AVVERTIMENTO DI FUOCO NEL CORTILE DI CASA DEL 33ENNE VITTIMA DI PESTAGGIO

È stato probabilmente un avvertimento di fuoco quello avvenuto lo scorso sabato 16 maggio nella casa di uno spacciatore

Non è un nome qualunque, in quanto il 33enne di Latina, la cui casa di famiglia è stata raggiunta da un probabile avvertimento di fuoco lo scorso sabato, è il medesimo pusher che rientra in un episodio violento inserito nell’ordinanza derivante dall’operazione Pac Man che, lo scorso 12 maggio, ha portato a sedici arresti nella città di Latina, tra cui i personaggi più noti Francesco D’Antonio e Antonio Mazzucco detto Tulò.

È proprio quest’ultimo, Tulò. a discorrere con un altro degli arrestati, Davide Beccaro, di un pestaggio contro il 33enne di Latina, residente nel quartiere Gionchetto, la cui abitazione famigliare è stata colpita da questo incendio all’interno del cortile. Una circostanza minima in quanto le fiamme sono state spente subito e non hanno provocato danni. Sul posto sono arrivati i poliziotti della Questura di Latina che hanno aperto una indagine. All’interno del cortile, è visibile una parte di pavimento bruciata dal liquido infiammabile con cui è stato appiccato il fuoco. Un gesto che non può che essere fatto di proposito e che, forse, ha a che vedere con le attività illecite messe in piede dal 33enne.

Mazzucco e Beccaro, se è vero ciò che dicono nelle intercettazioni, si vantano della loro recente spedizione punitiva ai danni del 33enne, detto “Falchetto”, il quale sarebbe stato investito di percosse, ginocchiate, calci al volto, oltreché a una quasi strangolatura con una calza: alla fine per lui ferite e fratture ai denti. A partecipare alla spedizione punitiva o quantomeno alla conversazione sull’atto di ritorsione anche il non indagato Pietro Mazzucco, fratello dell’arrestato Antonio.

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