TRAFFICO DI DROGA INTERNAZIONALE DA APRILIA AGLI ALTRI CENTRI: COINVOLTO IL “SEMPREVERDE” DEI NARCOS GENNARO AMATO

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Operazione dei Carabinieri. Arrestati i componenti di un’associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti. Accertata la disponibilità di armi utilizzate per compiere estorsioni

È della mattinata odierna l’operazione dei Carabinieri del Reparto Territoriale che, sulla base di una inchiesta anti-droga firmata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, ha portato all’arresto di 19 persone.

Un’operazione che ha richiesto l’impiego di circa 100 miliari dell’Arma e che si è concentrata in particolare modo ad Aprilia, base di riferimento del gruppo di spaccio, tra cui l’ormai solito quartiere popolare del Toscanini.

Ad ogni modo, i Carabinieri hanno eseguito arresti anche a Cisterna di Latina, Nettuno, Ciampino, Anzio, Velletri, Amelia, Cappadocia, Sant’Agata del Bianco e Castelletto Sopra Ticino. Il Reparto Territoriale Carabinieri di Aprilia, insieme ai Comandi Arma territorialmente competenti, al Nucleo Cinofili di Ponte Galeria e al Nucleo Elicotteri di Pratica di Mare, hanno dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Roma, Chiara Miraglia, su richiesta della Procura Distrettuale Antimafia capitolina.

I 19 coinvolti sono gravemente indiziati, a vario titolo, dei reati di associazione finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti, estorsione, ricettazione, porto e detenzione illegale di armi comuni da sparo. Tredici persone sono finite in carcere, sei ai domiciliari. Almeno cento le cessioni di droga documentate dai Carabinieri nel corso dell’indagine, mentre in tutto sono 51 gli indagati.

L’indagine dei Carabinieri del Reparto Territoriale di Aprilia, condotta dal febbraio 2021 al dicembre 2022 e coordinata dalla Procura Distrettuale Antimafia di Roma, trae origine dall’attività investigativa svolta nell’ambito di altro procedimento penale “Assedio”, a seguito del quale è stato decretato lo scioglimento del Comune di Aprilia per infiltrazione mafiosa.

L’inchiesta ha consentito di documentare l’operatività ad Aprilia e comuni limitrofi di una consorteria criminale dedita alla produzione, all’importazione – anche attraverso canali di rifornimento internazionali localizzati in Belgio – e alla commercializzazione di sostanza stupefacente nelle province di Latina, Roma, Massa Carrara, Novara e Perugia, sfruttando per la propria attività altresì i contatti intercorsi con una figura criminale qualificata, contigua alla ‘ndrangheta nella sua articolazione territoriale denominata “cosca Morabito” di Africo. Si tratta del 35enne Giuseppe Arcadi.

Nell’ambito dell’attività di monitoraggio, è stato possibile evidenziare l’approvvigionamento verso le piazze di spaccio localizzate nelle succitate province di oltre 7 chili di cocaina, 50 chili di hashish e 35 chili di marijuana. Nel corso delle investigazioni, sono stati arrestati, in flagranza di reato, cinque soggetti per la detenzione complessiva di circa 2 chili di cocaina.

Le indagini hanno altresì permesso di accertare la disponibilità da parte dei componenti del gruppo criminale di un ingente quantitativo di armi, tra cui un fucile mitragliatore, da loro utilizzate per minacciare e intimorire gli acquirenti inadempienti, tra cui anche il titolare di un ristorante di Aprilia, così come di rilevare la riconducibilità in capo al sodalizio, di una società di autonoleggio di Aprilia, le cui autovetture venivano utilizzate esclusivamente per la commercializzazione della sostanza stupefacente.

Emerge anche l’attività criminale svolta da un dipendente del Ministero dell’Istruzione, che avrebbe offerto il proprio supporto tecnico per garantire la perfetta riuscita del processo di coltivazione e produzione della marijuana in serra.

Il giudice per le indagini del Tribunale di Roma ha disposto il carcere per Gennaro Amato, 61 anni di Cisterna; Francesco Falco, 42 anni di Aprilia; Marco Tuccio, 35 anni di Aprilia; Tonino Di Pietro, 47 anni di Aprilia; Machkour Kamal, 50 anni, di Aprilia; Antonio Cimmino, 52 anni di Aprilia; Gianluca Bottoni, 58 anni di Aprilia; Antonio Di Fazio, 46 anni di Aprilia; Simone D’Innocenzo, 37 anni di Aprilia; Patrizio Libero Abbate, 35 anni di Aprilia; Giuseppe Arcadi, 35 anni di Sant’Agata del Bianco (Reggio Calabria); Stefano Tiozzo, 32 anni di Castelletto Sopra Ticino (Novara); Claudio Amadio 49 di Ciampino; Mauro Cerci 61 anni di Roma.

