Pennelli anti-erosione, la Regione Lazio boccia il progetto del Comune di Latina: “Certifica le criticità denunciate dal M5S già il 6 gennaio 2024”
“Il parere negativo espresso dalla Regione Lazio sulla Valutazione di Incidenza Ambientale (VINCA) del progetto dei pennelli anti-erosione rappresenta molto più di uno stop amministrativo. È la conferma, nero su bianco, delle stesse criticità che il Movimento 5 Stelle di Latina aveva denunciato oltre due anni fa.
Il 6 gennaio 2024, infatti, come capogruppo del M5S, avevo contestato diffuso un comunicato stampa nel quale esprimevo forti perplessità sul progetto portato avanti dall’assessore Di Cocco, chiedendo garanzie scientifiche, certezze sulla sostenibilità economica dell’intervento e approfondimenti sugli effetti che le opere avrebbero potuto produrre sul resto del litorale. Oggi la Regione Lazio dice sostanzialmente la stessa cosa.
Nel gennaio 2024 ponevamo una domanda molto semplice: come è possibile procedere con un intervento finanziato per circa 6 milioni di euro quando il progetto complessivo richiedeva risorse ben superiori, allora stimate in circa 28 milioni di euro? Dove sarebbero stati trovati i fondi necessari per completare le opere mancanti? E soprattutto, chi avrebbe garantito nel tempo la manutenzione costante e il ripascimento morbido, indispensabili per il funzionamento dell’intero sistema?
La Regione oggi evidenzia proprio l’assenza di adeguate garanzie sulla sostenibilità economica dell’intervento e sulla sua gestione futura.
Nel gennaio 2024 chiedevamo inoltre se esistessero studi scientifici in grado di certificare che la realizzazione dei soli pennelli, senza il completamento delle altre opere previste e senza adeguate garanzie manutentive, non avrebbe prodotto effetti negativi sui tratti di costa posti più a sud.
La Regione oggi afferma esattamente che questi aspetti non sono stati adeguatamente dimostrati e che occorrono ulteriori approfondimenti, nuove simulazioni e la valutazione di soluzioni alternative per evitare rischi agli habitat e agli ecosistemi costieri del Parco Nazionale del Circeo.
Nel gennaio 2024 ricordavamo inoltre quanto accaduto dopo gli interventi realizzati nel 2005 a Foce Verde: opere eseguite a stralcio, manutenzione mai effettuata per mancanza di fondi e conseguenze erosive che ancora oggi paghiamo.
Anche in quel caso il problema non fu soltanto progettuale, ma soprattutto economico: senza risorse per il mantenimento, le opere finirono per perdere efficacia e contribuire agli squilibri della costa. Per questo chiedevamo garanzie precise e verificabili. Garanzie che non sono mai arrivate.
Oggi l’assessore Di Cocco sostiene che il parere negativo della Regione non rappresenti la parola fine sul progetto. Formalmente è vero. Ma resta un dato politico inconfutabile: se due anni e mezzo fa fossero state ascoltate le osservazioni del Movimento 5 Stelle, se fossero stati richiesti gli approfondimenti scientifici necessari, se fosse stata chiarita la sostenibilità economica del
completamento delle opere e della manutenzione annuale mediante ripascimento morbido, probabilmente non ci troveremmo oggi a ripartire praticamente da zero.
Nel frattempo sono trascorsi oltre due anni. L’erosione costiera continua ad avanzare, la città perde tempo prezioso e il litorale resta senza una soluzione condivisa, sostenibile e scientificamente validata.
La Regione Lazio ha fatto esattamente quello che doveva fare: fermare un progetto che non offriva sufficienti garanzie ambientali e chiedere studi, simulazioni e valutazioni più approfondite.
Il Movimento 5 Stelle non ha mai contestato la necessità di intervenire contro l’erosione costiera. Al contrario. Il finanziamento regionale era stato ottenuto durante l’amministrazione Coletta e portato avanti grazie al lavoro dell’allora assessora all’Ambiente del M5S, Adriana Calì, che aveva presentato in Regione la progettazione preliminare fondata su un’impostazione differente, meno impattante e accompagnata da una programmazione della manutenzione.
Successivamente l’amministrazione Celentano ha scelto invece di procedere con una rimodulazione che ha progressivamente ridotto e modificato il progetto originario, senza però fornire quelle garanzie tecniche, scientifiche ed economiche che il M5S chiedeva da tempo. Per questo il parere negativo della Regione non rappresenta una sorpresa.
Ora l’amministrazione e l’assessore Di Cocco, invece di minimizzare la bocciatura della VINCA, dovrebbero avere l’onestà politica di riconoscere che i dubbi sollevati dal Movimento 5 Stelle il 6 gennaio 2024 non erano né strumentali né ideologici. Erano osservazioni fondate che meritavano ascolto.
E soprattutto dovrebbero attivarsi per raggiungere davvero l’obiettivo: difendere il litorale di Latina con un progetto efficace, sostenibile e rispettoso degli equilibri ambientali. Se ciò fosse avvenuto allora, oggi Latina non avrebbe perso altri due anni e mezzo nella lotta contro l’erosione costiera”.
Così, in una nota, Maria Grazia Ciolfi, consigliere comunale e capogruppo M5S Latina.
