezza della classe politica che questa Città è in grado di esprimere rispetto alla gravità e alla complessità dei problemi che la stessa, oggi, si trova ad affrontare, perché finché la politica servirà solo a soddisfare qualche ambizione o qualche interesse personale, questa Città non avrà grosse speranze di risorgere”.

Così, in una nota, Gabriele Subiaco, Consigliere Comunale Europa Verde Terracina e Consigliere Nazionale di Europa Verde.

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