Per altri sei indagati sono stati invece disposti gli arresti domiciliari con dispositivo elettronico: Daniela De Maio, 46 anni di Aprilia; Maria Vincenza Farina, 63 anni di Aprilia; Andrea Falco, 36 anni di Aprilia; Sabatino Falco, 66 anni di Aprilia; Valter Belani, 48 anni di Aprilia; Silvio Speranza Melotto, 60 anni di Aprilia.

Tra i nomi molto noti c’è sicuramente quello di Gennaro Amato. Il 61enne di Cisterna è figura di peso negli ambienti del narcotraffico pontino. Originario di Afragfola (Napoli) e da anni residente nella provincia pontina, a Cisterna di Latina, con una sfilza di precedenti importanti per spaccio, confische a carico (su tutte, la villa di via Pitagora) e persino vittima di una gambizzazione commissionato dal defunto Carmine “Porchettone” Ciarelli, il reuccio del Pantanaccio a capo del gruppo criminale zingaro. Proprio nell’estate 2018 fu colpito a Cisterna da una misura cautelare emessa dal Tribunale di Roma su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, insieme ad altri 28 soggetti indiziati di appartenere a un’articolata associazione per delinquere dedita al traffico di sostanze stupefacenti, con base operativa nel quartiere di San Lorenzo a Roma.

Furono poste sotto sequestro due società a Cisterna di Latina riconducibili a lui ma fittiziamente intestate a due prestanome. Le indagini si originarono dall’operazione “Druso-Extra Fines” che aveva portato all’arresto nel Lazio, in Sicilia, in Lombardia, in Piemonte, in Emilia Romagna e in Germania di 37 appartenenti al clan di Gela legato a Cosa NostraRinzivillo.

Il vertice dell’associazione per delinquere che si muoveva tra Cisterna, Aprilia e San Lorenzo fu individuato, per l’appunto, in Gennaro Amato, il quale, seppure agli arresti domiciliari presso una comunità terapeutica residenziale in provincia di Roma, continuava a gestire il florido traffico di cocaina e marijuana., tramite un suo fedelissimo. Gennaro Amato, stranoto a Cisterna, è stato coinvolto nella famigerata operazione Astice venuta a galla nel settembre 2019. Uno scenario orrendo dentro il carcere latinense di Via Aspromonte dove vecchie conoscenze del crimine pontino come Angelo (detto “Palletta”) e Salvatore Travali (detto “Bula”), il potente narco Massimiliano Del Vecchio (oggi al 41 bis) e lo stesso Gennaro Amato vi spadroneggiavano dentro con la complicità decisiva di due agenti della penitenziaria. L’anno scorso, ad aprile 2025, l’ennesima indagine partita dal quartiere roccaforte della spaccio romano, San Basilio, ha coinvolto Gennaro Amato.

Tra gli arrestati dell’operazione odierna ci sono anche Francesco Falco e Marco Tuccio, entrambi apriliani, condannati l’anno scorso a pene pesanti (14 e 12 anni) per tentato omicidio. Altro nome non nuovo è quello di Patrizio Libero Abbate, apriliano anche lui coinvolto lo scorso giugno in un’altra operazione anti-droga partita da Roma. Coinvolto a ottobre 2024 in un imponente giro di auto rubate tra la Calabria, Anzio e Aprilia, il 35enne è un personaggio noto ad Aprilia: a ottobre 2019, si costituì per aver accoltellato Gianmario Stradaioli, l’allora 30enne figlio del noto costruttore, al parco Meddi di Aprilia vicino alla Scuola Deledda. Inoltre, sempre nell’ambito della droga, Patrizio Abbate fu coinvolto nell’operazione di polizia denominata Las Mulas che vide l’arresto di personaggi molto conosciuti nel mondo criminale di Aprilia come Dimitri Montenero e il latinense Marco Zuppardo. Il sodalizio, secondo gli investigatori, gestiva un traffico internazionale di cocaina dalla Colombia all’Italia passando per il Nord Africa e la Spagna fino ad arrivare via terra, evitando i controlli di frontiera, ad Aprilia e Latina.

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